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iOS 8 (ma anche 8.1, 8.2, 8.3, 8.x) e la fine del “It just works”

L’ultima release di Apple verrà ricordata come la più buggata di sempre, ma è l’intero sistema degli aggiornamenti a dover essere rivisto.

10 Dicembre 2014

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iOS 8 e i suoi bug di troppo

iOS 8:

Oggi i possessori di iPhone, iPad e iPod Touch si sono svegliati con il consueto numerino rosso sull’icona delle impostazioni: aggiornamento. In tempo di patch correttive in genere si aggiorna senza troppi rimorsi: sono aggiornamenti di piccole dimensioni, non possono fare molti danni. Oggi l’aggiornamento occupa poco più di 28 MB. 28 Megabyte per risolvere un bug che affliggeva le suonerie comprate su iTunes che non venivano riprodotte dall’iPhone. Una feature forse inutile per molti utenti, ma che obbliga comunque a un aggiornamento e questo obbliga l’iPhone a restare con schermo nero per i minuti necessari all’istallazione e porta te a sudare freddo scongiurando che qualcosa vada male e che il telefono si “brikki” tramutandosi in fermaporta di design. Perché se succede si deve ripristinare l’aggeggio con il maledetto cavo e con il maledetto iTunes come si faceva con il capostipite sette anni orsono.

Aggiornare è sempre un’incognita, soprattutto nelle major release. Lo sanno bene coloro che armati di “vecchi” iPhone 4S, iPad Mini e iPad 2 hanno aggiornato ad iOS 8. Hardware datati, basati su architettura A5 e con solo 512 MB di ram, un quarto di quella dell’ultimo iPad Air 2. “Aggiorno a mio rischio e pericolo” si ripete il devoto della Mela, conscio che l’aggiornamento porterà comunque nuove funzioni alla sua mattonella obsoleta perché di 24 mesi. Invece no, non a questo giro: iOs 8 ha la stessa grafica del 7, quella piatta che faceva schifo su Windows Phone e che ora ha persino Android con Lollipop. Quella bara bianca e traslucida che ha reso un soprammobile l’iPhone 4 che con iOs 6 volava, anche con tutti quegli skeuomorfismi orrendi e superati che a te piacevano e rassicuravano. Il piattume senza ombre invece appesantisce: appesantisce con le trasparenze, appesantisce con le animazioni rallentate peggio dei proiettili di Matrix. Tua mamma con il 3GS vive bene, tu con il 6 non riesci a telefonare, ma tanto la telefonata è una funzione collaterale in uno smartphone. iOs 7 ha ucciso iPhone 4 che si era un po’ ripreso con il 7.1, ma poi è tornato a essere pieno di bug con le patch successive. Così tutti speravano che iOS 8.1 riportasse velocità ad iPad 2 diventato lento quasi come i tablet da 49€. Più fluidità nella schermata per killare le app, ma Safari ora si chiude da solo almeno tre volte al giorno. Per cosa poi? Su iPad 2, iPad Mini e iPhone 4S l’aggiornamento non porta nessuna novità: l’hardware non ha la potenza necessaria a supportare il nuovo linguaggio di programmazione “Metal”. Vuol dire che i possessori non possono provare gli ultimi giochi che sfoggiano grafica maggiorata, nello specifico non possono muovere le foglioline, increspare l’acqua e fare segni nella sabbia in Epic Zen Garden.

Parliamo di hardware che veniva venduto negli Apple Store fino a 3 mesi fa come iPhone 4S o che è ancora a listino come l’iPad Mini non Retina, entrambi dispositivi che assieme ad iPad 2 ricevono una versione castrata dell’ultimo sistema operativo. Che poi Metal potrebbe anche non interessare se si pensa a smartphone e tablet in un’ottica più “smart” del semplice uso di Candy Crush e affini, se non fosse che i dispositivi vecchi, ancora supportati, ricevono Health Kit, la nuova app che inaugura la stagione salutistica di Apple e che è anche l’applicazione più buggata della storia di iOS. Salutata all’ultimo Keynote come la cosa più rivoluzionaria assieme ad Apple Pay, Health Kit vuole far piazza pulita delle altre applicazioni fitness e monitorare la nostra attività fisica anche interfacciandosi ad… Apple Watch!
Ora, Apple rende disponibile questa app dalla grafica meravigliosa e piena di errori anche su hardware datato, dove si comporta malissimo, si blocca, fa riavviare il telefono o fa congelare lo schermo costringendo all’hard-reset. A gennaio come potranno i figli del dio minore usare quest’aborto assieme allo smartwatch Apple che senza Health Kit è solamente un costoso pezzo di acciaio che dice l’ora? Tutto questo con hardware che è ancora in garanzia, ma è stroncato da pessimo software. Occorre quindi sfatare il mito che Apple si fa pagare cara per hardware e per aggiornamenti a lungo termine, perché se l’hardware è vecchio l’aggiornamento ha l’unico scopo di rendere obsolescente un dispositivo fino ad allora “perfetto”. Il demone dell’aggiornamento è una brutta bestia.

Secondo Wired.uk È una situazione “normale” dal momento che quando iOS è nato era installato su un unico dispositivo di un unico gestore. Oggi invece Apple vende quattro modelli di iPhone e offre supporto a sei, vende cinque modelli di iPad e ne supporta otto. Allora i consumatori dovrebbero accettare che questo grandioso pezzo di design faccia cadere la linea? Si riavvii durante le chiamate? Congeli lo schermo? Che la tastiera si blocchi di colpo? Che la batteria muoia all’improvviso o che un aggiornamento renda totalmente impossibile sbloccare il telefono? (è successo con iPhone 6 e 6 Plus con la prima release di iOS 8). Un simile pasticciaccio software è stato Windows Vista che è entrato nella storia di Microsoft e ha impresso uno stigma che accompagna ancora oggi la compagnia di Redmond a ogni nuova release. Ma Apple sa ancora vendere bene il suo mito.
Se Apple facesse veramente pagare cifre esorbitanti per questa magnifica fusione di hardware e software allora dovrebbe foraggiare schiere di beta tester e non usare i suoi utenti come cavie, certa che uccideranno per il numeretto incrementale alla voce “Aggiornamento software”. Tuttavia è l’intera politica degli aggiornamenti che andrebbe rivista. Per una funzione inutile come le suonerie personalizzate occorre fermare il telefono e renderlo inutilizzabile per cinque minuti? Se è così si capisce come possa sembrare impossibile per un evangelista Apple che un utente Android possa aggiornare le principali app di sistema direttamente dallo store, senza dover scaricare l’intero pacchetto e rendere inutilizzabile il telefono per il tempo dell’aggiornamento. Come Apple è arrivata agli OTA, gli aggiornamenti Over-The-Air dopo Google, allo stesso modo potrebbe copiare dalla concorrenza anche la possibilità di aggiornare le app di sistema direttamente dallo store. Una cosa è certa, i tempi dell’“It just works” sono finiti da un pezzo.

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Commenti all'articolo

  • njkky

    12 Dicembre 2014 - 14:02

    Possiedo un iphone 4s e non intendo "aggiornarlo" al ios 8, nonostante abbia rifiutato il download per mesi la scorsa settimana me lo sono trovato sul telefono, dove ha utilizzato quasi tutta la memoria disponibile in attesa di essere installato. E questo e' solo l'ultimo di una serie di problemi, per quanto mi riguarda ho chiuso con la Apple.

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Luca Rossi

Luca Rossi

Milano, 1987. Nel 2010 pubblica Hover. Viaggio nell’infanzia delle cose. Metà romanzo di formazione, metà saggio sull’antropologia del consumo, ha per protagonista un robot aspirapolvere con una coscienza filosofica. Dal 2013 collabora alle pagine culturali di Libero. Appassionato di fantascienza ha visto tutti i film da 1902 a oggi, senza mai scrivere nulla su Kubrick, ma maturando la convinzione che il futuro sia già stato immaginato. È lui ad avere la chiave del Locale tecnico, il blog di tecnologia di Libero

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