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"Papà, ma noi siamo poveri?": negli Usa si insegna economia ai bambini

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

"Papà, ma noi siamo poveri?": negli Usa si insegna economia ai bambini

Se tre indici fanno una prova, le tre notizie uscite simultaneamente in questi ultimi due giorni, due sul New York Times ed una sul Wall Street Journal, dicono che negli Usa la “cultura finanziaria dei ragazzi” è veramente una questione d’estrema attualità. Dai problemi nelle relazioni tra adulti e figli quando i tagli degli stipendi asciugano le risorse, al peso del debito accumulato per pagare le rette dei colleges (a livelli record, 1000 miliardi circa, più del rosso nelle carte di credito delle famiglie), l’economia privata si è conquistata un posto a tavola nelle discussioni domestiche. E se Obama oggi ha esposto il suo budget federale per il 2016, che in realtà è un manifesto di propaganda politica “tax & spend” di redistribuzione sociale, senza alcuna speranza di tradursi in misure legislative con il Congresso in mano al GOP, nelle case è la micro-economia dei singoli a dettare legge. Ma ciò richiede risposte educative che preparino i piccoli americani ad affrontare con la migliore consapevolezza le sfide che si prospettano nella loro individuale vita reale. Queste tre iniziative sono solo l’ultima espressione di una crescente urgenza ed attenzione sul tema.

1) La divisione Time for Kids (Time per ragazzi) della casa editrice Time Inc. ha comunicato che sta per pubblicare un mensile "Your $", che sarà distribuito a livello nazionale, gratuitamente, a due milioni di studenti di quarta e quinta elementare e di prima media. Il periodico, di quattro pagine, coprirà temi di finanza concreta, spiegando come investire, come tenere un bilancio, che cosa sono e a che cosa servono le tasse, i rischi dei furti di identita’ digitale, come risparmiare per il college e così via. L’iniziativa è curata da Jean Chatzky, giornalista di economia per la trasmissione Today della NBC, un volto noto che in carriera ha già scritto nove libri di educazione finanziaria per adulti, e che ora ha pensato di rivolgere i suoi sforzi di divulgazione ai bambini. Lo sponsor è la PwC Charitable Foundation, che è stata creata dal colosso della consulenza finanziaria PwC, e ha un piano di investimenti, in 5 anni, di 160 milioni di dollari, di cui 60 in cash e 100 in ore di lavoro volontario di personale esperto in finanza che dedica parte del suo tempo a insegnare economia di base ai giovanissimi.

2) In febbraio, per i tipi della Harper-Collins Publishers, esce il libro L’opposto dei figli viziati: come allevare ragazzi che sono ben quadrati, generosi e intelligenti sul tema dei soldi, di Ron Lieber. Un estratto del libro è stato pubblicato sul New York Times dell’1 febbraio. E’ incentrato sul concetto-chiave dell’educazione finanziaria in famiglia, a partire da quando i figli hanno 6 o 7 anni, attraverso la trasparenza della comunicazione. Su tutto. Da quanto guadagnano mamma e papà, a quanto costa il mutuo sulla casa, a come si decide di tagliare quella certa spesa per raggiungere quel certo obiettivo. E’ una raccolta di esperienze dirette di varie famiglie sociologicamente diverse, dalla divorziata con due figli che cambia casa, al bancario Scott Parker che ha avuto un’idea illuminante. Quando il suo figlio maggiore Daniel aveva 15 anni, e gli altri erano ancora alle elementari, al 27 di un certo mese passà dalla banca per farsi dare in contanti l’equivalente del suo stipendio, circa 10mila dollari. A casa, rovescio’ sul tavolo le banconote spicciole dalla borsa, e inizio’ a fare le ‘parti’: tot per le tasse, tot per il mutuo, tot per le spese per il calcio, gli hamburg, la carità da dare in chiesa, e così via. Fu una grande lezione, ricorda oggi Daniel, che conta di fare lo stesso per i suoi figli di 2 e 4 anni. La validità della trasparenza, sostiene Lieber sulla base delle interviste fatte, sta nel fatto che “i soldi sono fonte di mistero per i bimbi. Ne avvertono il potere e cosi’ fanno sempre tante domande, per molti anni. Perché casa nostra non è grande come quella di mio cugino? Perché devo rispettare i miei maestri se guadagnano 60 mila dollari? Noi siamo poveri?”. Eccetera eccetera. Queste domande sono spesso imbarazzanti, ma vanno sfruttate e non eluse. Trasformate in occasioni di ragionamento e di rielaborazione aiutano a parlare di denaro nel modo laico e serio che merita. Per questa via, anche gli aspetti tecnici sono più digeribili, in quanto componenti di aspetti cruciali a cui i bambini hanno mostrato interesse spontaneo.

3) Il modo intelligente di insegnare il denaro ai bambini è, infine, il titolo della inchiesta di apertura della sezione “Gestione della ricchezza” del Wall Street Journal del 2 febbraio. La prima e la seconda pagina sono interamente dedicate al tema, a partire da uno studio “critico” sull’efficacia dell’insegnamento libresco dell’economia nelle scuole. Molti studi mostrano che esiste una correlazione tra l’educazione finanziaria impartita e un buon comportamento finanziario, e ciò è positivo. Ma, secondo il giornalista Charlie Wells, il successo dell’educazione finanziaria è tanto maggiore quanto più i ragazzi si interessano ed assimilano al meglio la matematica, prima e durante lo studio della finanza. Come funziona l’interesse composto, per esempio, è basilare per poter capire l’importanza dell’investimento di lungo periodo, così come, all’opposto, quella del carico delle spese sui fondi comuni o delle rate dei mutui indicizzati. “Un sacco di decisioni in finanza sono semplicemente più semplici se uno si sente a suo agio con i numeri e con la tecnica delle comparazioni numeriche”, ha spiegato al WSJ Shawn Cole, professore di finanza ad Harvard. Per valutare l’efficacia dell’insegnamento obbligatorio dell’economia che è in vigore da tempo in 43 Stati Usa, Cole ha confrontato il successo finanziario personale, da adulti, di un campione di studenti che avevano frequentato i corsi scolastici di economia con un campione di chi non li aveva frequentati. Non è emersa una differenza significativa. Invece, inserendo l’elemento della conoscenza più approfondita della matematica, i benefici si sono fatti molto piu’ tangibili. E’ una lezione interessante anche per gli educatori italiani, ora che in certi nostri licei è stata introdotta l’ora settimanale di economia nei curriculum. Si rischia di non ottimizzare i lodevoli sforzi dedicati al puro insegnamento della “nuova” finanza pratica se non si dà il rilievo che merita alla “vecchia” matematica.

di Glauco Maggi 
twitter @glaucomaggi

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