Cerca

i mazziniani

Quarant'anni fa usciva il film "Amici miei", lo stesso anno in cui è nato il premier Matteo Renzi. Il film è storia, mentre i figli di quei personaggi sono al potere...

Dal quel decennio dei settanta sono uscite due generazioni: i "figli delle Stelle" e i figli di "Amici miei". L'Italia che sogna e l'Italia che governa

La canzone di Alan Sorrenti, uscita nel 1977, è stata la colonna sonora di quell'anno. In cui è nata Giorgia Meloni 

Enrico Paoli

Enrico Paoli

Toscano di nascita, ma romano di adozione (e vocazione) ha iniziato a "imbrattare" pagine al Tirreno di Livorno, scrivendo di sport e spettacoli, passando poi alla Nazione di Firenze. Prima di approdare al Giornale, (edizione toscana) si è divertito lavorando in radio (una passione che non accenna a diminuire nonostante gli anni). A Libero sono arrivato quasi dieci anni fa, per "colpa" di Feltri, transitando per la cronaca di Roma, che ho guidato sino al 2007. Da allora ad oggi politica e Rai.... quanto basta per non annoiarsi....
Matteo Renzi

Matteo Renzi visto da Benny

Ci sono  i “figli delle stelle” e ci sono i figli di “Amici miei”. I primi, forse, sognano. I secondi, invece, governano.  I primi sono nati attorno al 1977, i secondi nel 1975. Del resto se fai parte del mondo onirico, riconducibile alla celebre canzone di Alan Sorrenti che ancora oggi fa ballare giovani coppie e innamorati senza età,  non puoi avere una esatta collocazione temporale, sarebbe una evidente contraddizione in termini. I figli di “Amici miei”, invece,  hanno uno loro anno anagrafico ben definito. Nel 1975 esce il film pensato da Pietro Germi “Amici Miei”. A firmarne la regia è Mario Monicelli che dirige un cast stellare. Quella pellicola non solo segna un epoca ma passa alla storia come l’epopea delle zingarate, dell’esaltazione dell’amicizia come cura all’aridità dei tempi. Il film è ambientato e girato a Firenze. In una Firenze sorniona, non ancora cannibalizzata dai turisti che l’hanno trasformata nella Disneyland dei vacanzieri mordi e fuggi. In quello stesso anno,  a non  molta distanza dalle rive dell’Arno, nasce Matteo Renzi, attuale presidente del Consiglio.  Nel 1977, invece, nasce Giorgia Meloni e a fare da colonna sonora a quell’anno è la canzone di Sorrenti: “noi siamo figli delle stelle, senza storia senza età eroi di un sogno”… Per dire… Una figlia delle stelle se vogliamo, che sogna di conquistare Palazzo Chigi, togliendolo a chi se lo è preso con giochi di potere e intrallazzi di Palazzo. In questo particolare c’è il tratto del Matteo Renzi non figlio di Amici Miei, ma di House of card. Cinismo e spregiudicatezza all’ennesima potenza.

Ma quello che governa l’Italia, invece, è esattamente un personaggio di Amici miei. Un mix fra il Conte Mascetti e il Necchi, quello della “supercazzola come fosse antani” e il proprietario del bar. E con l’arrivo di Denis Verdini alla corte renziana il quadro è completo, visto che Renzi ha ritrovato il professor Sassaroli, il medico interpretato da Adolfo Celi, cinico e scafato, al punto da giocare anche con i malati. Ecco,  i figli di Amici Miei sono al potere, hanno conquisto Palazzo Chigi e  da li gestiscono il Paese. Le loro zingarate sono incursioni nel mondo della finanza e dell’economia, condite da voli di Stato e elicotteri blu. Altro che 1100 o auto d’occasione …  Eppure, a distanza di 40 anni, a far ridere e riflettere è il film e non il cast che amministra l’Italia, pur essendo nati nello stesso anno. Certo, le supercazzole sono le stesse che il Conte Mascetti, Ugo Tognazzi nel film , rifila ai malcapitati. Ma lì, nel mondo di celluloide, sono amara ironia, salace battuta. Nella vita reale sono fastidio e rabbia. La promessa della riduzione delle tasse, l’assenza di una vera strategia economica, la politica del tutti insieme pur di stare al potere,  sono elementi  certi, sui quali  la cronaca si esercita ogni giorno, senza trovare il bandolo della matassa. E quando lo trova non riesce a dipanarlo sino in fondo. I figli delle stelle, invece, guardano al cielo e indicano una strada, magari un po’ tortuosa, ma con indicazioni chiare.  Una sintesi fra i due mondi sarebbe la risultante migliore, ma non si può avere tutto nella vita. E chi ama la finzione alla realtà può sempre andarsi a rivedere il film, che compie 40 anni ma non li dimostra. In fondo anche i figli delle Stelle sanno essere “Amici Miei”. Modesto dettaglio, l’anno prima, nel 1974, era uscito un altro film che ha fatto epoca: “C’eravamo tanto amati” firmato da Ettore Scola. Ci sono anche i figli di ‘C’eravamo tanto amati”, ma hanno fatto altro …

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • alkhuwarizmi

    01 Agosto 2015 - 20:08

    Speriamo di riuscire presto a dimenticare Monicelli, Amici miei, Scola, C'eravamo tanto amati, i figli delle stelle etc. etc. ed a vivere nel presente, che costituisce la premessa del futuro, per chi ancora ne ha uno, o si illude di averlo. Non dovremmo dimenticare le follie del trio Monti-Letta-Renzi, ove quest'ultimo, arrogante politico superstar, fa del suo meglio per distruggere l'Italia. Amen

    Report

    Rispondi

  • marioangelopace

    29 Luglio 2015 - 22:10

    non l'ho mai visto, sono un reprobo?

    Report

    Rispondi

blog