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Statuette da buttare

La notte degli Oscar: a Hollywood il trionfo dell'antiamericanismo

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La notte degli Oscar: a Hollywood il trionfo dell'antiamericanismo

Domenica sera, 22, c’e’ stata la notte degli Oscar in America, e l’antiamericanismo ha stravinto a Hollywood. Il documentario su Edward Snowden, Citizenfour, e’ stato premiato come miglior documentario, e la regista Laura Poitras, con la statuetta in mano e a fianco il giornalista dello scoop Glenn Greenwald, ha detto che “Le rivelazioni di Snowden non hanno solo mostrato le minacce alla nostra privacy, ma alla nostra democrazia”. Lodando i meriti del latitante (ospite di Putin) che per il governo Usa e’ colpevole di tradimento, ha aggiunto la lezioncina liberal: ”Quando le piu’ importanti decisioni che riguardano tutti noi vengono fatte in segreto, perdiamo la capacita’ di tenere a bada chi controlla il potere”. Capito, Obama? Credevi di essere il piu’ a sinistra ma ti bagnano il naso.

Poi c’e’ stato l’Oscar per l’editing della musica alla canzone “Glory” del film “Selma”, sulla marcia per i diritti civili guidata da Martin Luther King in Alabama. Una pagina storicamente superba sul lungo travaglio, e sul successo, dell’integrazione razziale dopo le vergogne della schiavitu’ e della segregazione. Ma invece della celebrazione dei 50 anni dalla legge sulla parita’ dei diritti, e con un presidente nero in carica da sei, gli autori John Legend e Lonnie Lynn (Common) hanno accusato l’America di oggi di un razzismo peggiore di quello di ieri. “Selma e’ adesso, perche’ la lotta per la giustizia e’ proprio ora”, ha detto Legend con riferimento a Ferguson, mesi dopo che il gran giury e persino il ministero della Giustizia di Obama hanno scagionato del tutto il poliziotto bianco che sparo’ per legittima difesa al giovane nero che lo aggrediva. E ha aggiunto Legend: “Sappiamo che la legge con il diritto di voto per cui abbiamo lottato 50 anni fa (ma lui non c’era NDR) e’ stata compromessa proprio ora in questo paese. Sappiamo che la lotta per la liberta’ e la giustizia e’ reale. Viviamo nel paese che ha piu’ gente in galera del mondo intero. Ci sono piu’ uomini neri in carcere oggi di quanti schiavi c’erano nel 1850”.

Questa e’ l’intelligenzia liberal della sinistra di Hollywood, che ovviamente ha snobbato l’American Sniper di Clint Eastwood, dandogli solo il misero riconoscimento per il “Sound Editing” (?!?). American Sniper ha incassato da solo piu’ di quanto hanno guadagnato, insieme, tutti gli altri 7 film che sono arrivati alla nomination. Quindi e’ consolante sapere che il pubblico americano ha apprezzato il dramma di un eroe di guerra che ha fatto il suo dovere per il proprio paese, con abnegazione, sacrificio, professionalita’ e dedizione.

C’era anche un altro modo, per i soloni di Hollywood, di mostrare di essere su questa terra, e non nel mondo della fantasia obamiano in cui gli Usa erano, sono, e sempre saranno, la sentina dei mali del mondo. Non sono mai giusti, gli USA. Sono sempre difettosi e colpevoli di imperialismo, colonialismo, militarismo, razzismo e via con tutti gli altri “ismi” che spopolano nei colleges dove si nega la parola a una Condi Rice o a una Ayaan Hirsi Ali (due donne nere, ma di destra). Il modo, dicevo, era di premiare come miglior film in lingua estera “Timbuctu”, che era tra i nominati. E’ un documentario girato sull’avanzata in Mali e Muaritania degli islamici fondamentalisti locali, copia africana dell’ISIS. Si vede, con dovizia di fatti e di angoscia, che cosa sia la realta’ dell’oppressione vera di oggi. Quella che affligge tanta parte del mondo e minaccia la civilta’ occidentale.

E’ li’ che “la lotta per la liberta’ e la giustizia e’ reale”, cari Legend e Common con la vostra statuetta in mano. E’ li’ che “la privacy e la democrazia” non sono minacciate, perche’ proprio non ci sono, cara Poitras amica di Snowden. Scendete dal palco di Hollywood. Fatevi un pizzicotto. Venite nella realta’. Magari, visto che siete personaggi del cinema, guardatevi il video di nove minuti diffuso su Internet dall’ISIS oggi. E’ quello dei bambini di 8-10 anni vestiti da jihadisti in erba con la fascia nera sul capo che si addestrano in un campo militare in Siria. A guardarli vengono alla mente i piccoli della gioventu’ nazista, o i balilla fascisti, o i bambini “guardie rosse” maoiste. Si preparano al futuro dell’orrore islamico, sono esseri umani verissimi, ed e’ il 23 febbraio 2015. Il giorno dopo l’Oscar piu’ anti-americano che non si vedeva da anni.

di Glauco Maggi

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Glauco Maggi

Claudio Brigliadori

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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