Cerca

I protagonisti

La sfida dei repubblicani alla Clinton parte dall'Iowa: chi ci sarà all'antipasto del caucus

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

La sfida dei repubblicani alla Clinton parte dall'Iowa: chi ci sarà all'antipasto del caucus

Il primo atto “ufficioso” di presentazione e confronto nel lotto dei candidati repubblicani si svolge sabato 24 gennaio a Des Moines, la città dell’Iowa che è nel cuore dell’America agricola ed è la riconosciuta capitale dei maiali. L’occasione è lo Iowa Freedom Summit, organizzato dal deputato repubblicano del distretto, Steve King, noto per le sue posizioni conservatrici radicali, e da Citizens United, l’organizzazione di attivisti filo-repubblicani che è diventata famosa per aver vinto una causa presso la Corte Suprema che ha allargato la possibilità per le aziende, e per i sindacati, di elargire finanziamenti politici ai candidati alle elezioni nazionali. Perché è proprio nello Iowa, lontano dai centri che contano nella politica nazionale, nella finanza e nei media, che prende ora il via, di fatto, la battaglia delle primarie repubblicane? Perché qui, fra un anno (l’uno febbraio del 2016) si terranno le prime consultazioni pubbliche nel GOP, nella forma elettorale dei “caucuses” (ritrovi assembleari di militanti). Chi vincerà guadagnerà l’attenzione dei media di tutti gli Stati Uniti, e comincerà a mettersi da parte qualche delegato per la convention estiva che darà la “nomination” del partito per la sfida di novembre contro l’avversario/a democratico/a.

Lo Iowa ha per tradizione questo ruolo di battistrada, assieme al New Hampshire che lo segue a ruota, e si capiscono quindi le grandi manovre degli aspiranti per farsi conoscere dalla gente e dai media del posto. Per di più, la formula del “caucus”, richiedendo di partecipare di persona a eventi di partito che durano molte ore e possono richiedere lunghi spostamenti da casa propria, coinvolge solo i più politicamente impegnati. Alle tradizionali primarie, invece, basta andare ad uno dei tanti seggi elettorali e depositare la scheda.

Quest’anno all’evento di King e di Citizens United hanno già dato la loro conferma vari nomi già conosciuti sul piano nazionale, assieme a personaggi in cerca di fama più larga e a veri “novizi”. Tra i primi ci sono l’ex governatore dell’Arkansas Mike Huckabee, l’ex governatore del Texas Rick Perry (ha finito il mandato solo qualche giorno fa) e l’ex senatore della Pennsylvania Rick Santorum, tutti e tre al loro secondo tentativo dopo quelli di quattro anni fa (per Perry e per Santorum) e di otto anni fa (per Huckabee). Tra i secondi ci sono due governatori in carica, Scott Walker del Wisconsin e Chris Christie del New Jersey, entrambi “lanciati” dalla buona prova di governo nei rispettivi stati dove hanno dimostrato di poter vincere anche in presenza di un vasto elettorato tradizionalmente democratico, e il senatore texano di origini cubane Ted Cruz, il preferito dei Tea Party. Infine, tenteranno l’esordio sulla scena politica presidenziale Carly Fiorina, business woman ed ex Ceo del colosso dell’informatica Hewlett-Packard e sola donna repubblicana che ha mostrato finora di voler partecipare alle primarie, e il neurochirurgo in pensione Ben Carson, un luminare che è diventato conferenziere e attivista politico conservatore ed è il solo afro-americano del lotto. Delle due novità ho scritto i profili personali in due articoli precedenti (“Chi è Carly Fiorina, la candidata repubblicana che sfida Cruz, Rubio, Jindal e... la Clinton”, il 19 gennaio e “Ben Carson, l'uomo nuovo dei repubblicani per la Casa Bianca” il 24 settembre. Il 4 gennaio ho pubblicato invece “Chi è Mike Huckabee, il repubblicano che sogna la Casa Bianca”).

Il meeting di Des Moines è una occasione ghiotta, e cruciale, per i candidati posizionati sull’ala destra del partito, ossia coloro che hanno l’obiettivo di raccogliere il massimo consenso tra i cristiani-evangelici, i teapartisti e i libertari che costituiscono il corpo rilevante dell’elettorato nello Iowa. Non a caso sono iscritti a parlare due tra i più religiosi dell’intero lotto di papabili: Huckabee, che vinse il caucus nel 2008 e Santorum, che si affermò in quello del 2012. Conquistare la simpatia degli “iowani” non è garanzia di vittoria finale per tutti, ma di sicuro aiuta chi esce bene perché li fa restare a galla per le primarie successive. Invece, condanna subito gli sconfitti. Tra i Democratici, nel caucus dello Iowa del gennaio 2008 risultò primo un concorrente di poca fama, se paragonato alla super favorita del tempo Hillary Clinton. Il suo nome? Barack Obama.

di Glauco Maggi 
twitter @glaucomaggi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog