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Epson EcoTank: la prima stampante inkjet a cartucce ricaricabili

Con EcoTank Epson è la prima a “legalizzare” la pratica del refill. Stampare non è mai stato così economico, ma qualità?

5 Dicembre 2014

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Epson EcoTank

EcoTank: il refill delle cartucce diventa

Chi non l’ha mai fatto? Ricaricare una cartuccia a colori con l’apposito refill è anche più economico di comprare una cartuccia compatibile prodotta in Cina, magari online, con il rischio che non funzioni o che venga venduta senza il chip necessario affinché la stampante riconosca la cartuccia, che l’inchiostro non sia quello giusto e secchi negli augelli rendendola inutilizzabile.

Epson si è accorta che il mercato dei compatibili e dei refill per le cartucce è in costante espansione e ha deciso di buttarcisi sperando con la nuova linea EcoTank di riconquistare quei clienti che avevano preferito altre marche o che armati di inchiostro e cannuccia riempivano le cartucce fino al completo esaurimento degli augelli di stampa. EcoTank viene presentata come alternativa economica ed ecologica alle tradizionali cartucce.
I tre modelli L300, L355 e L555, con la loro piccola tanica laterale che contiene gli inchiostri, riprendono gli stilemi della casa e con le loro livree nere dalle linee convenzionali si adattano a tutte le scrivanie senza stupire ma svolgendo il loro lavoro nel modo più economico possibile. Economicità che nel caso di EcoTank non fa rima con efficienza, velocità di stampa e silenziosità.
Sia il modello base L300 che i più evoluti L355 e L555, dotati di scanner e display multifunzione, connessione WiFi e funzioni fax (solo L555), sono molto più rumorose dei modelli Epson tradizionali e molto più lente nella stampa.

Sono modelli rivolti ai piccoli uffici, anche visto il prezzo di attacco della linea che parte da 270€, e pensate per un gran numero di stampe, Epson parla di 6500 pagine a colori con l’inchiostro fornito in dotazione. Tuttavia la L300 viene venduta con un carrello in grado di contenere mille fogli al massimo e priva di qualsiasi modulo fronte retro, il che significa che il foglio va caricato a mano.
La L300 è il modello che si rivolge a metà tra il mercato consumer e quello professionale e la mancanza di display, WiFi, modulo fronte e retro si fa sentire, considerando che a 270€ le alternative esistono, anche in casa Epson, e offrono una qualità di stampa anche più alta. Dove la linea EcoTank vince è sul costo per pagina: ad oggi è l’unica linea di stampanti in grado di offrire 6500 pagine a colori al costo di 25€ a flacone d’inchiostro (sono quattro). Per 100€ ci assicuriamo oltre due anni di stampa, sono circa 10 pagine al giorno, a colori, tutti i giorni.

Il problema è la qualità offerta dagli inchiostri di EcoTank che non è elevatissima e ha una resa dei colori spesso inferiore a quella di altre proposte dello stesso produttore, problematica che si rende evidente nella stampa fotografica. Questo perché Epson ha cambiato la miscela dell’inchiostro che per EcoTank è a base di acqua così da rendere l’inchiostro meno vischioso e salvaguardare le testine di stampa che devono garantire una vita più alta della media.

Ma la vera mancanza di EcoTank è la mancanza di rifiniture: il software Epson, inspiegabilmente, manca dello “Status Monitor” che invece hanno gli altri modelli. Per monitorare il livello d’inchiostro occorre guardare direttamente nella “tanica” dei colori che è trasparente e verificare visivamente che ci sia inchiostro a sufficienza per la stampa. È roba da medioevo, un metodo analogico che stride con il target professionale del prodotto, ma chi ha esigenze di quantità e non di qualità potrà anche soprassedere.

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Luca Rossi

Luca Rossi

Milano, 1987. Nel 2010 pubblica Hover. Viaggio nell’infanzia delle cose. Metà romanzo di formazione, metà saggio sull’antropologia del consumo, ha per protagonista un robot aspirapolvere con una coscienza filosofica. Dal 2013 collabora alle pagine culturali di Libero. Appassionato di fantascienza ha visto tutti i film da 1902 a oggi, senza mai scrivere nulla su Kubrick, ma maturando la convinzione che il futuro sia già stato immaginato. È lui ad avere la chiave del Locale tecnico, il blog di tecnologia di Libero

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