Cerca

L'intesa del terrore

Bell'accordo, Obama! Dopo la firma "nucleare", l'Iran promette: "Estinzione di Israele entro 25 anni"

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Bell'accordo, Obama! Dopo la firma "nucleare", l'Iran promette: "Estinzione di Israele entro 25 anni"

L’ultimo sondaggio del Pew Research, pubblicato oggi, mostra che solo un americano su 5, il 21%, appoggia l’accordo nucleare voluto da Obama con l’Iran, con il 49% che e’ contrario e il resto che non ne sa abbastanza. In luglio i favorevoli erano uno su 3, il 33%, e gli oppositori il 45%. Una caduta di 12 punti in 60 giorni. La diffidenza aumenta via via che si avvicina il confronto in Congresso, dove un voto e’ previsto in settimana. Ma se domani si dovesse aggiornare la rilevazione della Pew e’ certo che gli oppositori nel paese sarebbero ancora di piu’: oggi, infatti, sono uscite le dichiarazioni dell’ayatollah Khamenei, che ha previsto l’estinzione di Israele entro 25 anni.

“Dopo le negoziazioni, nel regime sionista dicono che non hanno piu’ preoccupazioni circa l’Iran per i prossimi 25 anni: innanzitutto io direi che tu, Israele, non arriverai a 25 anni. Dio volendo, non ci sara’ qualcosa come un regime sionista entro 25 anni. Secondariamente, fino ad allora, il morale eroico della jihad non lascera’ un attimo di serenita’ per i sionisti”, ha scritto il Supremo Leader nel suo inglese zoppicante, ma chiarissimo nel messaggio.

Quanto all’accordo con gli Usa, Khamenei ha detto che “noi approviamo i colloqui con gli Stati Uniti sulla questione nucleare specificamente. Non abbiamo autorizzato discorsi con gli USA in altri campi e noi non negoziamo con loro, perche’ qualsiasi altro tema sarebbe uno strumento per la penetrazione e l’imposizione delle loro pretese e volonta’”. Citando il fondatore della Repubblica Islamica e suo predecessore Ruhollah Khomeini, Khamenei ha anche twittato: “@IRKhomeini disse ‘gli USA sono il Grande Satana’, alcuni insistono nel dipingere questo Grande Satana come un angelo”, alludendo pesantemente alle fazioni meno estremiste della gerarchia al potere a Teheran e ribadendo la linea dura.

Questo e’ il nemico con cui Obama vuole fare la pace, e il paradosso e’ che, calpestando la Costituzione, Obama non ha presentato il patto per quello che e’, cioe’ un accordo internazionale, perche’ cio’ avrebbe richiesto i due terzi dei voti favorevoli, ossia 67 senatori su 100. Ha deciso invece di trattare l’intesa come una legge, accettando soltanto che il Congresso presentasse una risoluzione di “disapprovazione” dei termini dell’accordo, dei quali i parlamentari sanno pochissimo, e quel poco che conoscono e’ inquietante.

Con questa procedura, e’ bastata una minoranza dei senatori democratici, a loro volta in minoranza in senato, 46 su 100 contro 54 del GOP. In una prima fase Obama ha raccolto l’impegno di 34 senatori DEM contro la mozione di disapprovazione, di fatto garantendosi che in caso di suo veto presidenziale non si potesse formare una maggioranza bipartisan di 67 senatori che avrebbe annullato il veto. Poi e’ andato oltre, e ha messo insieme 42 senatori, sempre tutti DEM, che potranno impedire che il Senato approvi la mozione di disapprovazione con la prevista supermaggioranza di 60 voti. Con tanti alleati, sia pure di minoranza in Congresso per non dire nella nazione, il presidente non avra’ neppure da usare il proprio veto, giacche’ la legge di bocciatura non gli arrivera’ mai sul tavolo per la firma: infatti, servono 60 voti per impedire l’ostruzionismo procedurale, e se 42 senatori DEM sono d’accordo con Obama la maggioranza dei senatori del GOP, 54, non puo’ neppure portare al voto in aula in Senato la mozione di rigetto che la Camera invece approvera’ di sicuro.

Il passaggio del patto con l’Iran e’ quindi un fatto compiuto in Congresso, ma e’ anche l’avvio di una battaglia politica che entrera’ di peso nella campagna presidenziale. Oggi Donald Trump e il senatore Ted Cruz hanno guidato una manifestazione a Washington condannando l’intesa, mentre da parte sua la Clinton ha tenuto un comizio da colomba e falco allo stesso tempo. Si e’ detta a favore dell’accordo per schierarsi con Obama e con il partito democratico nel tentativo di recuperare le posizioni e di respingere l’assalto interno di Sanders e Biden. Ma ha anche aggiunto che, da presidente, usera’ la forza per impedire che l’Iran si faccia la bomba: questo per tenere buoni gli ebrei e in generale l’opinione pubblica che e’ contraria all’intesa. Meta’ Obama e meta’ Dick Cheney, Hillary e’ disposta a dire tutto e il contrario di tutto, pur di risalire nei sondaggi.

di Glauco Maggi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • giorgio_collarin

    19 Novembre 2015 - 17:05

    gli fu dato il nobel della pace!!!

    Report

    Rispondi

  • lepanto1571

    10 Settembre 2015 - 09:09

    Il peggior presidente degli USA, per fino di Carter. Venuto dal nulla (probabilmente neanche americano), finanziato da lobby industriali, musulmano e antiisraeliano. Sta creando una situazione da 3a guerra mondiale per aiutare uno stato filo terroristico e antioccidentale.

    Report

    Rispondi

blog