Cerca

Omosex

Nozze gay arrivano anche in Alabama. E alle prossime elezioni presidenziali...

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Nozze gay arrivano anche in Alabama. E alle prossime elezioni presidenziali...

L’ Alabama e’ diventato il 37esimo stato in cui le nozze gay sono legali, e ormai e’ praticamente certo che la Corte Suprema decidera’ nello stesso senso per tutta America, dichiarando incostituzionali i divieti statali alle nozze gay ancora in vigore in virtu’ di leggi approvate dalle locali legislature. La Corte Suprema ha infatti rigettato la richiesta dell’Attorney General dell’Alabama di posporre l’entrata in vigore del verdetto di un giudice federale locale che aveva dichiarato incostituzionale il divieto alle nozze gay e aveva dato via libera alla consegna delle licenze matrimoniali.

La Corte Suprema aveva deciso di discutere il caso di costituzionalita’ delle nozze gay, per la prima volta nella storia, dopo che in diversi Distretti giudiziari americani le Corti d’Appello avevano emesso sentenze in contrasto con quelle dei giudici di primo grado favorevoli ai matrimoni omosessuali. Il verdetto e’ in calendario per la fine di giugno e sara’ definitivo per il futuro delle nozze gay: in sostanza, cancellera’ la legge, che fu firmata da Bill Clinton nel 1996, secondo la quale “il matrimonio e’ l’unione di un uomo e di una donna”. Con la decisione di non congelare il caso dell’Alabama fino a quando emettera’ il proprio definitivo giudizio, la Corte Suprema ha di fatto segnalato in anticipo le sue conclusioni: e’ quanto ha denunciato in una lettera di dissenso Clarence Thomas, cofirmata dall’altro giudice conservatore Antonin Scalia.

Thomas, afro-americano, non ha usato mezze parole nell’accusare i suoi colleghi di aver tradito il metodo sempre adottato in precedenza dalla Corte Suprema di non deliberare su un caso singolo, legato a una certa problematica, mentre e’ in corso il dibattito interno ai nove giudici dell’alto collegio per trovare la soluzione finale a quella stessa problematica. E soprattutto quando e’ stata gia’ stabilita la data del verdetto imminente.

Comunque, queste sono le ultime cartucce sparate dalla pattuglia dei piu’ conservatori tra i nove giudici, che sono quattro su nove contando, con Thomas e Scalia, il capo della Corte John Roberts e l’altro giudice di destra, Samuel Alito. La mossa di ieri della Corte, isolando nel dissenso esplicito Thomas e Scalia, potrebbe fare anche intendere che alla conta di fine giugno la maggioranza pro nozze gay non si limitera’ al risultato di 5 (i 4 notoriamente liberal piu’ il quinto, Anthony Kennedy, abituato al ruolo di votante “swing” che ondeggia tra destra e sinistra caso per caso) contro 4. Qualche commentatore sta scommettendo persino su una vittoria piu’ larga (6 a 3, se non 7 a 2) perche’ il ruolo della Corte e’ di far rispettare la Costituzione, ma con l’inevitabile “interpretazione” che funziona da adattamento ai costumi sociali che cambiano.

E, negli ultimi due decenni, la maggioranza dell’opinione pubblica americana ha completamente ribaltato il proprio orientamento: adesso (l’ultimo dato Gallup e’ dell’estate 2014) il 55% e’ a favore e il 42% e’ contrario alle nozze omosessuali, mentre nel 1996 i favorevoli erano il 68% e i contrari il 27%. Lo stesso Obama, che aveva fatto la sua prima campagna elettorale nel 2008 su posizioni “anti matrimonio omosessuale”, essendoci nel paese a quel tempo il 56% di contrari e solo il 40% di favorevoli, ha fatto poi “evolvere” la sua posizione (ci sono le virgolette perche’ e’ il verbo che ha usato lui stesso nel 2012, quando l’America era divisa a praticamente a meta’, 50% a favore e 48% contro). Barack, adesso, e’ finalmente convinto.

Alle prossime elezioni per la Casa Bianca del 2016 la questione delle nozze gay, se la Corte Suprema l’avra’ risolta nel senso della sua costituzionalita’, non sara’ quindi piu’ “tossica” politicamente. Il paradosso e’ che se i conservatori “perdono” nel giugno di quest’anno alla Corte Suprema perche’ le nozze omosessuali diventano un fatto compiuto, al candidato del GOP del novembre 2016 sara’ tolto l’imbarazzo di dover giocare una partita persa. Perche’ non ci sara’ piu’ quella partita.

di Glauco Maggi

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • zydeco

    12 Febbraio 2015 - 13:01

    Basta che Obama se ne vada e con lui tutti quelli come lui. Il peggior presidente della storia USA. Purtroppo, come sempre, ci si rovera' di fronte alla scelta tra due candidati che valgono uno meno dell'altro. Alle ultime elezioni la scelta tra Obama e Romney mi ricordava il film "Dumb and dumber"

    Report

    Rispondi

blog