Cerca

Politica estera

Dallo Yemen all'Africa: le prossime mosse di Obama

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

I ribelli sciiti Houthi hanno dissolto il parlamento dello Yemen e annunciato la formazione di un governo di transizione che terra’ il potere per due anni: di fatto e’ un colpo di Stato contro un governo alleato degli USA in Medio Oriente. L’ISIS in Siria-Iraq, che in una settimana ha decapitato due giapponesi e bruciato il pilota giordano, ha detto - notizia non verificata e probabilmente falsa - che un ostaggio americano sarebbe stato ucciso da un raid aereo giordano. L’inviato in Nigeria del New York Times, Adam Nossiter, ha sbattuto in prima un reportage sui massacri dei civili, le esecuzioni di massa, le decapitazioni in strada degli infedeli, i sequestri di bimbi e ragazzine a centinaia ad opera di Boko Haram. Tutto oggi. E, sempre oggi, la Casa Bianca ha diffuso un documento che illustra la strategia globale di Obama in politica estera per i suoi ultimi due anni: sembra scritto da un marziano, o, che e’ peggio, da un burocrate delle Nazioni Unite. Cioe’ dell’ente sovrannazionale piu’ parolaio sui problemi di questa Terra, il piu’ inefficace e irresponsabile, dove lo Zwimbawe e Cuba, la Siria e la Corea del Nord “pesano” come gli Usa nei voti dell’Assemblea generale e Putin, l’invasore della Crimea e dell’Ukraina orientale, ha il veto in Consiglio di Sicurezza nel caso qualcuno volesse “condannarlo”. Non si puo’ non pensare alla vacuita’ dell’Onu scorrendo punto per punto il programma obamiano, perche’ soltanto nel Palazzo di Vetro, in un solo documento, si trovano citati l’AIDS e la Tunisia, Al Qaeda e i diritti dei transessuali, i trattati internazionali TPP e TTIP di libero commercio e Burma, Ebola e i diritti umani, Cuba e il “climate change”. In aggiunta, quando la Consigliera per la Sicurezza Susan Rice ha illustrato a voce la strategia obamiana alla Brooking Institution, ha fatto la lezioncina: “Non si deve cedere all’allarmismo. Si’, molte cose succedono in giro, ma l’America e’ piu’ forte e in una migliore posizione per afferrare le opportunita’ di un secolo ancora nuovo e salvaguardare i nostri interessi contro i rischi di un mondo insicuro”.

Non e’ stato citato mai, ovviamente, il radicalismo islamico, con cio’ confermando che Obama preferisce fare autogol ideologici piuttosto che rompere il suo “giuramento” di non pronunciare mai il nome dell’Islam in relazione a tutto cio’ che e’ sotto gli occhi di tutti: assassini in tutto il mondo, da Parigi all'Australia alla Gran Bretagna, che ammazzano al grido di "Allah e’ grande" . Nel discorso di Obama fatto giovedi’ nel “Giorno della Preghiera”, infatti, aveva chiamato l’ISIS e gli altri terroristi in nome di Allah “gruppi che hanno il culto della morte”. E per giustificarli come un qualcosa che l’umanita’ ha gia’ visto, Barack Hussein aveva attaccato i cristiani delle crociate e delle inquisizioni per le “terribili cose fatte nel nome della religione cristiana”. A parte che le crociate avvennero secoli e secoli fa, peraltro come difesa cristiana contro le invasioni dei califfi del tempo, e a parte che mentre cattolici e protestanti si sono poi evoluti e i musulmani invece no, se Obama chiama cristiani quelli che commettevano nefandezze nei millenni passati, perche' oggi preserva la purezza dei Maomettani tutti? Perche' non ammette l’ovvio nesso che lega alla religione di Allah, sia pure in versione estremista e terroristica, gli orgogliosi creatori del Califfato in Siria e Iraq, e delle filiali che stanno conquistando territori e seguaci in Nigeria, Algeria, Libia eccetera?

Ma torniamo al documento della Casa Bianca, perche’ passera’ alla storia come l’espressione piu’ tristemente sincera di Obama, leader che non guida, ideologo distaccato dai problemi veri ed attuali. Un retore sempre in campagna elettorale. Quindi pericolosamente incapace, inadatto, sordo ai doveri del suo ruolo. Ecco qualche perla della strategia: "Attuare una transizione a una posizione di sicurezza globale sostenibile che combina le nostre decisive capacita' con partner locali e tiene sotto pressione Al Qaeda, Isis e affiliati". Tutto qui sui terroristi islamici, una riga senza anima, senza l'impegno "fino alla vittoria". Il fatto stesso che, in una situazione così' grave in tanti paesi, invece di leggere lui stesso il suo programma ne abbia delegato la diffusione a un subalterno che lo ha letto in un pensatoio culturale, dice tutto. In un altro passaggio ancora più oscuro Obama ha cominciato" "Guideremo in una prospettiva di lungo termine, influenzando la traiettoria dei maggiori cambiamenti nel panorama della sicurezza allo scopo di assicurare i nostri nazionali interessi in futuro". Obama non si accontenta insomma di fare pochissimo finche' lui e' alla Casa Bianca per affrontare il mostro dell'ISIS che cresce. Lui pensa a spostare tanto a sinistra il Paese nei 20 mesi che gli restano affinché l'America non sia mai più' quella che e' stata con Reagan, quando batte' il comunismo, o con Bush, quando capi' che la guerra al terrore dopo l'11 settembre 2001 andava combattuta con l'obiettivo del successo totale. L'America all'europea, il paese "non eccezionale" in un mondo senza superpotenza reale. Che ha in mente il global warming e la transizione socialista alla redistribuzione più' che l'ISIS, che va "contenuto". Non a caso uno dei punti e' "lavorare con il Congresso per finire i draconiani tagli imposti dal sequestro (l'intesa del 2012 di ridurre le spese pubbliche sia nella Difesa sia nei programmi domestici per non fa esploder il debito pubblico) che minaccia l'efficacia del nostro esercito". Obama parla dei tagli alla Difesa, ma si sa che pensa al welfare. Nel suo budget, infatti, ha chiesto più' tasse e usa le spese militari come mezzo per avere in cambio programmi pubblici, come i colleges gratis.

di Glauco Maggi
@glaucomaggi

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • lepanto1571

    07 Febbraio 2015 - 13:01

    Gli USA fanno solo i loro interessi, che qualche volta coincidono con quelli degli alleati; spesso, con Obama musulmano e retore imbelle, gli interessi non coincidono, vedi Libia, con i miserabili italiani! In Cossovo, grazie anche a D'Alema che bombardò senza autorizzazioni del parlamento (illegale) , l'aereo portava l'ambasciatore e decine di imprenditori americani.

    Report

    Rispondi

blog