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Casa Bianca

Anche Kerry vuole candidarsi: tra i democratici vince il vecchio

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Anche Kerry vuole candidarsi: tra i democratici vince il vecchio

Geriatria Democratica sta schierando uno ad uno tutti i suoi effettivi per la campagna presidenziale del 2016. Di Hillary Clinton sappiamo alla nausea che sarà la candidata, anche se non ha fatto l’annuncio formale: quando si apriranno le urne nel novembre 2016, la ex First lady, ex senatrice, ed ex Segretaria di Stato avrà già compiuto i 69 anni (è nata il 26 ottobre 1947). Poi, sempre lì che sfoglia la margherita “Corro? Non corro? Corro? Non corro” c’è Joe Biden, una vita di gaffe in cui ha accumulato anche 36 anni da senatore del Delaware, dal 1973 al 2009, e sei, per ora, da vicepresidente di Obama. E’ nato il 20 novembre del 1942, quindi, se vincesse, cambierebbe di stanza alla Casa Bianca da 75enne. Domenica 8, la bomba: ospite del programma politico televisivo Meet the Press di Chuck Todd, John Kerry ha risposto “mai dire mai” alla domanda del conduttore se se la sentisse di escludere una sua entrata nella competizione. “Non ci ho pensato molto e, come sai, sono piuttosto impegnato di questi tempi”, ha aggiunto per dare l’impressione al pubblico di essere molto indaffarato e preso dal suo lavoro. Quando uno non esclude categoricamente la possibilità di fare qualcosa, nella politica Usa, si intende sicuramente che ci sta pensando. Del resto capita persino che qualcuno escluda categoricamente di partecipare alla sfida, come aveva fatto Mitt Romney dopo la sconfitta contro Obama nel 2008, e poi si ritrova candidato, passando attraverso contorsioni più o meno mascherate. Ora Romney è fuori definitivamente, e nel suo recente addio ha citato il bisogno, e il vantaggio, per il GOP di avere facce nuove: lui, nato il 12 marzo 1947, è solo mezzo anno più vecchio della Hillary ma ha ammesso di essere passatello.

E’ una preoccupazione che evidentemente non turba Kerry: nato l’11 dicembre del 1943, quindi un bell’annetto più giovane di Biden, si chiede perché non può anche lui, 74enne nel gennaio 2017, essere in campo nella partita Democratica delle Vecchie Glorie. Battuto nel 2004 da George W. Bush, potrebbe dodici anni dopo riparare al grave, anche se involontario, sgarbo fatto alla sua signora, Maria Teresa Thierstein Simões Ferreira Heinz. Conosciuta come “Teresa”, la mozambicana (di nascita) si distinse nella campagna presidenziale per il suo carattere ingombrante: aveva fatto capire di avere più voglia lei di fare la First Lady del marito. E Kerry, da marito dell’erede dell’impero del ketchup (Teresa era la vedova del senatore repubblicano della Pennsylvania John Heinz) diede alla consorte ereditiera la più grande delusione della sua vita. Teresa Heinz Kerry, nata nel 1938, sa che difficilmente avrà un’altra chance se salta quella del 2016, quando lei sarà 78enne, cinque anni più del marito. Il quale, gettate le medaglie militari in gioventù quando accusò di crimini di guerra gli Usa lanciando la sua carriera politica negli anni delle contestazioni pacifiste, si è poi appuntato 28 anni di carriera come senatore del Massachusetts, dal 1985 al 2013, quando è diventato Segretario di Stato di Obama (ma solo per default, il presidente voleva infatti Samantha Rice bocciata per le bugie su Bengazi). Non proprio una ‘stella nascente’ tra i DEM, dunque.

Se si considera che l’unico altro nome che gira per le primarie democratiche è quello di Elizabeth Warren, che avrà 67 anni e mezzo nel novembre del 2016, la pattuglia dei giovani governatori e senatori repubblicani che litigheranno per le primarie nel GOP l’anno venturo, gente tra i 44 e i 60 appena compiuti (Jeb Bush è nato nel 1953), sembreranno un collettivo studentesco.

di Glauco Maggi 
twitter @glaucomaggi

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