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Chi è Carly Fiorina, la candidata repubblicana che sfida Cruz, Rubio, Jindal e... la Clinton

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

E finalmente spunta il nome di una donna nella “nuvola” delle aspirazioni repubblicane per il 2016. Carly Fiorina, businnesswoman che divenne famosa nel mondo degli affari per essere stata dirigente alla AT&T, alla Lucent e poi CEO (amministratore delegato) del colosso informatico Hewlett-Packard, sta per entrare nel lotto affollato dei papabili maschi. Il suo pedigree manageriale ha un indubbio appeal. Da un lato per i risultati economici raggiunti dalla H-P sotto la sua direzione. “Sono molto orgogliosa di quanto ho realizzato, e sono pronta a difendere la mia performance nei dibattiti”, ha detto in un’intervista a Politico.com lanciando la sua corsa, in riferimento alle critiche passate per l’acquisto della Compaq da parte di H-P. Ma soprattutto perché scalò, da donna, i gradini di una carriera di successo in un ambiente dominato dai maschi qual era, e qual e’ tuttora, il settore dell’alta tecnologia.

Carly aveva già provato a sfruttare il suo brand in una gara elettorale nel 2010, quando fece la corsa per il seggio di senatrice in California. Ma vincere da repubblicana nello Stato più liberal d’America sarebbe stato un miracolo, e infatti perse contro l’inamovibile Barbara Boxer, icona democratica in Congresso dal 1982 (i primi 10 anni alla Camera, dal 1992 al Senato).
Ora la ex manager ha deciso di raddoppiare la posta, e di tentare la platea nazionale. Da qualche mese sta esplorando la fattibilita’ del progetto, consapevole dell’altezza dell’asticella. “Non c’è dubbio che come unico personaggio non politico nella sfida delle primarie, se decido di correre avrò tanti ostacoli da superare”, ha detto. Se lo scetticismo sulle sue possibilita’ di vittoria è ovviamente enorme nel mondo politico, tra gli strategist del GOP c’è anche la certezza che partecipare ai dibattiti ed entrare nei sondaggi ufficialmente sarà di grande aiuto nell’accrescere la sua statura. Essendo l’unica donna, Carly attirera’ una particolare attenzione nei media, e il partito repubblicano avra’ una carta in piu’ per scrollarsi di dosso l’immagine consolidata di essere il dominio dei bianchi maschi. E’ vero che tra i nomi certi per il 2016 il GOP ha di sicuro almeno due ispanici (i senatori Marco Rubio e Ted Cruz) e un indiano-americano (il governatore Bobby Jindal), ma se per i DEM correrà la Hillary lo svantaggio di genere dovrà essere contrastato in qualche modo. E forse è proprio questo il calcolo di Carly: elevare il proprio status nelle primarie per posizionarsi come una possibile vicepresidente a disposizione del vincitore. Come donna e come dirigente industriale che sa che cosa sono l’economia e le imprese, fornirebbe due qualità complementari utili a qualsiasi politico di professione.

”Ci sono molti votanti che sono meno interessati a quante volte uno ha corso per una carica e a quanti finanziatori ha, e che sono più interessati a sapere che cosa ha da dirmi questo candidato?”, ha detto Fiorina, senza enfatizzare i suoi due reali assi nella manica e promettendo che farà conoscere la decisione finale entro un paio di mesi. E’ difficile dare una etichetta ideologica a Fiorina nel panorama repubblicano, e forse quella di conservatrice pragmatica e’ la piu’ precisa. E’ decisamente anti-aborto, e il suo successo nel mondo del lavoro è molto più difendibile del passato da finanziere, e da figlio di un papà governatore e facoltoso, di un Mitt Romney. Nel 1998, Fortune la nominò “la più potente donna nel mondo degli affari”, ma agli inizi della carriera ha fatto la segretaria, la parrucchiera, la telefonista, ed anche l’insegnante di inglese in Italia. Fiorina è il cognome del suo secondo marito, Frank Fiorina, sposato nel 1985. Lei è nata Cara Carleton Sneed a Austin, Texas, e si è laureata a Stanford, nel cuore della Silicon Valley. “Non sono chiaramente un politico dell’establishment”, ha detto a Politico.com, anche se in passato ha avuto ruoli importanti nel partito: e’ stata consigliere economico per la campagna di John McCain nel 2008, e nel 2011 è stata nominata presidentessa del Comitato Nazionale Senatoriale Repubblicano. Nella vita reale, una battaglia che ha già vinto è quella contro il cancro al seno: Carly finì la cura chemioterapica una settimana prima di iniziare la campagna elettorale del 2010, e da allora pensa a come “guarire” l’America con la sua ricetta di libero mercato.

di Glauco Maggi 
twitter @glaucomaggi

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