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Dopo Charlie Hebdo

I sondaggi che bocciano Obama sulla lotta al terrorismo

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

I sondaggi che bocciano Obama sulla lotta al terrorismo

Gli americani hanno assecondato nel 2012 e nel 2013 l’atteggiamento di Obama di disinteresse e di disimpegno dagli affari di politica internazionale, bevendosi l’illusione, sparsa dal pifferaio in capo, che il terrorismo islamico non fosse più un serio problema dopo l’eliminazione di Osama Bin Laden. E infatti hanno rieletto Barack, due mesi dopo l’attacco di Al Qaeda al consolato di Bengazi con tanto di ambasciatore USA ammazzato. Ora, tutto è cambiato. La stima nel presidente degli americani è precipitata a livelli mai toccati prima. E non è difficile capire perché.
L’America ha assistito alla spettacolare avanzata dell’ISIS in Siria e Iraq, è inorridita per le decapitazioni in TV dei giornalisti americani, e si è vergognata a vedere Obama giocare a golf cinque minuti dopo aver fatto il discorso funebre per James Foley.

Poi la gente ha scoperto che l’Islam estremista sta sfondando anche in Africa: Boko Haram, in Nigeria, si è fatto conoscere per il sequestro delle 300 studentesse, ed è diventato popolare anche grazie a Michelle Obama, che con il suo hashtag #BringBackOurGirls aveva detto che suo marito avrebbe mandato i soldati Usa a salvarle. Non una, da allora, è stata liberata. E Boko Haram, al contrario, è ora sulle prime pagine e nelle TV per la strage di 2mila persone in una sola città, e per le bambine di 10 anni fatte saltare nei mercati. Infine Charlie Hebdo e il negozio degli ebrei assaltati a Parigi. Siamo nella cronaca, con 17 morti per mano di Al Qaeda e/o dell’ISIS. E il presidente americano che fa notizia perché diserta il corteo del milione e mezzo di francesi, e di 44 capi di stato e di governo mondiali. Poi ha fatto autocritica, ma con l’assenza aveva ampiamente dimostrato di non saper fare, anzi di non voler fare, il leader del mondo libero nella lotta all’Islam radicale.

L’ultimo sondaggio di Fox News, diffuso oggi, mostra che il pubblico non si fida più di lui. La ricerca è bipartisan, condotta tra l’11 e il 13 gennaio con la supervisione di due enti specializzati, Anderson Robbins Research (Democratico) e Shaw & Company Research (Repubblicano). Ecco che cosa pensa la gente della sicurezza e del terrorismo, e come valuta il lavoro del presidente. Una maggioranza larga del 64% crede che la minaccia dall’estremismo islamico sia in aumento, mentre il 29% pensa sia stabile e solo il 4% crede che sia in calo. Insieme al 79% dei repubblicani che vedono la minaccia crescere ci sono anche il 45% dei Democratici (con il 45% del partito obamiano che pensa che la minaccia sia stabile). Alla domanda “operativa” cruciale se Obama è pronto a fare “tutto quello che serve” per battere il nemico, la maggioranza del 55% dice di no, con solo il 38% che ha fiducia nel presidente.

La questione dove Obama è valutato peggio è la più importante sotto l’aspetto strategico-militare, ossia la guerra per battere lo Stato Islamico. Solo il 33% degli elettori interpellati approva il lavoro che sta facendo la Casa Bianca, mentre il 56% disapprova. E tra chi disapprova ci sono il 29% dei Democratici. Anche la valutazione su come il presidente sta conducendo in generale la politica estera è impietosa: solo il 34% gli da’ un voto positivo, contro il 57% che lo boccia. E su come Obama tratta le sfide del terrorismo? La maggioranza del 53% lo boccia, il 39% lo promuove. Alla domanda generica se l’amministrazione democratica ha reso il paese “più sicuro”, una minoranza del 43% dice che Obama “per lo più  ha avuto successo”, una percentuale in calo di 12 punti dal 55% che aveva questa opinione nel giugno del 2012. Attualmente, il sentiment popolare sulla sicurezza interna è quindi ribaltato, poiché il 49% pensa che Obama ha “per lo più fallito” nell’impegno di rendere il paese “più sicuro”. Una maggioranza del 54% pensa infine che Obama va oltre la sua autorità presidenziale quando decide di trasferire i detenuti di Guantanamo all’estero (una tattica che Barack ha accelerato nelle ultime settimane puntando alla chiusura del carcere prima della scadenza del suo mandato), mentre solo il 37% crede che abbia il diritto legale di farlo. A conferma concreta di questa opinione, il 59% degli americani vuole che i militanti dell’ISIS catturati siano portati a Guantanamo, con solo il 29% che pensa che debbano invece finire nelle prigioni federali negli Usa.


di Glauco Maggi 
twitter @glaucomaggi

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Commenti all'articolo

  • francori2012

    16 Gennaio 2015 - 17:05

    Quest'uomo,come dicono a Milano "L'è un por Pirla" Si accorgerà in futuro i danni che ha fatto anche se in futuro non ci saranno più le guerre d'invasione come una volta. Francori2012

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