Cerca

Complimenti per la trasmissione

Tea Falco il rumore in sottofondo nella polifonia di 1992

La fiction Sky e il caso dell'attrice

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
tea falco da brividi

“Ti arrandi così?”, “espeagni aluce”, “Assegui i desideri del tuo ccuore”, “Nan puoi sai, damisciliari…”. Sono solo alcune delle frasi estratte da quel caleidoscopio semantico che è la recitazione di Tea Falco nei panni di Bibi Mainaghi, figlia problematica di un imprenditore corrotto della Milano da bere, nell’ottimo 1992 (Sky Atlantic). Le potete ammirare, nel loro splendore sulla compilation –cliccatissima- che l’utente Youtube ervetia ha fornito al mondo.
La Falco, bellezza siciliana scoperta da Bernardo Bertolucci, chiamata ad interpretare una milanese straricca negli anni di Tangentopoli ha suscitato la sapida critica del collega Domenico Naso del Fatto Quotidiano: “Come te la interpreto, questa viziata figlia di papà problematica?”, avrà pensato la nostra Tea mentre leggeva il copione. La scelta, alla fine, è caduta su una via di mezzo tra Asia Argento e Massimo Ferrero, con l’ovvio risultato di non far capire allo spettatore nemmeno una singola parola di quanto così intensamente detto davanti alla macchina da presa. Un biascichio continuo che parrebbe provocato dalla presenza di un ananas intero nella bocca della rampolla Mainaghi”, scriveva Naso. Naso, bravo collega esperto di tlc e proveniente dalle cronache economiche, per la sua legittima critica è stato subito azzannato alla gola, via twitter, dalla mamma della Falco stessa che l’ha simpaticamente apostrofato, come “coglione sfaccendato”. Ora, massima solidarietà per Naso, che si è finanche moderato nella critica (io avrei visto la Falco più come una Valeria Marini da giovane, con in bocca un’intera piantagione di patate; ma sono sfumature, scuole di pensiero…); e sull’intera vicenda ci ha fatto sopra un pezzo esilarante, disinnescando una polemica che partiva dall’incapacità interpretativa e arrivava al cuore delle madri.
Ora, di 1992 s’è detto tutto, anche troppo. S’è parlato del cinismo del pubblicitario Leonardo Notte/ Accorsi affascinato dal Berlusca, del flebile spirito vendicativo di Luca Pastore/Diele, del derrière dell’aspirante valletta Veronica Castello/ Leone(brava) , delle genuinità del leghista Bosco; per non evocare i personaggi reali come Antonio Di Pietro che comunque parla sempre meglio di Tea Falco. Tutto perfetto. Quel che stupisce, qui, è che ancora esistano genitori alla Anna Magnani in Bellissima, o addetti al casting in grado di sbagliare personaggio in modo così marchiano. La recitazione della Falco è un rumore in sottofondo in una maestosa polifonia. Facciamocene una ragione…

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog