Cerca

Svarioni stampati

Jessica Pressler e la bufala (liberal) dei due ragazzini "lupi" di Wall Street

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Jessica Pressler e la bufala (liberal) dei due ragazzini "lupi" di Wall Street

Momentaccio per la stampa liberal UsaSolo qualche settimana fa avevo riferito della bufala dell’inchiesta sulla “cultura dello stupro” alla UVA, University della Virginia, per la penna di una femminista prima che giornalista: e il magazine nazionale Rolling Stones, che l’aveva ospitata, ne è uscito con la umiliazione delle scuse del direttore per la scarsa professionalità dimostrata. In quel caso, il non aver fatto le verifiche necessarie non cercando nemmeno di sentire la campana degli “accusati” era stato il risultato dell’aver messo la “causa” davanti alla serietà giornalistica: per qualcuno (per me) è un’aggravante partire dalla tesi e trovare come sostenerla, anziché avere il rispetto dei fatti come guida; per i liberal si sa che è l’opposto, e così sia.

Lo scandaletto del fine settimana che ha coinvolto un’altra rivista notoriamente filo liberal, il New York magazine, è invece solo il frutto di una decadenza grave del minimo rigore necessario per pubblicare qualcosa. Anzi, di una dabbenaggine del livello di chi crede ai Pesci d’Aprile. Senza avere alcun fine politico, la giornalista Jessica Pressler si è bevuta la storia di due ragazzini, Mohammed Islam di 17 anni, e il suo amico di 19 Damir Tulemaganbetov, che le hanno raccontato di aver guadagnato 72 milioni di dollari giocando in Borsa. L’articolo è apparso domenica in una inchiesta sulle principali “Ragioni per Amare New York”. La 12esima Ragione era “Perché uno studente dell’ultimo anno del liceo Stuyvesant ha fatto 72 milioni di dollari trattando azioni a Wall Street durante la pausa-pranzo”. Titolo tanto bello, e così irresistibile, da essere messo sulla copertina della rivista. E domenica, dopo la pubblicazione sul magazine, altri hanno “adottato” la storia sui social networks, sui giornali (il New York Post a New York) e nelle TV. Non solo negli Usa.

La "favola" è durata 24 ore, però. Quando lunedì è uscito il New York Observer, che aveva voluto sentire i due Lupi Adolescenti di Wall Street per “saperne di più” sulla loro performance, a fare il giro del mondo è stata la loro smentita. Si erano inventati tutto, Non era vero che avessero sbancato la Borsa, e non era vero che Islam, come aveva detto lui stesso alla Pressler, avesse in banca un conto a “otto cifre” (i 72.000.000 dello “scoop”). Sull’incidente è tornato poi martedì il New York Times, che di “invenzioni giornalistiche” ne sa qualcosa avendo ospitato per mesi, anni fa, le bufale di Jayson Blair, il giovane nero, cocco della direzione della “Signora in Grigio”: uno che si inventava inchieste da cima a fondo, e faceva l’inviato in giro per l’America scrivendo da un bar in città. “Questi due ragazzi si sono eccitati per le domande della reporter, e in conclusione sono due teenagers che hanno agito stupidamente”, ha detto Ronn Torossian, portavoce della coppia di spiritosoni. Che ha poi dato in pillole una lezione di giornalismo alla Pressler: “La verifica della verità su un ragazzo di classe media che vive nel quartiere popolare di Elmhurst, nei Queens, doveva essere più stringente”.

Come la reporter abbia potuto credere che un ragazzino minorenne facesse tanti soldi, senza andare a chiedere alla famiglia conferma di questa “passione”, di questo suo “dono di natura” nell’investire nei titoli giusti, resta da investigare. Ma a scorrere l’articolo della Pressler si vede che c’è poco da scoprire. Nell’attacco è lei stessa a scrivere che da anni la “leggenda metropolitana” di questo “genietto”, che era il capo del club degli “investitori per training”: giovani appassionati di finanza che “fingono di investire” un capitale che non hanno. Una sorta di Monopoli mobiliare, con le azioni invece delle “casette” e degli “alberghi”. Si è bevuta anche la storia che al compimento dei 18 anni averebbe fondato un suo Hedge Fund. E che avrebbe comprato un macchinone, e un appartamento a Manhattan, sempre a 18 anni. Come giustificazione la Pressler ha detto “non siamo un giornale finanziario”. Ma la rivista ha invece chiesto scusa nella forma più esplicita, e ammesso che avrebbe dovuto verificare meglio. L’aspetto comico ulteriore della vicenda? E’ che la Pressler aveva già deciso di lasciare il New York Magazine perché è stata assunta dalla Bloomberg News. Per fare, a meno che non sia una bufala anche quello che ha riportato il New York Times, “la giornalista investigativa finanziaria”.

di Glauco Maggi 
twitter @glaucomaggi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog