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Doppi pesi

Vietato parlare della città di Obama

Dicevi Bush e pensavi al suo Texas, spesso in modo negativo. La Windy City di Barack è peggio, ma nessuno osa collegarla al presidente

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Vietato parlare della città di Obama

di Glauco Maggi 

Quando c’era Bush, si scriveva di lui, nella stampa italiana ed europea con disprezzo, che era “texano”. Bush uguale Texas (anche se non era nato lì), e Texas uguale a stato senza legge, di petrolieri, di cowboy rozzi, ignoranti. Ah, e anche ultracristiani. Andiamo su a nord est e troviamo l'Illinois. E' lo stato di Chicago, cioè del presidente appena riconfermato. Ma Obama uguale Chicago (anche se non è nato lì) non fa scattare un bel niente. Eppure ce ne sarebbero di etichette da appiccicare alla Windy City. Non che è olimpica, visto che Obama-Michelle sono stati spernacchiati quando l'hanno proposta al Comitato Olimpico. Chicago ha altri record. Ha avuto quasi tutti i governatori recenti in galera per corruzione. La città ha contato 506 omicidi nel 2012, record nazionale, e in gennaio ce ne sono già stati una quarantina, che per il mese gelido è una performance che non si vedeva da diversi decenni. E la cronaca cittadina ha registrato il degrado umano e l'impennata della malavita con episodi mozzafiato. La polizia ha appena comunicato che un bambino di 12 anni ha rapinato un compagno di 11 usando un'arma-replica di un vero revolver, non una pistola giocattolo da cowboy del Texas. E Michelle ha partecipato in veste privata ai funerali in chiesa di una ragazzina di 15 anni che è stata ammazzata mentre era in un parco giochi, nel quartiere dove la First Lady viveva da giovane, e poi da moglie di Barack. Uccisa per sbaglio, nel fuoco di una gang che aveva scambiato il gruppetto di giovani dov'era lei per una banda avversaria. 

Ma dove sono finiti i "frutti" del lavoro da attivista di quartiere, l'ultimo e molto vantato impiego di Obama prima di "salire in politica"? Nel tessuto di Chicago la traccia dell'"impegno sociale" da marxista, pro minority, dell'avvocato di Harvard non si vede nell'avanzamento delle condizioni di vita delle minoranze, con i disoccupati oltre la media nazionale, né nel recupero culturale, familiare e umano delle "comunità" afro-americane. E tantomeno nella lotta alla criminalità, viste le cifre. In compenso, il seme dell'opera dell'attivista-poi-senatore-poi-presidente lo si è visto nelle rivendicazioni dei sindacati locali. Le scuole sono state chiuse per alcune settimane per le proteste dei maestri che non accettavano di pagare i contributi sanitari, come fanno tutti i lavoratori privati. E ieri i poliziotti, non certo come premio di produttività, hanno chiesto il 12% di aumento in busta paga, più altri benefici. Intanto, le casse dello stato sono vuote e il bilancio è in rosso da anni. Che è il contrario del Texas, dove aumentano la popolazione e l'occupazione. Ma dire Texas è dire Bush, con l'incorporato giudizio negativo. Mentre Chicago e Obama sono una semplice e distaccata constatazione fattuale di prossimità. Chi si permettesse di usare l'Illinois per sminuire il presidente sarebbe politicamente scorretto. E infatti nessuno lo fa. E anche chi dentro di sé non può non notarlo se lo tiene per sé. 

twitter @glaucomaggi

 

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