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Obamacare è un mostro: parola di democratici

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Obamacare è un mostro: parola di democratici

Chissà se in Italia la gente si sta finalmente convincendo che il male che scrivo su Obamacare da 4 anni è la verità? Cioè che non è mai piaciuta fin dall’inizio dalla maggioranza degli elettori? Cioè che è un guazzabuglio di norme dannose per il 95% della gente? Cioè che aumenta i premi delle polizze ai consumatori individuali e (dall’anno venturo) ai dipendenti che sono sempre stati coperti dai loro datori di lavoro? Cioè che ostacola le assunzioni perché carica di tasse e di vincoli le imprese? Magari si convincono, se invece di dirlo io do la parola a chi la legge l’ha fatta, l’ha votata e, oggi, recita il “mea culpa”?

Ci provo. Inizio con il senatore democratico di New York Chuck Schumer, che ha scelto nientedimeno del palco del National Press Club di Washington, qualche giorno fa, per offrire la sua piena autocritica. Per capirci, Schumer è il numero 3 per importanza nella gerarchia dei senatori Democratici. Queste le sue parole: "Dopo aver passato lo stimolo (l’iniezione keynesiana a inizio 2010 da un miliardo di dollari delle casse pubbliche nell’economia, che peraltro non diede validi risultati di crescita e di occupazione, ndr), i Democratici avrebbero dovuto continuare a proporre programmi orientati alla classe media e costruire sul parziale (eufemismo, ndr) successo dello stimolo. Sfortunatamente, hanno sprecato l’opportunità che il popolo americano aveva dato loro (l’allusione è alle elezioni del 2008, che elessero Obama e diedero al suo partito la maggioranza qualificata di 60 seggi al Senato e il controllo della Camera, ndr). Noi prendemmo il loro mandato e buttammo tutta la nostra attenzione sul problema sbagliato: la riforma del sistema sanitario”. E ha aggiunto: "Non era quello il cambiamento per il quale eravamo stati assunti dagli elettori. Gli americani stavano sognando la fine della recessione, stipendi più alti e più posti di lavoro. Quando i Democratici in parlamento si sono focalizzati sull’Obamacare, la gente normale della classe media ha pensato: i Democratici non stanno dando alcuna attenzione al mio problema". Andando sul concreto del danno al suo partito, Schumer ha anche ricordato che “solo un terzo dei non assicurati sono elettori registrati, e solo il 5% dell’elettorato trae beneficio” dalle nuove misure di welfare di Obamacare, penalizzando il resto. “Orientare un enorme cambiamento nel mandato ricevuto dal voto a una cosi’ limitata percentuale dell’elettorato non aveva alcun senso politicamente”. Non lo ha ricordato nel suo discorso, Schumer, ma esprimendo questa critica senza appello a Obama e a Obamacare, aveva senza dubbio in mente il terremoto politico anti-Dem che la battaglia voluta dal presidente ha provocato in Congresso: una trentina di senatori e circa 80 deputati persi nelle successive elezioni del 2012 e del 2014 dai Democratici, che ora sono in minoranza a leccarsi le ferite.

Tom Harkin è un altro prominente pentito, ma da posizioni di sinistra. Senatore democratico dello Iowa assai liberal, e uno dei “cervelli” e coautori materiali di Obamacare in quanto presidente della Commissione Salute, Educazione, Lavoro e Pensioni del Senato, pensa oggi, e lo dice, che i Democratici avrebbero fatto meglio a non approvare per niente quella legge nel 2010 e avrebbero dovuto rimandarla per farne una migliore. Prima di citare le sue attuali parole di contrizione, ricordiamo che ciò era quello che allora chiedevano i repubblicani. Ma il GOP fu tenuto fuori da ogni possibile trattativa bipartisan per influenzare il contenuto della legge e poi, alla unanimità, si oppose in Congresso e costrinse i Democratici a passare la riforma con i soli loro voti, e a portarne l’intera responsabilità. Harkin si chiede, in retrospettiva, se la legge non sia stata scritta in modo troppo contorto e complicato e dà la colpa di ciò alle preoccupazioni politiche di un gruppetto di senatori centristi Democratici, che da allora non sono più nemmeno in Congresso. “Avevamo il potere di farla in un modo che avrebbe semplificato la sanità, rendendola più efficiente e meno costosa, e non lo facemmo”, ha detto Harkin al sito di politica The Hill. “Così io guardo indietro e ora dico che avremmo dovuto fare la legge giusta o non avremmo dovuto farla per niente”. “Quello che abbiamo fatto è un sistema complesso, involuto, e che ha bisogno probabilmente di correzioni. E che ancora premia in modo esteso le assicurazioni”. Ora è il GOP, che ha in mano da gennaio il potere in Congresso, a doversi assumere il compito di aggiustare il mostro legislativo dell’era di Obama.

di Glauco Maggi 
twitter @glaucomaggi

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