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La fuga

L'esodo degli ebrei: la grande fuga da Parigi verso Israele e gli Stati Uniti

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

L'esodo degli ebrei: la grande fuga da Parigi verso Israele e gli Stati Uniti

L’attacco di oggi venerdi’ 9 gennaio al supermercato di Parigi che vende cibo kosher, e quindi frequentato solo dagli ebrei, e’ solo l’ultimo, sanguinoso, atto di antisemitismo violento che ha colpito la Francia. Protagonisti dell’azione terroristica iniziata con l’eccidio dei giornalisti di Charlie Hebdo mercoledi’ sono militanti islamici legati ad Al Qaeda o all’ISIS, ma non sono corpi estranei alla societa’ francese: sono nati a Parigi da immigrati algerini, e sono parte del 10% di musulmani che fanno parte della popolazione francese, di cui la meta’ e’ costituita da convertiti. L’antisemitismo, peraltro, non e’ solo radicato tra gli islamici, diffuso com’e’, da sempre, in una opinione pubblica ideologizzata di sinistra che simpatizza per la causa palestinese ed e’ anti israeliana e antiamericana. Essendo di gran lunga piu’ numerosi degli ebrei, i partiti di governo, finora, non hanno mai voluto ammettere la profondita’ e la pericolosita’ della crisi che minaccia la sicurezza della piccola comunita’ ebraica di 500 mila persone. Dall’anno scorso, la reazione dei “nuovi ebrei perseguitati” dai nazi-islamisti e dagli antisemiti “normali” e’ stata quella di mettersi in salvo all’estero. L’episodio odierno e’ destinato ad accelerare questo esodo, gia’ abbondantemente registrato dalle statistiche degli arrivi di nuova immigrazione ebraica in Israele e negli Stati Uniti, le destinazioni preferite.

Il ministero per l’Assorbimento degli Immigrati si aspetta che sorgeranno ben presto quartieri “Little Paris” a Gerusalemme, a Tel Aviv e a Netanya, visto che le previsioni del ministro Sofa Landver sono di un arrivo di almeno 10mila nuovi esuli nel 2015, dopo che i francesi ebrei sono gia’ diventati la prima nazionalita’ di immigrati nel corso del 2014 con 7000 trasferimenti, il doppio di quelli che erano arrivati nel 2013. In tre anni, sara’ quindi raggiunta la cifra di 20mila franco-israeliani, pari al 4% della popolazione. A rafforzare la previsione sull’esodo in corso e’ un sondaggio condotto dalla Siona, organizzazione di ebrei francesi sefarditi che ha sede a Parigi: il 74% egli interpellati sta pensando seriamente di lasciare la Francia.

Gli attacchi contro gli ebrei sono cresciuti a partire dagli inizi del 2000, culminando con l’assassinio nel 2003 di un popolare DJ francese ebreo ad opera di una organizzazione di giovani islamici. Da allora, c’e’ stato l’assassinio nel 2012 di un rabbino e di tre bambini per mano di un estremista musulmano seguito da una serie di attacchi di arabi ad ebrei nelle metropolitane. Durante cortei pro Palestina di militanti musulmani e di gruppi di sinistra sono stati attaccati negozi posseduti da ebrei, con slogan tipo “gassate i giudei” e “uccidete gli ebrei”.

“Quando gli ebrei cominciano a scappare in massa da un paese, e’ la prova che l’antisemitismo ha superato il livello di guardia, che e’ ormai troppo tardi”. Lo avevo scritto in un articolo sul mio BLOG lo scorso settembre, riportando l’esodo verso l’America, in sordina, raccontato da avvocati di New York che curano gli interessi di facoltose famiglie ebree e le assistono nel viaggio senza ritorno verso Manhattan. “E quando gli ebrei ricchi, di classe sociale e di ricchezza piu’ elevate, cominciano ad emigrare in pochi, in silenzio, mettendo in salvo i capitali e se stessi, questa e’ la spia di un antisemitismo ancora nella sua fase ‘infantile’, in incubazione ma in crescita verso livelli d’allarme: i primi a capirlo sono gli ebrei piu’ avveduti, e che hanno piu’ da perdere. E’ questo lo stadio in cui si trova oggi la Francia, a giudicare dal forte incremento di attivita’ degli studi legali americani specializzati in immigrazione e trasferimenti di capitali. Una prima testimonianza del fenomeno in corso e’ stata fornita dall’avvocato Marlen Kruzhkov in una intervista a Polly Mosendz, che l’ha pubblicata sul New York Observer. Finora, nel 2014, solo tra i suoi clienti ci sono gia’ state diverse dozzine di famiglie facoltose “in fuga”, un balzo corposissimo rispetto al pugno di “traslochi” dell’anno scorso. Le famiglie, di solito con figli, per le quali ha operato finora il legale hanno una media di ricchezza tra i 50 e i 70 milioni di dollari. In totale, gli spostamenti di capitali ammontano ad un valore di 1,44 miliardi di dollari, in investimenti per lo piu’ immobiliari. La prima e fondamentale motivazione addotta dagli emigranti di lusso, nelle interviste preparatorie con l’avvocato newyorkese, non sono le tasse francesi”, avevo riportato allora. Purtroppo, un presagio che si e’ avverato in fretta. Ora gli ebrei francesi, in massa, si sentono piu’ sicuri a Gerusalemme che in Francia.

di Glauco Maggi

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Commenti all'articolo

  • alkhuwarizmi

    10 Gennaio 2015 - 04:04

    Almeno, a Gerusalemme sanno di essere protetti dai loro correligionari, anziché da una finzione frutto di un sempre diffuso sentimento di antisemitismo, in ogni parte d'Europa. E per tutta risposta dalle sinistre, chi accusa di antisemitismo è solo un fascista. Questa è la "cultura" antica dell'Occidente verso gli Ebrei, da sempre, e la bandiera di tutte le maledette sinistre.

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