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Elezioni di Mid Term: Obama verso il disastro. Tutte le previsioni

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Elezioni di Mid Term: Obama verso il disastro. Tutte le previsioni

New York. A due giorni dal voto di medio termine di martedì 4, che rinnoverà l’intera Camera (i 435 deputati, che hanno mandati biennali) e un terzo del Senato (33 dei 100 senatori, che stanno in carica sei anni) giornali e sondaggisti sono unanimi nel prevedere una generale avanzata dei Repubblicani in entrambi i rami del Congresso. Alla Camera ci sarà quindi la conferma della maggioranza del GOP, che ora conta 233 deputati contro 199 (3 seggi sono vacanti), con incrementi che variano dai 9 seggi previsti dalla “Chrystal Ball” di Larry Sabato, professore e “assemblatore di sondaggi” all’Università della Virginia, ai 5-12 del Rothemberg Political Report, ai 6-12 del Cook Political Report. Comunque vada, il quadro politico non verrà modificato dalla rinforzata maggioranza del GOP nella Camera Bassa. Cruciale è invece l’esito della corsa per il Senato, oggi controllato per 55 a 45 dai Democratici.

Al GOP servono sei seggi per ribaltare la situazione (se si fermano a +5, quindi a 50-50, il vicepresidente Joe Biden, secondo la Costituzione, avrà il potere di dare un eccezionale 51esimo voto, così mantenendo il controllo per il proprio partito). In caso di maggioranza repubblicana, il Congresso sarebbe “unito”, a differenza di oggi, e potrebbe approvare le leggi che vuole il GOP, lasciando a Obama la sola chance di opporre il suo veto. E di diventare lui “il presidente del no”, capovolgendo l’immagine da “ostruzionisti” che è stata data dalla stampa liberal ai repubblicani dal 2010, ossia da quando controllano la Camera ed esercitano il loro ruolo di oppositori. Tutta l’attenzione mediatica dell’ultima ora va quindi alle sfide in quegli Stati in cui sono in palio i posti di senatori da confermare, o da eleggere per riempire il seggio lasciato vuoto da senatori che non si sono ripresentati. Unanime è la previsione che tre Stati che avevano un senatore Democratico, Montana, Sud Dakota, e West Virginia, sono destinati a passare al GOP, che ne deve vincere altri 3, ovviamente non perdendo nessuno dei suoi (e la Georgia, il Kansas e il Kentucky sono tra gli “incerti”).

Il New York Times e il Washington Post, i maggiori quotidiani nazionali di orientamento pro-democratico, hanno svolto autonome analisi sulle prospettive di voto, ed entrambi affermano oggi che il GOP riuscirà a farcela. Differiscono sull’ampiezza della chance di vittoria repubblicana, però, con il NYT che da’ il 69% di possibilità, mentre il Washington Post si sbilancia al 95%. Per il primo, la situazione attuale è di 45 sicuri seggi Democratici e di 48 sicuri seggi Repubblicani, i quali sono però davanti in 4 dei 7 Stati ancora in bilico, il che porterebbe al totale di 52. Ecco le chance pro GOP del NYT in dettaglio: Colorado 84% (in questo Stato la metà ha già votato online o ai seggi, e i registrati Repubblicani sono per ora più numerosi dei Democratici per 104mila voti); Alaska 67%; Iowa 64%; Georgia 57%. I dati del Washington Post, che pure vede un successo del GOP per 52 a 58, sono ancora più lusinghieri Stato per Stato: Iowa 86%; Alaska 80%; Colorado 98%; Georgia 61%; Kansas 96%. Gli altri due Stati “ballerini”, l’Arkansas e la Louisiana, che hanno oggi in carica senatori Democratici, appaiono ormai conquistati dal GOP sia per il NYT (89% e 86% di chance), sia per il Washington Post (99% e 98%). Anche Larry Sabato, l’autorevole supersondaggista che ha una rubrica su Politico.com, ha scritto ieri l’altro: “Scommetto sulla vittoria del GOP al Senato”.

di Glauco Maggi

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