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Guardia bassa

L'Islam, il terrorismo e il mondo dei sogni di Obama e Kerry

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

L'Islam, il terrorismo e il mondo dei sogni di Obama e Kerry

E’ un governo credibile quello in cui il presidente e il suo Segretario di Stato fanno i pompieri sui rischi del terrorismo e il capo dei servizi segreti e il direttore dell’FBI li smentiscono ufficialmente, il primo durante un’audizione al Congresso e il secondo in un discorso pubblico? No. Ma il problema non è lo scollamento evidente tra Obama e la sua stessa Intelligence, bensì il fatto che la sottovalutazione del pericolo si sta riflettendo nella mancanza di una risposta adeguata all’ISIS e a tutti i suoi fratelli nella guerra d’attacco del fondamentalismo islamico che infuria dall’Algeria all’Afghanistan, passando per Libia e Nigeria, Siria ed Iraq.

Ecco le dichiarazioni che fanno a pugno. Alla domanda-assist di un giornalista che gli aveva chiesto, una settimana fa, se “talvolta i media esagerano il livello di allarme che la gente dovrebbe avere a proposito del terrorismo”, Obama aveva risposto: ”Assolutamente sì. Se c’è il sangue, la stampa vende. E’ dura rendere sexy articoli sul cambio di clima o sulla mortalità infantile. E’ del tutto legittimo che il popolo americano sia preoccupato quando hai un gruppo di violenti bigotti che tagliano teste o a casaccio sparano a un gruppo di persone in un negozio di Parigi. Noi dedichiamo enormi risorse a questo, ed è giusto ed appropriato essere vigilanti e aggressivi nel cercare di trattare il problema - allo stesso modo in cui il sindaco di una grande città deve abbassare il tasso di criminalità se vuole che la città sia fiorente. Ma noi dobbiamo badare a un sacco di altre questioni, e dobbiamo essere sicuri che il nostro approccio sia della dimensione giusta”. L’ISIS, insomma, per Barack è pericoloso come una banda di ladri d’auto. Del resto, è lo stesso Obama che disse due anni fa “la marea della guerra sta recedendo”, poco prima che Al Qaeda ammazzasse l’ambasciatore Usa in Libia. Ed è sempre lo stesso Minimizzatore in Capo che, un anno fa!!!, chiamo’ l’ISIS “varsity team”, ossia squadretta di basket del liceo che crede di giocare nella NBA.

Siccome il pesce puzza dalla testa, la filosofia negazionista è stata bene assimilata dai suoi sottoposti. Cosi’ John Kerry, davanti ai senatori della Commissione dei Servizi, mercoledì ha detto: “Malgrado l’ISIS, malgrado le visibili uccisioni che voi vedete e il modo orribile in cui le fanno, noi stiamo in realtà vivendo in un periodo di minori minacce quotidiane agli americani e alla gente nel mondo di quanto avvenga normalmente; ci sono meno morti violenti oggi che nel secolo scorso”.

Ridicolizzando l’ottimismo fasullo di Kerry, sempre ieri, di fronte alla stessa Commissione, il direttore della National Intelligence James Clapper ha fornito le statistiche crude del terrorismo: “Quando sarà fatto il conto finale, il 2014 risulterà come l’anno più letale per il terrorismo globale di tutti i 45 anni da quando si raccolgono i dati”, ha detto. Mentre nel 2013 ci sono stati 11.500 attacchi nel mondo che hanno causato circa 22mila morti, i dati preliminari per i primi nove mesi dell’anno passato, a cura della unità di ricerca dell’Università del Maryland, mostrano che gli attacchi sono stati 13mila circa e i morti oltre 31mila. La metà di questi attacchi e delle vittime si sono verificati in Iraq, Pakistan e Afghanistan, e l’ISIS è il gruppo che ha compiuto il maggior numero di azioni nei primi nove mesi.

E questo è il pensiero di James Comey, direttore dell’FBI, espresso in un discorso di ieri a Chicago. L’ISIS negli Stati Uniti è diventato una “ragnatela caotica”, ha detto Comey, con giovani musulmani radicalizzati in Illinois e in tutti gli altri Stati. Per il capo dell’FBI, l’ISIS usa i social media come “fiere di reclutamento”. Citando i tre fondamentalisti di New York (uzbeky e kazaki) che sono stati arrestati ieri mentre si apprestavano a partire per la Siria per arruolarsi nell’ISIS, Comey ha aggiunto: “Gente così esiste in ogni Stato. Io ho indagini aperte su violenti estremisti nati qui in ogni singolo Stato. Fino a qualche settimana fa ce n’erano in 49 Stati. In Alaska non c’era ancora alcuna indagine e io non capivo come mai. Ma adesso l’Alaska ha raggiunto il gruppo e così abbiamo investigazioni su soggetti nei vari stadi di radicalizzazione in tutti i 50 Stati”. C’è da pregare che FBI, CIA e NSA continuino a fare con efficacia il loro lavoro, e non si addormentino anche loro nel mondo dei sogni di Obama e Kerry.

di Glauco Maggi 
twitter @glaucomaggi

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