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I ragazzi del Coro

I fantastici viaggi di Gulliver-Renzi raccontati dalle agenzie Stefani del nuovo Millennio. "L'impressione" di Obama e le mani che "parlano" la stessa lingua. Nemmeno ai tempi del Duce...

L'esaltazione del capo del governo ormai ha superato nettamente il livello dell'apologia. Che con il premier non è più un reato ma un dovere

Stampa libera Per i nostri giornali la visita del premier a Obama è un trionfo. «Repubblica» parla di analogie ed esaltazione reciproca, «la Stampa» di «intesa su tutto». Ma a casa non ha portato nulla Baci, abbracci e vino a Barack L' apologia di Renzi è da reato.

Enrico Paoli

Enrico Paoli

Toscano di nascita, ma romano di adozione (e vocazione) ha iniziato a "imbrattare" pagine al Tirreno di Livorno, scrivendo di sport e spettacoli, passando poi alla Nazione di Firenze. Prima di approdare al Giornale, (edizione toscana) si è divertito lavorando in radio (una passione che non accenna a diminuire nonostante gli anni). A Libero sono arrivato quasi dieci anni fa, per "colpa" di Feltri, transitando per la cronaca di Roma, che ho guidato sino al 2007. Da allora ad oggi politica e Rai.... quanto basta per non annoiarsi....

enrico.paoli@liberoquotidiano.it

Matteo Renzi

Matteo Renzi

Ecco, se non ci fosse il quotidiano La Repubblica, ovvero l' Agenzia Stefani (era l' organo ufficiale che diffondeva il verbo del Duce ai tempi del Fascismo) del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, non avremmo mai saputo che fra Obama e il nostro presidente del Consiglio ci sono «analogie» nei gesti e nell' uso delle mani quando parlano. Ora il mondo ne è consapevole e può dormire tranquillo. E che importa se l' inquilino di Palazzo Chigi è tornato a casa con le mani vuote, anzi con tanti compiti da fare da non sapere da che parte iniziare. L' importante, per Renzi, è aver inondato i social con le foto scattate oltreoceano. Chissà come saranno contenti i figli di Matteo e i futuri nipoti, quando racconterà loro dei fantastici viaggi di Gulliver-Renzi e di come il presidente Obama sia rimasto «impressionato» da Renzi. Anzi, «colpito» come sottolinea con grande enfasi il quotidiano torinese La Stampa che poi sottolinea come tra i due ci sia stata intesa praticamente su tutto. Per fortuna non tutti sono cosi «suggestionabili». Il quotidiano on line Lettera43 non solo fa notare come a evidenziare la presunta «emozione» di Obama sia stato Francesco Nicodemo, già responsabile Comunicazione del Pd e ora nel team di Palazzo Chigi, con un post costruito ad arte: «Impressionare Obama non è cosa facile ?#?diciamo?», ma che le cose dette a Renzi mister Barack le ha dette anche a Monti e Letta. Tanto la Stefani 2.0 e il megafono renziano dovrebbero sapere che esiste una cosa chiamata «protocollo». «Sono rimasto impressionato dall' energia e dalle riforme di Renzi», ha detto il presidente Usa alla fine del colloquio. «Sono impressionato dalla leadership e dall' integrità di Letta», disse Barack ricordando l' importante ruolo svolto da tanti italiani nella storia americana. Meraviglioso. Anche il sobrio Mario Monti era riuscito a colpire Obama. 9 febbraio 2012. «Ho piena fiducia in Monti e spero possa traghettare l' Italia in questi tempi difficili», disse il presidente Usa dopo l' incontro con il professore. «Voglio solo dire quanto noi apprezziamo la poderosa partenza e le misure molto efficaci che sta promuovendo il governo di Mario Monti». Monti, a cui il Time aveva addirittura dedicato una copertina, commentò felice: «L' incoraggiamento del presidente Obama aiuta il mio governo a continuare sulla strada delle riforme strutturali». Renzi, invece, ha replicato a Obama regalandogli delle bottiglie di ottimo Sassicaia (come tutti i giornali ci hanno fatto notare), facendo jogging al Green Lake Park di Washington e raccontando la sua performance. «Ho corso per 12 chilometri in un' ora» e il presidente americano gli ha risposto: «Questo è un bel momento dell' anno per correre». Ma va. In fondo anche la cancelliera tedesca Angela Merkel è una che s' impressiona facilmente. Lo ha detto di Renzi e lo disse di Mario Monti, sfumando solo su Enrico Letta.

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Commenti all'articolo

  • alkhuwarizmi

    25 Aprile 2015 - 10:10

    Da "Monti, un candidato di panna montata" a "Sono crollate le promesse di Renzi", ma si tratta solo di uno spunto per accostare i due personaggi, accomunati da un'autostima che rasenta il delirio. Nel 2012 avevo letto "Monti ha una spiccata tendenza a considerare offese alla sua augusta persona tutte le osservazioni che non cancellino la realtà e non pratichino l’inchino". Stessa cosa per Renzi.

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