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Diari d'america

Il sondaggio choc: gli americani non credono nell'integrazione razziale

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Il sondaggio choc: gli americani non credono nell'integrazione razziale

Notizia ghiotta, nell’America che per Obama, per Al Sharpton, per Eric Holder e’ ancora immersa nel clima oscuro del razzismo. E’ la notizia del ragazzo di 18 anni, disarmato, sotto effetto della marijuana appena consumata, che e’ stato ucciso con un colpo di pistola da un poliziotto, il quale e’ poi stato “assolto” dal Grand Jury, che non l’ha rinviato a giudizio perche’ ha agito per legittima difesa. La sapete gia’? Se dite che e’ notizia vecchia e’ perche’ vi riferite al caso di Ferguson, Missouri. Ma io parlavo di Mobile, Alabama. E il ragazzo ucciso si chiama Gilbert Collar, ed e’ un bianco. E il poliziotto che l’ha ammazzato e’ Trevis Austin, ed e’ nero. Insomma, un perfetto “opposto’ di quello che e’ successo al nero Micheal Brown l’agosto scorso, ucciso dal poliziotto Darren Wilson, bianco. Ed e’ anche l’ “opposto” di quello che e’ successo in termini di copertura mediatica: la tragedia di Mobile era successa nell’ottobre del 2012, e la notizia aveva avuto lo spazio ridotto delle cronache dei giornali locali, con una sola, fugace e commendevole, citazione in un programma serale della CNN. Poi e’ stata sepolta, per essere ripresa il 30 dicembre 2014 sul New York Post da Thomas Sowell, portata ad esempio di come i media hanno il potere non solo di mentire, ma letteralmente di sopprimere i fatti che non avvalorano la “narrativa” corrente. Che guarda caso e’ sempre quella promossa e gradita dal pensiero unico, liberal e mainstream.

Il guaio e’ che l’andazzo della manipolazione demagogica ha conseguenze reali nel modo di pensare della gente, bombardata dal messaggio dominante. Cosi’, nell’ultimissimo sondaggio del Wall Street Journal/NBCtv e’ emerso che soltanto il 40% degli americani crede che le relazioni tra le razze siano buone, il livello piu’ basso dal 1995. Sei anni di presidenza Obama, il primo (mezzo)nero eletto dal 52% dei voti in un paese dove gli afro-americani sono circa il 14%, insomma, avrebbero spinto gli USA indietro anziche’ avanti.
La verita’ e’ che sono state le migliaia di articoli e scene in TV che hanno trattato i due casi di Ferguson e di Staten Island come la prova che la polizia bianca e’ razzista, e che vuole la morte dei neri disarmati, a produrre questo preoccupante, deformante risultato nella percezione diffusa. Ha “pagato”, in altre parole, la campagna divisiva, distorcente, menzognera, guidata da Al Sharpton, de Blasio, Holder e Barack, a proposito delle presunte responsabilita’ criminali degli agenti (entrambi assolti dai grand jury: uno per essersi letteralmente difeso, e l’altro per aver agito secondo il mandato da poliziotto). E a proposito della immacolata innocenza dei due neri, che avevano resistito all’arresto.

Questa percezione non si basa sulla realta’ dei rapporti quotidiani sperimentati dalla gente, che vanno in senso opposto. Certo, per capirlo bisognerebbe partire dai fatti che coinvolgono le vite delle persone. Invece la stampa sensazionalista, soprattutto quella addestrata dal populismo della sinistra che si nutre di vittimismo nero, si guarda bene dal farlo.
Prendiamo due fenomeni sociali centralissimi, e misurabili nella loro evoluzione positiva.
1) Con chi si sposano i neri. 2) Chi va a votare tra i neri.

1)Dovremmo essere tutti d’accordo nel considerare il tasso di matrimoni misti tra etnie diverse come il fattore fondamentale per valutare il grado di razzismo in un popolo. Ora, ci dice Naomi Schafer Riley dalle colonne delle opinioni del New York Post, questo e’ il trend secondo le statistiche ufficiali del Censo: nel 1960 le nozze multirazziali erano lo 0,4% di tutti gli sposalizi; nel 2010 la percentuale e’ stata dell’8,4% , e negli anni piu’ recenti il tasso e’ schizzato al 15%. Di tutti i neri che si sono sposati, l’1,7% lo aveva fatto con un bianco, o con una bianca, nel 1960: oggi la percentuale e’ del 12%. Dire che non solo non c’e’ stato progresso, ma che l’America sta tornando alla Capanna dello zio Tom, come scrivono e pensano i liberal, e’ commettere un atto di palese disonesta’ intellettuale.

2) Passiamo alla campagna preferita da Obama, da Holder, e dalla Clinton: accusare di razzismo e di soppressione del voto dei neri e degli ispanici i repubblicani perche’, quando sono in maggioranza in uno Stato, cercano di far passare leggi che richiedono agli elettori di presentarsi ai seggi con un documento di identita’ munito di fotografia. E’ una ovvia misura di trasparenza e di correttezza che impedisce le frodi, ma i democratici sostengono che e’ discriminatoria contro le minoranze, tenute lontano dalle urne dove voterebbero democratico. Anche qui, la retorica liberal va da una parte, e i fatti dall’altra. L’ultimo caso e’ relativo alla Carolina del Nord, dove in luglio erano state introdotte modifiche alla legge elettorale, tra cui la richiesta sperimentale di un documento e altre novita’. Il ministro della Giustizia Holder aveva subito fatto causa al parlamento locale, controllato dal GOP, sostenendo che la nuova legge “razzista” avrebbe minato il diritto dei neri, diminuendo la loro partecipazione al voto. Che cosa e’ successo a novembre 2014? I votanti tra i neri sono stati il 41,1% (sugli aventi diritto), rispetto al 38,5% delle precedenti elezioni comparabili, quelle di medio termine del 2010. I registrati al voto, procedura legale per esercitare il diritto al voto, sono saliti dal 40,3% al 42,2%. I votanti neri in Carolina del Nord sono aumentati del 16%, passando da 539.646 a 628.004. L’America reale e l’America della demagogia politicamente corretta vanno in opposte direzioni. Per fortuna, e speriamo che duri.

di Glauco Maggi

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Commenti all'articolo

  • marioangelopace

    03 Gennaio 2015 - 17:05

    più razzisti di tutti: i giornalisti, anche italiani, per i quali Codoleeza Rice non poteva lavorare per Bush, "negra, sta al tuo posto e vota democratico"!

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