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Complimenti per la trasmissione

Geordie Shore, una colata di gelido trash sulla tv dei ragazzi

Il reality perpetuo di Mtv

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Geordie Shore

Esiste un luogo televisivo ai confini della realtà dove il trash cola dappertutto, dalle pareti, dalle parole, dalle facce; dove perfino il mito tragico di “Uomini e donne” della De Filippi odora di verecondia e il linguaggio di Paolino Ruffini diventa Accademia della Crusca.
E’ il Geordie Shore (dal lunedì al venerdì,ore 23, uno dei successoni di Mtv), versione britannica del reality americano –cafonissimo ma di grande successo- Jersey Shore. Nello slang britannico "Geordie" indica le persone originarie di Tyneside, a nord est dell’Inghilterra in cui i cafonazzi si coltivano come carciofi. Geordie Shore è un Grande Fratello dalla volgarità inarrivabile, dove nulla accade se non una copula reiterata con protagonisti che si turnano come in catena di montaggio. La trama? Una decina di burini si trovano in una casa arredata Ikea per 5 settimane e, praticamente, fanno a gara a chi fornica di più e chi dice più parolacce. Così, tra telecamere che si muovono tra le docce, le lenzuola dell’affollatissima “capanna del sesso” (a volte si sono trovati in cinque nel lettone, ed è stato un rovinoso gioco di ecchimosi), l’idromassaggio dove si festeggia con champagne e ammucchiate, i bagnetti scomodissimi, le seratone in disco, i protagonisti Gaz, Vicky, Jay, Holly e Charlotte, un accrocchio indefinito di muscoli, tette, fard e vestiti impossibili, ti accompagnano nell’essenza becera dell’animo umano.
I commenti, fra loro, sono entusiastici: “I ragazzi sono palestratissimi”, “le ragazze ci stanno tutte”, “appena ho varcato quella soglia e ho visto Vicky sapevo già cosa sarebbe successo”, “James è nel panico totale perché non sta rimorchiando”, “Rebecca ha due tette belle sode che ti guardano negli occhi”, “non ci torno più da Gary e dal suo pisellone gigante ora voglio solo vedere pisellini piccoli” (quest’ultimo profeto da Charlotte, la quale, ovviamente , la prima notte è tornata da Gary). Un trombaio senza capo né coda, insomma, roba che non vedevo dai tempi dei film di Porky’s delle commedie sexy con Nadia Cassini che, tra l’altro, rispetto all’indaffaratissima Vicky, è un’educanda. Il trash, qui, è talmente allo stato gassoso che la prima volta che l’inali addirittura diverte; la seconda comincia ad insufflarti il dubbio che anche tuo figlio potrebbe diventare come Jay, con gli addominali a tartaruga e il cervello di cauciù; la terza produce un tedio mortifero. Al punto che, per immaginarmi qualcosa di trasgressivo, ho pensato a un Geordie con Mattarella al posto di Gaz….

 

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