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Complimenti per la trasmissione

"Tutti a casa", tu chiamale, se vuoi, elezioni

Mtv tra i giovani politici

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
"Tutti a casa", tu chiamale, se vuoi, elezioni

“Ma la politica è una cosa sporca o è l’aria che respiriamo?...”.
 Amletico è il rovello del giornalista David Parenzo che, ogni santa mattina, come nel film Il giorno della marmotta, sempre con gli stessi nevrotici gesti, spegne la sveglia, si lava i denti non potendo con la coscienza e, in pigiama, apre la sua giornata a tutti i movimenti politici della Capitale. Dopodichè, per capire per chi votare e cercare di insufflare dubbi e certezze agli under 30, decide d’infilarsi con telecamera nel microcosmo delle sezioni giovanili dei partiti prima del voto. Una al giorno. Ne esce Tutti a casa (Mtv speciali random, il prossimo il 19 febbraio, prime time), un originalissimo reportage nelle viscere della politica ispirato solo nel titolo al capolavoro di Comencini, anche se di Alberto Sordi Parenzo possiede l’approccio paraculo e l’ironia spiazzante. 
Premetto che David, erede un po’ di Funari e un po’ di Pannella, è un amico, ci ho anche lavorato assieme. Potrei apparire di parte. Alcuni lo adorano, altri, specie politici ne hanno una stima opinabile (“C’è stato solo un parto anale al mondo e, guarda caso , è uscito Parenzo”). Ma nessuno, neppure un cieco non può non notarne la capacità di mettere a nudo il Palazzo diventando, nell’ordine: renziano con i renziani con tanto di camicia bianca, giacca lucida come il pensiero di Obama e bersaniano coi bersaniani (specie quando Bersani vince) ; e grillino con i grillini, armato di paletta e secchiello per pulire i parchi e staccare i manifesti; e berlusconiano coi berlusconiani fermando le signore sconosciute per strada con domande spiazzanti tipo “E con l’immigrazione come la mettiamo?”. Parenzo s’imbuca tra i Fratelli d’Italia della Meloni e scopre di aver letto Il signore degli anelli dodici volte e difende la “famiglia tradizionale” anche se poi domanda: “Ma se sono destra non posso amare uno dello stesso sesso?”. Si mette la pettorina del M5S e invoca la democrazia diretta, anche se poi chiede ai colleghi: “Ma se il candidato è il signor Bubu mai visto e scelto via web, come faccio a capire se è bravo?”. Infine scopre che molti dei ragazzi che “da grande” vorrebbero “fare i politici” sono assai meno appassionati e più opportunisti di quanto si potrebbe supporre. Molti altri sono puri e onesti, ma poi si cresce. Parenzo è l’inviato 2.0: pirotecnico, talora troppo, al punto da ingoiare i propri interlocutori. Tutti a casa rientra nell’iniziativa “Io voto”, un tutoraggio da servizio pubblico. Ovviamente non va sulla Rai…

 

 

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