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Narrativa italiana

Giorgio Saviane, il laico che cercava Dio

A quindici anni dalla scomparsa, l'autore veneto, ma fiorentino d'adozione, sembra essere dimenticato

15 Dicembre 2014

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Giorgio Saviane, il laico che cercava Dio

Paolo Bianchi Nel Dorato mondo delle Lettere, è molto facile essere dimenticati. Si potrebbero stilare lunghi elenchi di autori, baciati in vita dal successo, poi rapidamente archiviati nei luoghi oscuri della memoria, insieme alle loro opere. Toccherebbe ai loro editori mantenerne vivo il ricordo, possibilmente ristampandone i libri in catalogo. E invece così non avviene. Un caso che crediamo opportuno sottolineare riguarda Giorgio Saviane, prolifico scrittore nato a Castelfranco Veneto nel 1916, scomparso a Firenze nel 2000. Un autore che fu però soprattutto fiorentino e nel capoluogo toscano esercitò a lungo e con ampio riconoscimento la professione di avvocato civilista. Lavorava moltissimo, dedicando il mattino alla scrittura e il pomeriggio all’avvocatura.

Pubblicò una ventina di romanzi, il primo dei quali, Le due folle, del 1957, è stato ristampato parecchie volte. Ma forse il suo lavoro più famoso è Eutanasia di un amore, del 1976, dato alle stampe da Rizzoli e, nei primi anni Novanta, riproposto da Mondadori. Da esso fu tratto il film omonimo, diretto da Enrico Maria Salerno, con Ornella Muti e Tony Musante. Ora, un piccolo editore con sede a Rimini, Guaraldi, insieme alla vedova dello scrittore, Alessandra Del Campana, ha di recente acquisito i diritti di quattro romanzi: Il papa, Il mare verticale, Getsemani e Voglio parlare con Dio. Si tratta di quattro opere che hanno una tematica comune: l’indagine e l’approfondimento del cristianesimo e del cattolicesimo alla luce dei dubbi di un laico. In particolare, Il papa suscitò un certo scalpore perché, nel 1963, metteva tra l’altro in discussione il dogma dell’infallibilità del pontefice, e tratteggiava il personaggio di un discendente di Pietro quantomai tormentato e problematico.

L’operazione editoriale consiste innanzitutto in una revisione filologica dei quattro libri, compiuta da Alessandra Del Campana, fino a una loro sintesi in un’opera unica intitolata Mio Dio. Un lavoro impegnativo e ambizioso, a cui però non è corrisposto l’interesse da parte dei librai. Il titolo è approdato in libreria il 26 novembre, ma le prenotazioni sono state più ancora che esigue, risibili: 330 sole copie, di cui solo una ventina nella sua città d’adozione. All’editore l’amaro boccone non è proprio andato giù, tanto che si è spinto a formulare pubblicamente una serie di domande: “I librai, cinicamente, espongono solo ciò che, con banale profezia, ‘vende’? L’Italia è un Paese di lettori incompetenti? Abbiamo un problema con i nostri grandi del passato? Il mondo editoriale è retto da criteri di rancore e di vendetta, per cui si riedita soltanto ciò che ‘non dà problemi’ e si manda al massacro il genio indipendente?” In effetti qualche interrogativo ce lo si può porre, considerato che in vita Saviane raggiunse risultati di vendità più che ragguardevoli, soprattutto con il suo bestseller Eutanasia di un amore. E’ anche vero che l’uomo non brillava per simpatia, mantenendo sempre una certa altezzosa distanza dai circoli letterari e dai relativi salotti. Non si tirò tuttavia mai indietro rispetto alle giostre dei premi letterari, partecipandovi sia come concorrente sia come giurato. Certamente il felice esito commerciale gli attirò parecchie invidie e inimicizie. Se questo basti a giustificarne la damnatio memoriae non è facile da dire. E se a Castelfranco gli hanno dedicato una strada, a Firenze non lo hanno fatto. L’editore Guaraldi tuttavia ha ancora un’altra carta da giocare. Ha realizzato infatti la versione digitale, o e-book, di ciascuno dei romanzi citati, e in più uno che li racchiude tutti insieme, corredato da un esauriente apparato critico. Sempre in formato digitale saranno poi disponibili le versioni inglese e spagnola de Il papa. Il formato elettronico dimostra una volta di più di essere in grado di coprire i buchi della distribuzione. Per il resto, sarebbe curioso sapere perché tutti gli editori che hanno pubblicato le opere di Saviane, da quelli grossi come Rizzoli e Mondadori, a quelli meno grossi come Guanda, Mursia, oppure Sansoni, o Bietti, non prevedano di rispolverare i titoli ancora in loro possesso.

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Paolo Bianchi

Paolo Bianchi

Paolo Bianchi è nato a Biella nel 1964. Ha pubblicato "Avere trent'anni e vivere con la mamma" (Bietti, 1997), "Uomini addosso" (ES, 1999), "Il mio principe azzurro" (ES, 2001, con Igor Sibaldi), "La repubblica delle marchette" (Stampa alternativa 2004, con Sabrina Giannini), "La cura dei sogni" (Salani, 2006), "Per sempre vostro" (Salani, 2009), "Inchiostro antipatico. Manuale di dissuasione dalla scrittura creativa (Bietti, 2012). Ha scritto per riviste e quotidiani, fra questi ultimi "Il Foglio". "Il Giornale" e, dal marzo 2010, "Libero". Lavora anche come traduttore letterario.

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