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Il voto al Congresso

Patto di libero commercio, la vendetta di Obama e Gop sui liberal

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Patto di libero commercio, la vendetta di Obama e Gop sui liberal

Grande vittoria del GOP e di Obama in Congresso. E’ la rivincita dell’umiliazione patita da Barack la settimana scorsa, quando una maggioranza di democratici, guidati dalla leader della minoranza Nancy Pelosi, avevano votato alla Camera contro una legge, che i senatori Democratici avevano richiesto specificamente e che avevano peraltro gia’ approvato assieme ai Repubblicani un mese fa. Un voto tattico, quello della Pelosi e degli altri liberal seguaci di Elizabeth Warren (a cui si e’ accodata anche Hillary Clinton dopo settimane di dubbi e dopo lo sgambetto a Obama ), che doveva avere lo scopo strategico di affondare definitivamente le trattative per il Patto di libero commercio, che Obama ha in corso con il Giappone e altri 11 Paesi. I sindacati si sono sempre ferocemente opposti alla apertura della concorrenza e delle merci, per protezionismo puro, e hanno pressato fino all’ultimo anche questa mattina i senatori DEM affinche’ non votassero la legge procedurale presentata dal leader della maggioranza in Senato, Mitch McConnell del GOP. Ma la mozione e’ passata con i 60 voti che erano richiesti (su 100 senatori, e' la cosiddetta maggioranza "qualificata" ) per assicurare che il patto, una volta siglato con i partner esteri, non sia soggetto ad emendamenti ma sia approvato o bocciato con un voto secco in aula. McConnell ha promesso che entro domani, mercoledi’ , sara’ messo ai voti anche il provvedimento che istituisce corsi di addestramento per i lavoratori eventualmente in crisi a causa del patto. In precedenza le due misure erano state fatte passare al Senato in un unico pacchetto, proprio a richiesta dei DEM che volevano un “contentino”. Subito dopo il doppio passaggio al Senato delle due leggi, sara’ la volta della Camera di fare il bis: lo Speaker John Boehner, che in questa occasione ha mostrato di saper lavorare in stretta partnership con il capo del GOP al Senato, ha gia’ fatto sapere che presentera’ le due leggi affinche’ arrivino sul tavolo del presidente prima della vacanza del 4 luglio, il Giorno dell’Indipendenza. A quel punto, visto che comunque la Procedura accelerata sara’ diventata legge, sarebbe puro masochismo per i DEM non votare la parte pro-addestramento dei lavoratori. A Obama, infatti, e soprattutto al GOP, cio’ che interessa davvero e’ la norma passata alla Camera una settimana fa e al Senato stamattina sulla Procedura Accelerata.

I voti contrari, oggi, sono stati 37, con 3 assenti. Per il suo passaggio bipartisan (i repubblicani sono 54 e i democratici 46 al Senato), la mozione ha dovuto contare su 13 DEM, poiche’ una minoranza protezionista di conservatori vicini ai Tea Party aveva annunciato il suo voto contrario. Tra costoro anche i senatori candidati presidenti Rand Paul e Ted Cruz, che con questo voto si sono garantiti magari qualche finanziamento e qualche voto in piu’ nel loro elettorato, ma sono destinati a perdere ulteriore stima, e chance nelle primarie, tra i repubblicani dell’establishment, e presso il mondo degli imprenditori. Perche’, se da una parte le union fanno fuoco e fiamme per ‘proteggere’ le merci USA, e i posti di lavoro di limitati settori industriali che devono affrontare la competizione internazionale, tutti i produttori di merci in generale, di servizi e di prodotti dell’agricoltura sono al contrario interessatissimi allo sviluppo di scambi con l’estero e all’apertura degli altri potenziali acquirenti di merci americane.

di Glauco Maggi 
twitter @glaucomaggi

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