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Il caso

Batosta contro i sindacati in Wisconsin: addio all'obbligo di tessera

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Batosta contro i sindacati in Wisconsin: addio all'obbligo di tessera

Batosta dei sindacati in Wisconsin, pronto a diventare il 25esimo stato senza obbligo di tessera sindacale. “Le elezioni hanno conseguenze”, era stato lo sfotto’ di Obama contro i repubblicani, pronunciato nel 2009 dopo che lui aveva vinto la Casa Bianca e il partito democratico aveva il controllo di Camera e Senato a Washington. Avendo i voti in Congresso, fece passare Obamacare, il superstimolo, e la riforma finanziaria, le tre misure che gli stavano più' a cuore. Ora, dopo che le elezioni di medio termine del novembre 2014 hanno ribaltato la maggioranza in Congresso, e’ vero che il GOP ha i numeri per passare le leggi, ma Obama e’ pur sempre presidente e ha il potere di veto, quindi ha l’ultima parola su cio’ che puo’ diventare legge nazionale o meno. Pero’, ”le elezioni hanno conseguenze” anche sul piano degli Stati, ed e’ dove i repubblicani vittoriosi hanno la possibilita’ di contare sul serio nella gestione del paese.

Il federalismo Usa e’ una cosa seria: la legislatura locale (Assemblea dei deputati e Senato) e’ la replica del Congresso e il governatore e’ la copia del presidente, con il potere di veto. Il “vento di destra” anti-democratico e’ stato fortissimo in novembre anche in periferia, e i repubblicani hanno fatti progressi storici. Il GOP ora controlla 68 dei 98 “rami legislativi” (dei 50 stati USA, 49 hanno Camera e Senato e il solo Nebraska ha una unica Camera non partisan), il numero piu’ alto della storia del GOP. In 24 Stati, i repubblicani controllano sia i due rami legislativi, sia la carica di governatore, quindi hanno piu’ o meno carta bianca.

Tra questi Stati “rossi” (curiosamente, i Red States sono quelli conservatori, e i Blue States sono quelli democratic) c’e’ da novembre scorso il Wisconsin: non solo e’ stato confermato il governatore Scott Walker, vincitore di tre elezioni in quattro anni, ma anche entrambi i rami legislativi sono passati nelle mani del GOP. E la prima conseguenza, a tempo di record, e’ che il Wisconsin diventera’ il 25esimo “Right to Work State”, (“Stato in cui c’e’ il diritto di lavorare”). Il voto imminente che introdurra’ la legge “Right to Work” portera’ quindi alla meta’ esatta del totale il numero degli Stati dove per avere un impiego, nel settore privato e in quello pubblico, non si dovra’ essere per forza iscritti al sindacato e pagare la relativa tessera.

Il Wisconsin, si ricordera’, era diventato un caso nazionale, con tanto di occupazioni per protesta della sede del Congresso nella capitale Madison, quando Walker aveva abolito l’obbligo di adesione alle Union, e aveva fortemente limitato la pratica delle contrattazioni economiche che erano previste per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche. Nei prossimi giorni il Senato, e successivamente la Camera, voteranno la legge “Right to Work” e il governatore ha fatto sapere che la firmera’.

La legge "right-to-work" proibisce accordi tra le union e i datori di lavoro che stabiliscono l’impegno di prendere la tessera e di pagare la quota quali condizioni per essere assunti e per lavorare. Questa norma non punta quindi a fornire generali garanzie ad avere un posto a chiunque, ma vuole dare il “diritto di lavorare” anche a coloro che non sono, e non vogliono, appartenere ad una union e non vogliono sovvenzionarla. Peraltro, e’ noto che i sindacati, soprattutto del settore pubblico, sono di fatto finanziatori, grazie alle tessere pagate obbligatoriamente dai lavoratori, del partito democratico. E il rapporto “incestuoso” tra gli amministratori pubblici che decidono gli stipendi e le pensioni (con i soldi dei contribuenti) di maestri e vigili urbani, e le union che li rappresentano, sono la causa dei dissesti nelle finanze pubbliche locali in moltissimi Stati.

Le leggi di “diritto al lavoro” possono essere introdotte dalle legislature, ma in qualche caso sono addirittura previste come norme della Costituzione statale. L’essere un “Right to Work State” e’ un incentivo per le aziende a insediarsi li’, e cio’ favorisce l’occupazione del posto. Ecco l’elenco completo degli Stati dove i sindacati hanno vita dura, perche’ gli iscritti se li devono conquistare con la loro attivita’ e dimostrare di meritarseli, in concorrenza con il datore di lavoro che preferisce rapporti diretti con i dipendenti e vede un intralcio operativo ed economico nell’intermediazione, imposta, delle union.

I 25 STATI USA DOVE C’E’ IL DIRITTO DI LAVORARE SENZA OBBLIGO DI TESSERA SINDACALE
Alabama
Arizona (nella Costituzione dal 1946)
Arkansas (nella Costituzione dal 1947)
Florida (nella Costituzione dal 1944 - con emendamento nel 1968)
Georgia
Idaho
Indiana
Iowa
Kansas (nella Costituzione dal 1958)
Louisiana
Michigan
Mississippi
Nebraska
Nevada
Nord Carolina
Nord Dakota
Oklahoma
Sud Carolina
Sud Dakota
Tennessee
Texas
Utah
Virginia
Wisconsin (approvazione imminente)
Wyoming

Anche il Territorio di Guam ha una legge di “diritto al lavoro”, e i dipendenti del Governo Federale hanno il diritto di iscriversi o meno alle rispettive Union di categoria. Gli ultimi tre stati, prima del Wisconsin, che hanno introdotto una legge di “diritto al lavoro” erano stati l’Oklahoma nel 2001 e il Michigan e l’Indiana nel 2012.

di Glauco Maggi
@glaucomaggi

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