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Polemiche

Il morbillo protagonista nella corsa alla Casa Bianca

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Il morbillo protagonista nella corsa alla Casa Bianca

Il morbillo irrompe nella campagna presidenziale del 2016, accendendo tra i candidati accese discussioni sulla utilità e sui rischi delle vaccinazioni contro le malattie infantili. Difensori della “scienza medica” che non ammette eccezioni, contro chi ritiene che i genitori debbano avere il diritto di dare l’ok ultimo alle procedure. L’occasione è un picco di casi di morbillo registrati di recente negli USA: secondo il Centro governativo per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie ne sono stati accertati già 102 in 14 Stati quest’anno, dopo i 644 diagnosticati nel corso del 2014 in 27 Stati, la più grave epidemia in America da quando la malattia era stata dichiarata “eliminata” nel 2000.

A uno a uno i leader politici stanno prendendo posizione, con curiose alleanze. Obama, parlando nel corso della seguitissima trasmissione Tv del Super Bowl domenica ha sostenuto che “la scienza è piuttosto definita in materia”, incoraggiando tutte le famiglie a seguire le indicazioni degli Stati e di far vaccinare i bambini. Gli ha fatto eco il suo principale avversario, lo Speaker della Camera John Boehner, repubblicano: “Non so se abbiamo bisogno di un’altra legge federale, ma io penso che tutti i bambini debbano essere vaccinati”, ha detto. Stesso orientamento lo ha espresso in un tweet ironico la probabile candidata democratica per la Casa Bianca Hillary Clinton: “La scienza è chiara: la terra è rotonda, il cielo è azzurro e #ivaccinifunzionano. Proteggiamo i nostri ragazzi”.

Ad avviare le polemiche erano stati nel fine settimana due papabili del GOP che non sono d’accordo praticamente su niente, il senatore libertario Rand Paul e il governatore del New Jersey Chris Christie, ma che sulle vaccinazioni hanno trovato invece una convergenza nel difendere lo spazio di decisione a livello individuale, che dovrebbe essere lasciato ai genitori quando si tratta della salute dei propri figli. Christie, dopo una visita ad un laboratorio di ricerche biomediche a Cambridge durante la sua visita in Inghilterra, aveva premesso di aver fatto vaccinare i propri figli ma aveva aggiunto: “Io capisco che anche i genitori debbano però avere una certa facoltà di decisione in queste cose: è un bilanciamento che deve essere deciso dal governo”. In una intervista radiofonica Paul, che è un medico oculista, aveva ricordato di aver saputo “di tragici casi di bambini che parlavano e camminavano normalmente e che avevano poi dato segni di profondi disordini mentali dopo essere stati vaccinati”. E in una successiva dichiarazione, pur avendo premesso che i “vaccini sono una cosa buona”, ha affermato di credere “che i genitori dovrebbero avere un qualche diritto in materia. Non è lo Stato il padrone dei tuoi figli”.

Stamattina, nel GOP, si è levata un’altra autorevole voce pro-vaccini. Il repubblicano conservatore afro-americano con le massime credenziali sanitarie, Ben Carson, neurochirurgo in pensione che pensa alla Casa Bianca, è intervenuto per dire che, pur essendo egli stesso un radicale difensore dei diritti personali, “la salute pubblica e la sicurezza del pubblico sono di estrema importanza nella nostra società”. In sostanza ha appoggiato il ricorso sistematico ai vaccini. “Certe malattie infettive sono state largamente sradicate attraverso politiche immunitarie in questo paese”, ha fatto sapere con un comunicato, “e noi non dobbiamo permettere a queste malattie di ritornare dimenticando questi programmi per motivi filosofici, religiosi e di altra natura, quando abbiamo i mezzi per debellarle”.

Vedendo che attorno a loro stava montando una “epidemia di critiche” Christie e Paul hanno cercato di correre ai ripari. “Con una malattia come il morbillo non ci sono dubbi che i bambini vadano vaccinati”, ha detto il portavoce di Christie. “I figli di Paul sono stati vaccinati”, ha precisato in un comunicato lo staff del senatore. E Paul crede che i vaccini hanno salvato tante vite e dovrebbero essere amministrati ai bambini”. Pur con tutte le “precisazioni” successive, Christie e Paul si trovano pero’ oggi nel campo dei politici che “sottovalutano la scienza” e appoggiano “l’individualismo degli ignoranti”. In realtà queste polemiche mostrano che non si può fare un discorso “scientificamente critico” sui vaccini, che non sono tutti uguali: alcuni sono fondamentali, come quello del morbillo, e rifiutarli è sbagliatissimo. Ma di tanti altri la validità e i rischi sono ancora tutti da dimostrare: la scienza, cioè, non ha detto l’ultima parola. Sia in termini di efficacia, sia per le conseguenze. Per esempio, quello che viene suggerito alle bambine per evitare una malattia (rarissima ed evitabile) che si può trasmettere sessualmente è un vaccino che, secondo molti medici contrari, potrebbe a sua volta causare il tumore all’utero.

Le preoccupazioni sulle conseguenze dei vaccini anti morbillo nacquero con un articolo sulla rivista inglese Lancet del 1998: si era “scoperto” un legame tra le vaccinazioni e l’autismo, che più tardi fu smentito dai medici, e sconfessato dalla stessa rivista. Ma molti genitori allarmati non hanno sentito piu’ ragione e hanno smesso di vaccinare i figli. In Europa, nel 2014, gli effetti negativi si sono ancora sentiti pesantemente, con 4.100 casi registrati dal Centro Europeo per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie. L’America rischia di seguire quella strada nel caso del morbillo se Paul e Christie insistono nel sofisticato, e non riuscito, tentativo di distinguere tra vaccini e vaccini, e contemporaneamente ammiccano alla “responsabilità individuale” delle famiglie per conquistare gli spiriti libertari più “antigoverno”.

di Glauco Maggi 
twitter @glaucomaggi

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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