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Corsa presidenziale

Il sondaggio-choc per i democratici: che succede a Hillary Clinton

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Il sondaggio-choc per i democratici: che succede a Hillary Clinton

Sondaggio choc per i Democratici: Hillary Clinton seconda, non piu’ indiscutibile favorita per la nomination nel partito di Obama. Nei due Stati-chiave dove si tengono le prime due elezioni interne fra circa un anno, il caucus in Iowa e la primaria nel New Hampshire, la senatrice populista Elizabeth Warren, di Boston, e’ davanti alla ex First Lady: per il 31% contro il 24% nello “stato dei maiali”, nel cuore dell’America agricola; e per il 30% contro il 27% nello stato del Nord –Est, che confina con il Massachusetts.

Il sondaggio e’ di YouGov, condotto tra il 30 gennaio e il 5 febbraio tra 400 probabili votanti democratici. Tra i papabili era indicato anche il senatore del Vermont Bernie Sanders, il socialista iscritto nel gruppo dei Democratici in Congresso e che e’ sulla stessa sponda politica della Warren. Lui ha preso il 6% di consensi in entrambi gli Stati, e cio’ significa che il potenziale di una eventuale corsa della Warren sarebbe ancora piu’ alto, vicino al 40%. Pure Joe Biden, il vicepresidente vecchio papavero dell’establishment di Washington, quindi visto come piu’ compatibile con la linea clintoniana, era inserito tra le opzioni ma ha avuto solo le briciole, dietro a Sanders.

A promuovere la rilevazione sono stati MoveOn.org e Democracy for America, gruppi finanziati dal finanziere anti-repubblicano George Soros, il miliardario che e’ intenzionato a spostare il piu’ possibile a sinistra l’asse politico del partito e che non bada a spese e ad estremismo: nei mesi scorsi gli stessi gruppi che ora inneggiano a Elizabeth (“Run, Warren,Run”, Corri Warren Corri) si erano mobilitati a sostegno delle proteste di piazza, sfociate spesso nella violenza, “contro la polizia razzista” e i Grand Giury per i casi di Ferguson (Missouri) e di Staten Island (New York).

I sondaggisti hanno fatto un lavoro preparatorio prima di chiedere il puro voto di preferenza, spiegando agli interpellandi chi fosse la senatrice Warren, poiche’ il profilo e la sua storia politica non sono ancora tanto conosciuti dal largo pubblico. “I risultati mostrano”, si legge nella analisi di corredo dei dati, “ che dopo che i probabili partecipanti al caucus in Iowa e alla primaria del New Hampshire sono stati messi al corrente della biografia di Elizabeth Warren e delle sue posizioni sui temi principali, non soltanto un impressionante 79% ha detto di volere la sua discesa in campo, ma in entrambi gli Stati la Warren e’ finita davanti ad Hillary Clinton in un eventuale testa a testa”.

Cio’ che emerge, piu’ che ostilita’ verso la Clinton, e’ il favore tra i democratici per una “corsa vera”, con il 98% che sostiene che una accesa competizione sarebbe un fattore positivo per il partito. Respinta, insomma, e’ la “inevitabilita’” di Hillary, che si dimostro’ perdente nel 2008 contro Obama. Alla fine, con ogni probabilita’, sara’ comunque lei ad assicurarsi la nomination. Ma - sembra questo il sentiment sottotraccia tra i democratici -, la Hillary si deve guadagnare sul campo delle primarie i Grandi Elettori per la Convention. E se, come sette anni fa con Barack, spunta fuori un altro concorrente che le rende la vita molto difficile, fino addirittura a batterla ancora, poco male. Anzi bene, possono pensare i democratici populisti, che sognano un “Obama Tre” in continuita’ con Obama Uno e con Obama Due.

Ma la nomination della Warren e’ quanto auspicano, insieme a Soros, anche i repubblicani. Per il GOP la Clinton e’ la peggiore avversaria, e la Elizabeth sarebbe un sogno.

di Glauco Maggi

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