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Complimenti per la trasmissione

Il sindaco De Luca, Le Iene e la sindrome del Vigile Celletti

Paolo Calabresi come Sordi

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Il sindaco De Luca, Le Iene e la sindrome del Vigile Celletti

In fondo, alberga un po’ dell’incorrutibile Otello Celletti in tutti noi, solo che per tirarlo fuori occorre un’arte maieutica non indifferente.
Otello Celletti è Il vigile interpretato da Alberto Sordi nell’omonimo film di Luigi Zampa del ’60 (quasi un miliardi di lire d’incasso), un guerriero in cuoio e paletta che -dopo un cazziatone memorabile- applica spietatamente il codice della strada al suo stesso sindaco, l’inquieto Vittorio De Sica. Celletti è ricomparso l’altra sera alle Iene, nella figura esilarante dell’inviato Paolo Calabresi. Il quale abbondante di corpo e parola, agghindato come il Celletti, ha tallonato fino alla morte il sindaco di Salerno, l’assai ruvido Vincenzo De Luca, Pd, noto per non voler mollare la doppia poltrona di sindaco e sottosegretario nonostante una sentenza della magistratura. Celletti/Calabresi ha chiesto al ruvido De Luca, la spiegazione su un divieto di transito e senso unico in centro città che, guarda caso, porta alla dimora del sindaco: una viuzza incontinente che il De Luca percorre tutti i giorni, autorizzandosi -parrebbe- da solo. «Ahò, sindaco non potrebbe fare il giro del palazzo come i normali cittadini? Che è, je se scoce la pasta?», domanda Calabresi, con voce da Celletti, estraendo De Luca dal groviglio di una surreale conferenza stampa. Le Iene non hanno mostrato il seguito della «incresciooosa vicenda, nevvero...», ma il sito Irpinia News rivela che Calabresi è stato brutalmente allontanato dai fan di De Luca dalla piazza, neanche fosse un assessore Dem passato alla Lega.
Ovviamente, in sè, il «privilegio del sindaco» e la sua denuncia tv sono ben poca cosa. Ma i cinefili hanno particolarmente apprezzato l’omaggio a Sordi e la rinnovata maestria di Calabresi. Che -mi ripeto- pur confinato nel ruolo di eterno comprimario, sin dai tempi di Italian Job su La7 (un sottovalutato programma di truffe), da cazzaro s’è mutato in una delle migliori risorse della tv. E, ad occhio, costa meno di Mamuccari...

 

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