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In picchiata

Hillary Clinton, sondaggi flop: è diventata la candidata "evitabile"

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Hillary Clinton, sondaggi flop: è diventata la candidata "evitabile"

E’ gia’ tempo di sorprese nella campagna per le primarie democratiche per il 2016, prima ancora che i dibattiti televisivi dell’estate daranno il via al confronto sul campo tra Hillary e i suoi sfidanti e offriranno ai meno noti il palco ideale per presentarsi e per crescere. E’ vero che l’ex segretaria di Stato ed ex First Lady resta la “candidata favorita”, ma gia’ questa definizione e’ un inaspettato arretramento da “candidata unica”, o “candidata inevitabile”, come era vista qualche mese fa: quando, deludendo l’ala liberal del partito, la senatrice rossa Elizabeth Warren aveva escluso una discesa in campo.


Adesso, i sinistri hanno trovato un altro campione. Sondaggio dopo sondaggio, da “macchietta” che era al momento dell’annuncio, il senatore socialista over 70 del Vermont Bernie Sanders sta erodendo il distacco abissale che lo distanziava all’avvio dall’ex First Lady, e il sito di gossip del Palazzo “The Hill” titola che “e’ ora che Hillary prenda la sfida di Sanders piu’ seriamente”. Non tanto perche’ il senatore ha detto “la mia non e’ una campagna di protesta, e’ una campagna per vincere”, ma perche’, ed e’ cio’ che conta, i democratici chiamati ad esprimersi in consultazioni interne di partito, o nel pubblico piu’ largo, gli stanno dando esplicitamente un sacco di preferenze.

E’ successo di recente in un convegno tra tesserati DEM del Wisconsin, in cui la Clinton ha preso il 49% dei voti, contro il 41% di Sanders, secondo WisPolitics.com. Otto punti, una inezia. E il trend si e’ confermato in Iowa e in New Hampshire, mettendo i brividi ad Hillary perche’ questi sono i primi due Stati in cui si terranno le primarie a inizio 2016, e saranno un banco di prova molto importante. Il sondaggio “Bloomberg Politics/Des Moines Register” , in Iowa, ha mostrato a inizio giugno che per il 16% dei democratici Sanders e’ la prima scelta, tre volte tanto il 5% di gennaio. Hillary e’ rimasta invariata al 57%. Sanders ha anche migliorato l’indice di popolarita’, con il 47% che lo vede favorevolmente, il 10% in piu’ del 37% di gennaio, mentre il 12% che lo vede male e’ restato stabile: segno che piu’ la gente lo conosce, piu’ lo apprezza. Dovesse Hillary ripetere la figuraccia del 2008, quando in Iowa arrivo’ addirittura terza perche’ non e’ amata in quello stato del Midwest, “ballerino” elettoralmente, contadino e conservatore, la nonna d’America arriverebbe molto preoccupata, al limite del panico, al secondo appuntamento in New Hampshire, sulla costa nord-occidentale. Li’ Bernie ha il vantaggio di essere ben conosciuto, essendo il senatore dello Stato confinante del Vermont, come dimostrano i risultati del sondaggio recentissimo della Suffolk University. Tra i DEM la Clinton e’ stata scelta dal 41%, incalzata da Sanders con il 31%. Ma va considerato che il restante 12% di voti espressi, distribuiti tra Joe Biden (7%), Martin O’ Malley (3%) Lincoln Chafee e Jim Webb (1% per entrambi), e’ di gente che ha voluto mandare un messaggio anti-Clinton. “Molti osservatori politici sapevano che il larghissimo distacco di partenza della Hillary (di circa 60 punti NDR) si sarebbe ridotto un po’ con il tempo”, ha detto il direttore del Centro di Ricerca Politica della Suffolk, David Paleologos. “Ma in New Hampshire gia’ adesso questa gara si presenta assai diversa da quelle in altri Stati”.

Il sondaggio mostra dati di dettaglio inquietanti per la sua campagna: Hillary e’ in testa tra le donne per 47% a 28%, ma e’ dietro a Sanders tra gli uomini per 35% a 32%. E il senatore e’ gia’ primo assoluto in cinque contee per 47% a 26%. Tra coloro che dichiarano di “conoscere entrambi i candidati”, Hillary batte Sanders solo per 38% a 35%, confermando che il senatore ha ampi margini di crescita. “Clinton e’ in testa perche’ la maggiornaza della gente non sa ancora chi sia Sanders”, ha spiegato Paleologos. Quanto alle inclinazioni politiche-ideologiche, la Clinton guida tra chi si dichiara moderato per 46% a 26%, mentre tra chi si autodefinisce liberal e’ un testa a testa, 39% a entrambi. Dove andranno i moderati, che ancora si ricordano della fama di “centrista” di Hillary in quanto moglie del pragmatico Bill presidente, via via che si renderanno conto della metamorfosi dell’ex segretaria di stato in pasionaria alla sinistra di Obama? Il problema a quel punto sara’ di credibilita’ del personaggio, con gli americani che la giudicano “bugiarda e non degna di fiducia” vicini al 60%.

di Glauco Maggi 
twitter @glaucomaggi

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