Cerca

Locale tecnico

Sharp Acquos Crystal X: display senza bordi, per davvero

Uno smartphone dal design finalmente fuori dal coro, che difficilmente vedremo in Italia

15 Maggio 2015

0
Sharp Aquos Crystal

Sharp Aquos Crystal: il vero edgeless

Sono tutti uguali: tutti ergonomici uguali, sono solidi smussati di tutte le dimensioni e di tutti i materiali. Davanti sono tutto vetro, dietro sono di metallo, di plastica, di vetro, bombato o meno. Cambia l’angolo di smussatura, ma non cambia il risultato. Il design è morto a favore delle caratteristiche. Gli smartphone sono diventati oggi delle padelle senz’anima, senza arte né parte. Qualcuno ricorda il Nokia foglia? La serie N? I Nokia Communicator? Ma anche uscendo dalla Finlandia, qualcuno ricorda i modelli Walkman e Cybershoot di Sony Ericsson con le loro livree colorate e la loro apertura rotante? La breve parabola di Benq Siemens, nata e finita con l’EF81, telefono a conchiglia in magnesio, alluminio e acciaio sponsorizzato da Ronaldo (non Cristiano) e con a bordo i temi ufficiali di Stae Wars. E i Motorola? Lo storico Razr con le sue linee essenziali (e la sua interfaccia terribile) e il Moto Aura, gioiello tecnologico con display oled circolare e realizzato con precisione da orologeria in materiali nobili e più costoso di un Apple Watch Edition.

L’eccezione che conferma la regola è l’Aquos Crystal di Sharp. Prestazioni mid-range con CPU Qualcomm Snapdragon 400 a 1,2 Ghz, 1 GB di Ram e 8 GB di memoria (ma espandibili fino a 128 GB). Fotocamera con flash led a 8 Mpx nella media, audio certificato Harman Kardon. Non sono queste le caratteristiche che compiscono gli acquirenti dell’Aquos Crystal: le specifiche tecniche sono eclissate dal design. Per anni ci hanno parlato di schermi “edgeless”, senza bordi, ma è sempre stato marketing fuorviante, non abbiamo mai visto uno schermo arrivare al bordo del telefono, anche oggi, con il Samsung Galaxy S6 Edge. Sharp con Aquos Crystal invece è sincera, tre bordi su quattro non esistono: il vetro dello schermo avvolge il bordo sopra e ai lati. Persino la capsula auricolare è invisibile e posta in alto, sul lato del telefono. Sotto vi è spazio solo per il logo di Sharp, la fotocamera, il microfono. È un parallelepipedo, ancora, ma lo spazio è davvero occupato esclusivamente dallo schermo che è lavorato con un taglio che ricorda il cristallo, da cui il nome. L’interfaccia (Android 4.4.2 Kitkat) è esaltata dall’assenza dei bordi, il pannello Sharp da 5 pollici è lo stesso che montano gli iPhone. Aquos Crystal è sottile, merito della batteria non rimovibile, è appare leggero e curato nei materiali, anche se è realizzato in policarbonato.

Costerebbe solo 129€ col cambio attuale e potrebbe essere il telefono perfetto in questo mondo di saponette clonate. Il problema è che questa meraviglia presentata ad agosto e commercializzata in America e in Giappone solo tramite vincolo con l’operatore telefonico non raggiungerà mai l’Italia. Così nella patria del design siamo costretti a tenerci le solite mattonelle smussate che tanto ci piacciono.

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Luca Rossi

Luca Rossi

Milano, 1987. Nel 2010 pubblica Hover. Viaggio nell’infanzia delle cose. Metà romanzo di formazione, metà saggio sull’antropologia del consumo, ha per protagonista un robot aspirapolvere con una coscienza filosofica. Dal 2013 collabora alle pagine culturali di Libero. Appassionato di fantascienza ha visto tutti i film da 1902 a oggi, senza mai scrivere nulla su Kubrick, ma maturando la convinzione che il futuro sia già stato immaginato. È lui ad avere la chiave del Locale tecnico, il blog di tecnologia di Libero

media