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Non solo Vaticano

Lo scandalo dell'Imam pedofilo di Chicago

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Lo scandalo dell'Imam pedofilo di Chicago

Dunque, negli Usa la Chiesa cattolica non e’ la sola ad avere pedofili nelle proprie gerarchie. L’Islam, che pure ha un centesimo dei fedeli e dei “ministri” della Chiesa di Roma negli Stati Uniti, ha un suo molestatore ufficiale nell’imam Mohammed Abdullah Saleem, oggi sotto inchiesta della polizia e del tribunale di Elgin, in Illinois, per le accuse di quattro donne di cui avrebbe abusato approfittando della sua posizione in decenni di attivita’ religiosa. Saleem, 75 anni, e’ un pezzo grosso nella comunita’ musulmana. E che lo scandalo sia diventato di pubblico dominio e’ un miracolo, data la totale censura che blinda le relazioni uomo-donna, per non parlare di quelle tra imam e fedeli, nelle comunita’ maomettane.

Nella sua lunga inchiesta di oggi 16 febbraio, il New York Times riporta la definizione che di Saleem ha dato Omer Mozaffar, lo studioso e cappellano islamico presso l’Universita’ Loyola di Chicago: “Nella comunita’ sud asiatica (indopakistana) locale, Saleem e’ come Billy Graham (che e’ considerato il “papa degli evangelici” negli Usa NDR). E’ di fatto l’arcivescovo di Chicago per i musulmani locali”. Mozaffar lo conosce bene, personalmente, perche’ un anno fa fece l’intermediario tra lo stesso imam e la sua prima accusatrice, affinche’ l’ “incidente” si chiudesse senza clamore.

I nomi delle donne accusatrici non sono stati pubblicati, ma i fatti si’. La prima vittima, 23 anni, e’ nata negli Usa da genitori indiani e si e’ laureata in un college americano. Sperava che il lavoro in una scuola le desse l’esperienza per una carriera nel settore delle risorse umane in una corporation, e cosi’ aveva accettato il posto di segretaria nella Scuola Islamica dell’Imam, dove e’ obbligatorio per le donne portare il velo. Ma Saleem, un giorno, le chiese di toglierselo, che e’ gia’ un atto sconcio per il Corano. Poi inizio’ ad andare nell’ufficio di lei e a chiudersi dentro: ed e’ un altro peccato grave per una donna essere da sola con un uomo che non e’ suo marito. Poi ha cominciato a sfiorarle le guance con buffetti “innocenti”. Poi le ha messo un braccio sulle spalle. Via via, l’aggressione sessuale si e’ fatta piu’ pesante, con palpeggi espliciti. Nell’aprile scorso, mentre faceva fotocopie, Saleem se l’e’ presa nel grembo, sollevando il suo vestito e strofinandosi contro di lei. “Guardavo la parete e il soffitto e continuavo a dire ‘questo e’ veramente sconveniente e mi fa star male’”, ha ricordato la giovane. Quando l’Imam se ne ando’, riporta il New York Times, “lei scopri’ che aveva qualcosa di appiccicoso sui pantaloni neri che indossava sotto il vestito”. La segretaria, a questo punto, ne ha parlato in famiglia e si e’ dimessa. Poi e’ andata dal cappellano Mozaffar e, finalmente, dalla polizia.

Prima che la ragazza sporgesse la sua denuncia, Mozaffar aveva convinto l’Imam sporcaccione a firmare una lettera manoscritta di “scuse”, in cui “ammetteva le sue azioni”, senza entrare nei dettagli ma specificando di aver commesso il peccato di “zina”, che sarebbe un “contatto consensuale extramatrimoniale”. Doveva essere la chiusura del caso, ma la voce si sparse nella comunita’, e Mozaffar scrisse nel suo blog che il fattaccio era ormai “di pubblico dominio”, e che “Saleem aveva ammesso i particolari parlando faccia a faccia con me”.

Il post provoco’ reazioni opposte. Moltissime di difesa cieca dell’Imam, come il fedele islamico che ha scritto “caro fratello, questa roba non ti deve preoccupare. E senza badare al fatto se le accuse sono vere o false, Saleem e’ un musulmano migliore di tutti noi. Smettila di spargere notizie su di lui. Ha raggiunto una vecchia eta’”. Ma tre donne sulla quarantina, prima che Mozaffar cancellasse il post per il quieto vivere tra i musulmani, hanno trovato il coraggio di uscire allo scoperto e di unirsi alla denuncia della giovane. Una ha detto che l’Imam comincio’ a toccarla quando lei aveva 12 anni. E una volta, mentre lui era seduto sul suo letto avvolto in una coperta scura, le prese la mano e le fece toccare i suoi genitali mentre le stava insegnando un capitolo del Corano, chiamato al-Qari’a. Quello dove si parla del Giorno del Giudizio quando la gente rende conto dei suoi atti buoni e cattivi. Una seconda donna ha raccontato che quando lei era in prima media Saleem la bacio’ e la tocco’, dicendole “ stai veramente diventando grande!”. La terza vittima, infine, ha detto tramite il suo avvocato di essere stata molestata mentre era una studentessa del suo corso nel 2002 e nel 2003. I cattolici non hanno l’esclusiva dei pedofili, se mai qualcuno lo avesse pensato.

di Glauco Maggi 
twitter @glaucomaggi

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