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Il caso

Sicurezza, conflitto tra poteri: ora la minaccia islamica è più grave

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Sicurezza, conflitto tra poteri: ora la minaccia islamica è più grave

Nella stessa giornata di giovedi 7, due poteri costituzionali americani, il legislativo e il giudiziario, hanno preso direzioni opposte in tema di sicurezza nazionale. Mentre il Senato ha votato perche’ il Congresso abbia voce in capitolo sull’imminente accordo nucleare tra Obama e l’Iran, temendo che apra la strada per l’armamento atomico di un dichiarato nemico dell’America e sponsor del terrorismo, una corte d’appello federale ha dichiarato illegale la tecnica con la quale la NSA raccoglie le telefonate e le email al fine di sventare i complotti dei fondamentalisti islamici.     

1) Con un voto di 98 a 1, i senatori hanno approvato una legge che permettera’ al Congresso di rigettare l’annullamento delle sanzioni economiche contro Teheran e obblighera’ Chuck l’amministrazione a dare periodicamente le prove del rispetto iraniano dei termini restrittivi del patto. Lo stesso testo passera’ all’esame della Camera all’inizio della settimana ventura e giungera’ cosi’ sul tavolo del presidente, che lo firmera’.

Dopo una bozza di massima raggiunta in aprile a Ginevra, ora le delegazioni dell’Iran e dei 5 +1 (Usa, Francia, Gran Bretagna, Cina, Russia e Germania) stanno mettendo a punto i dettagli per arrivare alla firma finale prevista entro il 30 giugno. Se la trattativa andra’ in porto, e ci sono pochi dubbi che Obama non ceda a tutte le pressioni dell’Ayatollah pur di vantarsi di aver ottenuto un “successo” internazionale, il governo dovra’ trasmettere i particolari al Congresso, che li visionera’ e avra’ due possibilita’: approvare l’accordo, oppure respingere la cancellazione delle sanzioni economiche.

Per l’Iran lo “sblocco” dei miliardi che sta perdendo a cause delle restrizioni agli scambi commerciali con gli Usa e i partner occidentali e’ il punto centrale dell’intesa. Tanto il regime islamico confida che, “legalmente” oppure con un programma illecito e nascosto come ha fatto per anni, l’obiettivo della bomba prima o poi lo centrera’. Ma poiche’ erano state imposte con una legge del Congresso, le sanzioni americane possono essere annullate solo dalla maggioranza dei deputati e dei senatori. Il GOP ha la maggioranza nei due rami, ma se passasse una legge contro l’accordo finale e pro sanzioni, il presidente metterebbe il veto. Quindi, la vera sfida per gli oppositori dell’accordo sara’ raggiungere una coalizione bipartisan dei due terzi. Difficile dire ora come finira’. Dipendera’ dalla natura del patto. Se sara’ tanto insoddisfacente da scatenare una opposizione forte nell’opinione pubblica, soprattutto in quella ebraica protettiva di Israele, i parlamentari Democratici dovranno pensarci due volte prima di diventare diretti responsabili e di pagarne poi lo scotto alle urne nel 2016.

2) La giuria federale di tre membri del Secondo Circuito della Corte d’Appello di New York, sempre giovedi’, ha dichiarato illegale il programma della NSA (l’agenzia della sicurezza nazionale) di raccolta dei dati telefonici di milioni di cittadini, rendendo ancora piu’ infuocato il dibattito sul rinnovo del Patriot Act, che e’ in scadenza per la fine di maggio e va rinnovato. Nel clima di crescente paura per il terrorismo domestico, creato dall’attacco dei due “soldati” dell’ISIS in Texas di domenica scorsa, e’ certo che la legge voluta da Bush e approvata a stragrande maggioranza bipartisan in Congresso come reazione all’11 Settembre 2001 sara’ prorogata nel suo obiettivo di massima, che e’ prevenire e sventare il piu’ efficacemente possibile le trame dei nemici esterni ed interni dell’America. Quanto al testo finale che sara’ votato, la decisione della Corte d’Appello avra’ di sicuro una influenza negativa.

Il verdetto dei tre giudici, che non sono entrati nel merito della costituzionalita’ del programma della NSA dal punto di vista della violazione dei diritti della privacy, stabilisce che il testo di legge del Patriot Act, cosi’ come era stato firmato da George Bush, non intendeva consentire una raccolta di dati tanto imponente. “La legge a cui il governo si riferisce oggi non e’ mai stata intesa per autorizzare un qualcosa che si avvicini all’ampiezza della sorveglianza a tappeto di cui si discute qui”, hanno scritto i tre giudici nel verdetto di 97 pagine.

La NSA aveva usato la sezione 215 del Patriot Act per giustificare la raccolta dei metadati, in sostanza di tutte le telefonate scambiate nel paese, e tra i cittadini e l’estero. In realta’ cio’ che finisce nei “cervelli” dell’agenzia non sono le conversazioni, ma solo i tempi e la durata delle telefonate. Dall’incrocio di queste informazioni senza nome, gli esperti traggono elementi utili per concentrarsi su singoli casi sospetti, per indagare i quali la NSA deve pero’ ottenere il via libera da una Corte di Giustizia ad hoc. Ma cio’ non soddisfa i liberal e i libertari, oggettivi fans di Edward Snowden, che si trovano anche a Washington. Il capo della maggioranza Repubblicana al Senato, Mitch McConnell, non e’ tra costoro, e ha detto che il Patriot Act deve essere prorogato cosi’ come e’, non essendoci il tempo per introdurre ora alcuna modifica. Ma il clamore scatenato dalle rivelazioni dell’amico di Putin sulla NSA ha spinto Obama, la quasi totalita’ dei Democratici e una fetta di libertari Repubblicani ad abbracciare restrizioni operative sull’altare ideologico della segretezza malintesa.

Il risultato sara’ purtroppo un oggettivo indebolimento della capacita’ delle agenzie, dalla NSA all’FBI, di proteggere i cittadini e l’America. Proprio mentre le prime cellule dell’ISIS entrano in gioco sul territorio nazionale, e sul fronte estero l’Iran si avvicina al nucleare.

di Glauco Maggi

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