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Socialisti in cachemire

"Non servono 23 deodoranti": puzza di sudore (e follia anti-capitalista) tra i democratici americani

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"Non servono 23 deodoranti": puzza di sudore (e follia anti-capitalista) tra i democratici americani

Aria pesante nei circoli del pensiero democratico USA. Pesante, proprio nel senso che c’e’ puzza di sudore. Intervistato dal giornalista finanziario John Harwood, il candidato democratico per il 2016 Bernie Sanders e’ entrato nel dettaglio della sua visione dell’America, bocciando il consumismo capitalista e tessendo le lodi degli scaffali vuoti. ”Non abbiamo necessariamente bisogno di 23 deodoranti per le ascelle o di 18 differenti paia di sneakers (scarpe da ginnastica) quando ci sono bambini che hanno fame in questo paese”, ha detto il senatore socialista. “Non penso che i media capiscano il genere di stress con cui sono alle prese gli americani ordinari”. Lo capisce lui, il progressista che nemmeno s’accorge di parlare di corda in casa dell’impiccato. La casa socialista ideale per lui, e purtroppo reale per chi ci vive, e’ il Venezuela di Arturo Maduro. Sanders irride e condanna, da perfetto sinistro in cachemire, il sistema USA che crea ricchezza perche’ genera profitti e posti di lavoro dalla abbondanza e dalla concorrenza in un mercato libero: lui, che ha tra i suoi finanziatori massimi in Vermont i due soci miliardari inventori del gelato Ben & Jerry, che notoriamente i soldi li hanno fatti offrendo (53? 67? boh) varieta’ di gusti alla clientela, non solo la panna e il cioccolato. E per un articolo sfizioso, costoso, tutt’altro che indispensabile per i bambini che hanno fame.

Se lo sfidante socialista della Hillary va davanti a un supermercato nazionalizzato di Caracas a fare un comizio sostenendo che e’ un male, per il popolo, che ci siano troppi saponi in vendita, e svariate versioni di carte igieniche profumate o no, a doppio o triplo velo, e tante marche di scarpette per correre, passeggiare, giocare a calcio o a lacrosse, gli “ordinari” venezuelani che lo sentono chiamano gli psichiatri (cubani) della “neurodeliri” locale. Sanders e’ la punta dell’iceberg dell’ideologia marxista in voga oggi in America, ma e’ Obama che ha impresso via via una linea sempre piu’ di sinistra al proprio partito, persino accelerando dopo la scoppola subita, per causa sua, da senatori e deputati democratici nelle elezioni di medio termine di fine 2014.

Il risultato e’ una sorta di “febbre rossa” che sta colpendo Hillary e gli altri comprimari che sono gia’ scesi in campo (come il senatore del Vermont Bernie Sanders, appunto) o stanno per farlo (l’ex governatore del Maryland Martin O’ Malley e l’ex senatore della Virginia Jim Webb). Per non parlare della eminenza liberal Elizabeth Warren, che con il suo populismo trascinante anti-mercato, anti-capitalismo, anti libero commercio, e con la determinazione, finora mantenuta, di non candidarsi alla Casa Bianca e di restare senatrice, sembra Beppe Grillo che guida la rivoluzione nel paese senza presentarsi all’elettorato nazionale: alla Warren basta il cammellaggio dei liberal del Massachusetts per avere un posto in tribuna da cui influenzare il dibattito. A de Blasio, altro compagno emergente, va invece gia’ stretta la sedia da sindaco: infatti lascia che New York assista alla recrudescenza della criminalita’ violenta (gli omicidi sono aumentati del 53% nell’ultimo mese e del 15% da gennaio rispetto al 2014) e se ne va a tenere comizi in California e Iowa, facendo il conto alla rovescia di quando puntera’ al Kremlino, pardon …. alla Casa Bianca.

Difficile immaginare una forza politica piu’ dissociata dai veri problemi urgenti di quanto siano i DEM di oggi. Ci sono il rischio terroristico interno e la debacle in Libia, Siria, Iraq, Yemen? La risposta e’ abolire il Patriot Act e concentrarsi sul climate change. L’economia procede come una lumaca dopo sei anni e mezzo di cura Barack, big government e tassi zero? La risposta e’ redistribuire, e tarpare l’imprenditoria privata con l’iperregolamentazione. Quello che propone l’ “evoluzione” del pensiero obamiano, con il contagio che sta trasmettendo alla sua cricca di “amici-nemici” nel vertice del partito (Biden umiliato e la Clinton disprezzata) e’ sotto gli occhi di tutti. Della terra bruciata a sinistra da parte di Hillary abbiamo gia’ scritto qualche giorno fa (amnistia subito per tutti i clandestini; nozze gay con legge federale; paga oraria minima raddoppiata; permessi di maternita’ alla norvegese). Di Biden aspettiamo notizie, e se corre non ci deluderà quanto a demagogia. Oggi, intanto, registriamo il “sorpasso” ultra’ nell’elogio del pauperismo proposto da Sanders. Ha detto cose sicuramente applaudite, da lassu’, dal leader comunista Hugo Chavez, e ha spostato in avanti il paletto della politica illuminata dal socialismo liberal che si fara’ spazio nei dibattiti Tv per le primarie democratiche.

Il partito dei DEM avra’ insomma la possibilita’ di far vedere al Paese la sua anima e le sue ricette. E stara’ poi agli elettori decidere quanti deodoranti, pannolini, cartoni di latte e smart phones vorranno trovare nei supermercati sotto casa (o acquistabili online).

di Glauco Maggi

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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