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La frase del giorno

La grottesca crociata contro l'etichetta "sessista" della "coordinatrice delle donne Pd"

Andrea Tempestini

Andrea Tempestini

Milanese convinto, classe 1986, peregrinazioni giornalistiche tra Milano, Urbino, New York e ancora Milano, a "Libero" da maggio 2010. Prima economia, poi online, dove continuo a scrivere di economia e politica. Il mio sogno frustrato è l'Nba. Adoro Vespe, gatti, negroni e mr. Panofsky. Su Twitter @anTempestini

La grottesca crociata contro l'etichetta "sessista" della "coordinatrice delle donne Pd"

Dalle parti mie si dice "và a laurà". Noi zelanti milanesi, quando ci troviamo a dover rispondere a una fesseria, invitiamo l'interlocutore a non perdere tempo. Vai a lavorare. Produci, insomma, che è sempre meglio.

Bene, succede che un'altrettanto zelante signora, Federica Mazzoni, si sia prodotta in una roboante fesseria. Lei, si apprende dalle cronache, è la coordinatrice delle donne del Pd di Bologna, e già ci si chiede di quali inderogabili priorità - nel 2015 e in Italia, mica a Mosul - si possa occupare una "coordinatrice delle donne". Per la Mazzoni, una di queste inderogabili priorità, è mettere alla berlina su Facebook un'azienda romagnola che produce felpe, magliette ed eccetera eccetera. Peccato però che alla berlina ci si metta da sola, la signora Mazzoni. Già, perché la "ggiovane" azienda che produce capi per "ggiovani", in calce all'etichetta di una felpa che riporta le istruzioni per il lavaggio (nella foto), scrive (in inglese): "Give it your mum it's her job". Che tradotto significa: "Dalla a tua madre, è il suo lavoro", dove il lavoro è lavare la felpa.

Una battuta, chiaro, no? E' pure scritta "in english" per sdrammatizzare, o no? No, per lei no. Quell'etichetta è buona per una crociata da social network, dove la zelante coordinatrice delle democratiche bolognesi scrive: "Fare lavatrici non è il lavoro delle mamme, anche i papà sono in grado di girare una semplice manopola". A battuta la signora Mazzoni risponde con battuta? No, non proprio. Udite udite: "Evidentemente - prosegue nell'intemerata - all'azienda non è bastato fornire le necessarie informazioni utili, ha proprio sentito l'esigenza di dire la sua, perpetuando (sic, ndr) un messaggio sessista (stra-sic, ndr) nei confronti delle madri e delle donne, come se il lavoro delle madri fosse quello di lavare, magari stando in casa e senza avere altra professionalità se non quella di girare la manopola sui 30 gradi dei programmi delicati". Ne segue rituale invito al boicottaggio dei "sessisti" della Shoesine.

Ne segue inoltre un personalissimo invito dello scrivente alla zelante Mazzoni. Com'è che si dice, a Milano? Ah, ecco: "Và a laurà"...

Ps: w la mamma

di Andrea Tempestini
@anTempestini

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Commenti all'articolo

  • Satanasso

    18 Febbraio 2015 - 13:01

    Ma stuprata da uno dell'ISIS no ?

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