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Chromecast sarà il regalo di Natale 2014

Il tv-dongle di Google, uscito vincitore dal Black Friday e dal Cyber Monday si prepara a sbancare anche a Natale, ma la concorrenza è agguerrita.

2 Dicembre 2014

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Chromecast

La confezione di Chromecast è molto curata per un prodotto così economico

Trentacinque euro. La scatola è curata, dal sapore minimalista. Molto Apple, ma i colori sono quelli di google: blu e verde e bianco dappertutto.
Davanti la foto del dispositivo e un lens flare che da al Chromecast un aspetto ricercato e ha l’effetto non secondario di richiamare la fotografia dei film di J. J. Abrams regista di serie tv di successo come Alias, Lost, Fringe, del rilancio di Star Trek e che sarà regista della rinascita di Star Wars.
L’effetto speciale copertinato richiama la matrice televisiva del tv-dongle di Google. Nell’elegante e piccola confezione contiene tutto: il Chromecast, una miniprolunga hdmi, cavo e alimentatore per quelle tv che non hanno l’ingresso usb.

Il Chromecast s’installa nella porta hdmi del televisore e diventa invisibile, ma all’accensione la nostra televisione “dumb” è diventata intelligente. Solo trentacinque euro. Non stupisce che il Chromecast abbia trionfato venerdì in occasione del Black Friday e lunedì, da noi, per il Cyber Monday, gli annuali appuntamenti per gli sconti sui prodotti tecnologici al di sotto delle festività natalizie.
La concorrenza è agguerritissima, ma il giocattolo di Google ha sbaragliato tutti grazie al prezzo bassissimo (è venduto praticamente a prezzo di costo) rispetto alle più note Fire Tv di Amazon, all’Apple Tv made in Cupertino e al meno noto Roku 3. Tutti e tre si assestano sulle 99 €, praticamente tra volte il dongle di Google.

Chromecast brucia i contendenti sul prezzo prima, sulle dimensioni poi: è grande come una chiavetta usb. I contendenti sono più grandi, vanno messi vicino al televisore e necessitano di un cavo hdmi (che nessuno dei tre produttori mette nella scatola), hanno il telecomando, Chromecast no. Apple Tv e Fire Tv offrono servizi completi, integrati nell’ecosistema di Apple e di Amazon. Entrambi permettono di noleggiare film e di trasmettere la nostra libreria locale sul televisore. Tutti e tre permettono di vedere YouTube sullo schermo televisivo, ricevono lo streaming video da altri dispositivi e di accedere a servizi a noleggio come Netflix, Amazon Instant, HBO Go, Hulu Plus, Pandora, MLB.TV, Amazon Cloud Player, Vudu.
Chromecast è solo contro tre Golia, ma ha diverse frecce al suo arco. Intanto non ha il telecomando e questo è un bene, perché il telecomando di Chromecast è il dispositivo, smartphone, tablet, computer, che invia il segnale video al dispositivo.

In Italia con Chromecast si possono vedere i video su Vevo e si può sottoscrivere un abbonamento a Mediaset Infinity, ma questi servizi sono solo una parte di una strategia più ampia immaginata da Google per il piccolo dispositivo.
Chromecast vuole diventare un’appendice “utile” dei nostri devices: possiamo mandare a schermo un video da YouTube, oppure vedere un film in streaming dal browser Chrome semplicemente premendo un tasto. Lo streaming è “smart” rispetto ai contenders: non si tratta di duplicazione dello schermo come l’AirPlay di Apple, quanto dell’invio del segnale audio-video gestito interamente dall’applicazione. La “magia” qui sta nel vantaggio che ad esempio con You Tube una volta inviato il flusso video possiamo organizzare una coda di riproduzione e poi appoggiare lo smartphone e tablet e il Chromecast riprodurrà autonomamente i video in coda.

Quindi se anche l’accessorio di Santa Clara permette di noleggiare e vedere in streaming i film da Google Play Movies, è anche vero non ha, almeno per il momento, uno store dedicato e un vasto catalogo di app. Chromecast rispetto ai colleghi vince in ottimizzazione e realizzazione dei servizi offerti che brillano per semplicità. Servizi che hanno anche il pregio di essere cross-platform: Chromecast è compatibile con iPhone, iPad, mac, pc, Windows Phone e Android ovviamente. Forse funzionando meno bene su device Apple per la consueta politica di chiusura per danneggiare l’avversario e portare avanti i propri servizi.
Chromecast si integra al meglio in ambienti “ibridi” con sistemi diversi, con le potenzialità dei servizi Google che crescono in quantità e qualità, complice anche una comunità di appassionati molto.

Se è vero che con Chromecast Google non è riuscita nell’intento d’invadere i nostri salotti è meglio tenere d’occhio il piccolo dispositivo dal passo prezzo, ma dal grande potenziale, che ha l’ambizione di fare terra bruciata attorno a se, anche sotto l’albero.

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Luca Rossi

Luca Rossi

Milano, 1987. Nel 2010 pubblica Hover. Viaggio nell’infanzia delle cose. Metà romanzo di formazione, metà saggio sull’antropologia del consumo, ha per protagonista un robot aspirapolvere con una coscienza filosofica. Dal 2013 collabora alle pagine culturali di Libero. Appassionato di fantascienza ha visto tutti i film da 1902 a oggi, senza mai scrivere nulla su Kubrick, ma maturando la convinzione che il futuro sia già stato immaginato. È lui ad avere la chiave del Locale tecnico, il blog di tecnologia di Libero

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