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Orrore senza fine

La picchiata del petrolio impoverisce l'Isis. I tagliagole che fanno? Vendono cadaveri...

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

La picchiata del petrolio impoverisce l'Isis. I tagliagole che fanno? Vendono cadaveri...

Il crollo del prezzo del petrolio, che si e’ dimezzato dai 120 dollari al barile nell’estate scorsa ai 60 circa di oggi, non sta solo turbando i sogni imperiali russi di Putin, le ambizioni nucleari dell’Iran aggravando i suoi problemi sociali interni, e le speranze di sopravvivenza al potere di Arturo Maduro (gnomo di Chavez) in Venezuela.

Anche l’ISIS e’ nella lista dei “petrolieri-canaglia” che sono finiti in crisi finanziaria, visto che la maggiore fonte di finanziamento degli islamici al potere del nascente Califfato e’ la vendita sul mercato nero nel petrolio che possono rubare dai pozzi dei territori conquistati in Iraq e Kurdistan. La risposta dei fondamentalisti all’urgenza di cash e’ degna di loro. Cercare di vendere a prezzo stellare alle famiglie i cadaveri decapitati dei loro cari. La prima notizia di questo lugubre mercato al di la’ dell’indecenza riguarda James Foley, il giornalista ucciso l’agosto scorso e di cui fecero girare il primo video che documentava l’orrore dell’esecuzione.

Una fonte, che avrebbe avuto dall’ISIS l’incarico di fare il mediatore nella trattativa con la famiglia, ha detto al sito BuzzFeed che il gruppo islamico e’ disposto alla cessione della salma in cambio di un milione di dollari. La autenticita’ della “merce” sarebbe garantita dalla fornitura del DNA del reporter. La stessa fonte “mediatrice” ha detto che il califfato vuole presentare la sua offerta come un atto di pieta’ verso i familiari e un “caso umanitario”, riporta il sito BuzzFeed. L’ISIS ha offerto di mandare il DNA di Fooley alla Turchia, ma prima di fornire la prova i killers vogliono incassare il milione di dollari.

“Non daranno il DNA senza il denaro”, ha detto la fonte, spiegando che non si fidano dell’America. Quando Foley era ancora vivo, il governo Obama si rifiuto’ di consentire il pagamento del riscatto. Adesso, dicono i terroristi, potrebbe intervenire anche per stoppare questo “affare”. D’altra parte, sarebbe davvero paradossale se l’atto doppiamente criminale dei terroristi –il rapimento prima e l’esecuzione poi- anziche’ essere premiato dal cedimento alla richiesta di soldi in cambio degli ostaggi vivi, fosse ripagato in cambio di cadaveri.

Non c’e’ limite alla vergogna del gruppo fondamentalista, che aveva finora affiancato ai proventi dalla vendita del greggio rubato i riscatti ottenuti per il rilascio di ostaggi, vivi, di paesi che, a differenza degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, non hanno una rigida linea di rifiuto a trattare con i sequestratori dei loro cittadini. L’ISIS si adegua alla situazione di chiusura degli Usa e della Gran Bretagna: se non riesce a vendere i prigionieri americani e britannici vivi, cerca di venderli morti.

di Glauco Maggi

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