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Complimenti per la trasmissione

The Lady di Lory Del Santo , una fiction dadaista (ad esser buoni)

La webserie prodotta dall'attrice

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
The Lady e Costantino...

Conoscevo i “Classici Sonzogno”, i classici cantati da Sinatra o “i Classici di Walt Disney”, ma non sapevo dei “Grandi Classici diretti da Lory Del Santo”.
Eppure esistono. Su Youtube e su Facebook dove si consuma, in un loop quasi ipnotico, la webserie The Lady-l’amore sconosciuto ossia un pacchetto di 10 episodi di 10 minuti l’uno di puro dadaismo. Roba sceneggiata, diretta e prodotta, appunto, da Lory Del Santo, nostro inarrivabile mito giovanile negli essenziali Viva la foca e La gorilla. La serie è interpretata da attori possenti: Gloria Contreras, Natalia Bush, Costantino Vitaliano, monumenti ormonali oggi in disuso ma che conobbero grande fortuna all’epoca di Lele Mora. Non si capisce molto della trama di The Lady, però come in un libro di Joyce è una continua ricerca all’intuizione successiva.
Ci sono molte gnocche, una è The Lady che viaggia tra uffici, palestre e grattacieli tra Milano, Londra e Miami con una Bmw scintillante guidata da un certo Salvatore che sembra l’autista degli spot della Ferrero Rocher (quello della Contessa: “Ambrogio ho voglia di qualcosa di buono…”), solo in versione più trucida. C’è Costantino che la prende a sberle, malato di gelosia e congiuntivite (nel senso che soffrono i congiuntivi). Ci sono un mucchio di fighetti e palestrati che svelano appena appena il segreto della Lady vedova di un tizio molto ricco. Meravigliosi i dialoghi. Tra due amiconi in strada, per esempio: “Hey bello come va? Ti sei fatto una bonazza” “Diciamo che compiace i miei istinti animaleschi, ma ti confesso che miro al suo boss, The Lady…”. Tra The Lady e Ambrogio: “Mi porti al palazzo dei Congressi”, “Signora per lei farei qualsiasi cosa”. Tra lei e l’aspirante amante: “Ma cos’è per te l’amore?” “Frammenti di tante emozioni”. Questa squisitezza è andata addirittura in onda, anzi è svaporata –gratis, vorrei sperare- su Raidue nel programma Quanto manca, perfettamente in linea con la qualità dell’opera, peraltro. Non so onestamente descrivere l’operazione The Lady. Non è thriller, non è romance, non è parodia anche se è continuamente oggetto di parodie sulla Rete. “Sai cosa mi sembra? Quei due-tre minuti di dialoghi surreali che precedono i film porno prima della copula, solo che qui non c’è la copula, te l’aspetti ma non c’è..”, nota il collega Claudio Antonelli. E, cavolo, è vero.
“Talvolta, nella vita, si paga di più per quello che non si è commesso”, dice la protagonista. E considerato che qui ha pagato tutto la Del Santo, forse è vero…

 

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