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Complimenti per la trasmissione

Il Più grande pasticcere? Quello che fa sparire le pentole in tv

L'ennesima, estenuante, trasmissione sulla cucina...

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Caterina e i pasticcieri

Quando si dice ammazzarsi di dolci. Ammazzarsi nel senso dell’Auditel.

Bake off, la Clerici, Bartolo «Buddy» Valastro Jr («Il boss delle torte»), quelli di Masterchef: la tv è oramai un’affollata trincea delle Ardenne di pasticcieri veri e aspiranti che sgomitano per fregarsi a vicenda profiterol, cannoli e cheescake. Io ho il colesterolo alto, già parto prevenuto. E ora ci mancava solo Caterina Balivo a condurre Il più grande pasticcere -Raidue, martedì, prime time- ) adattato dal francese Qui sera le prochain grand pâtissier? che, a sua volta, era un clone di Le Meilleur pâtissier, diffuso da M6. E uno già qui si chiede: c’era bisogno di copiare gli altri, specie i francesi (e arruolare ben sette-autori-sette) per una banalissima gara di torte? La seconda domanda è: ma che motivo masochistico ha Raidue di entrare in competizione con Raiuno? A meno di una botta di diabete, lì la Clerici e le sue guarnizioni iperglicemiche rimangono una certezza. La terza domanda -non originale, lo ammetto- : perchè il servizio pubblico ha bisogno di buttarsi sul factual, sulle cucine altrui, sul territorio in cui Sky ma soprattutto Real Time si muovono oramai da anni con perizia artistica?

Certo, rispetto a Bake off della Parodi su Real Time, i concorrenti della Balivo sono pasticceri professionisti a caccia di una stopposa notorietà, con anni di esperienza alle spalle e quintali di crostatone, sacher, meringate e torte della nonna in curriculum. La gara -si dirà- qui è più tecnica. Il problema è che non se ne accorge nessuno. La giuria di esperti - Biasetto, Di Carlo e Rinaldini- che scimmiottano Cracco e Bastiancich; la Balivo cupa e laconica (risuonano le frasi-mantra «Pasticceri toglietevi il cappello» , «Pasticceri mettetevi il cappello»...); i gesti lenti, estenuanti dei cucchiai immersi nella cioccolata e nello zabaglione; il pino mugo dell’Alto Adige piazzato in tutti piatti. Tutto, qui, produce le sensazioni di un goloso intrappolato per sempre in una pasticceria. Prima gioia, poi curiosità, poi noia, infine nausea. Non so che fine hanno fatto i pastry designer qui eliminati, Anthony e Martina; e neanche mi interessa.

Fosse per me, applicherei le tecniche efferate di Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi d'Europa, un cult movie del ’78, a cuochi, registi, autori e direttori di rete che si ostinano a piazzare quelle maledette pentole nei palinsesti...

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Commenti all'articolo

  • marino.battaglia40

    01 Dicembre 2014 - 18:06

    sulla Treccani s dice pasticciere

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