Cerca

La frase del giorno

Porno specchio-riflesso al Senato: la versione di D'Anna (che fa un po' ridere)

Andrea Tempestini

Andrea Tempestini

Milanese convinto, classe 1986, peregrinazioni giornalistiche tra Milano, Urbino, New York e ancora Milano, a "Libero" da maggio 2010. Prima economia, poi online, dove continuo a scrivere di economia e politica. Il mio sogno frustrato è l'Nba. Adoro Vespe, gatti, negroni e mr. Panofsky. Su Twitter @anTempestini

Porno specchio-riflesso al Senato: la versione di D'Anna (che fa un po' ridere)

"È come se io, dopo una rissa, ai carabinieri che intervengono dopo, spiego e mimo il gesto che l'ha scatenata e i militari poi ammanettano me invece degli autori", Vincenzo D'Anna, intervista a Il Mattino, 6 ottobre.

Chissenefrega della riforma del Senato, non appassiona nessuno, ma proprio nessuno. Vuoi mettere con i gestacci in rapida successione degli improvvidi Barani e D'Anna? Galeotto fu il tic da stadio, il "gesto sessista", che oggi come oggi è tutto "sessista": cinque giornate di squalifica. E rabbia incrociata: delle vittime del "gesto sessista", che chiedono (forse) anche punizioni corporali, e dei senatori col tic da stadio, che si difendono con veemenza sulle pagine di tutti i quotidiani e sugli schermi di tutte le reti televisive. E così, come si deve credere alla ricostruzione grillina del gestaccio del Barani (di cui non c'è prova-video), si deve pur credere alla ricostruzione fornita dal D'Anna nell'intervista a Il Mattino (si tenga conto, però, che contro il D'Anna depone anche la prova-video, il moviolone che impazza online).

D'Anna, furibondo, tra un "mi volevano inculare" e un "a chi gli brucia il culo" (testuali, ndr), ci ripropone la sua versione dei fatti: fregato dalla strategia dei diabolici pentastellati. Spiega che "è successo di tutto, in quell'Aula, tra scarpe lanciate e striscioni, ma ora ci vado di mezzo io che volevo mettere un po' d'ordine perché il presidente non ne è capace". Gli si ricorda che il gesto immortalato dalla prova-video è inequivocabile, ma lui ribatte, prontissimo: "Ancora? Io stavo mimando solo il gesto che la Lezzi (grillina, ndr) aveva fatto prima a Barani. Quella che oggi fa l'educanda e dice che si toccava la pancia, indicava invece le sue parti più basse". Ecco, è questa la ricostruzione a cui è pur giusto credere (fermo restando che è più che corretto spendersi in una sonora risata per il fatto che il senatore D'Anna vada a raccontare alla stampa che stavano giocando a una versione spinta di "specchio riflesso", poco consona a Palazzo Madama).

Non arretra di un millimetro, il verdiniano, e dettaglio dopo dettaglio fornisce la sua precisissima ricostruzione. Altro che gestaccio, "ho richiamato l'attenzione di Grasso e della Boschi per avvertirli di quello che stava accadendo (...). Ed ho solo mimato il gesto della Lezzi. È come se io, dopo una rissa, ai carabinieri che intervengono dopo (che sarebbero, s'intuisce, Grasso e Boschi, ndr), spiego e mimo il gesto che l'ha scatenata e i militari poi ammanettano me invece degli autori". A fregarlo, appunto, sono stati i grillini: "Preparano tutto e sono già pronti con i telefonini per dare un minuto dopo tutto ai telegiornali". Giusto credergli, al senatore D'Anna; giusto riconoscere ai pentastellati il successo di una "strategia" perfida ed efficace. Resta un dubbio: dopo essere stato fregato, era proprio necessario difendersi con quella storia dei carabinieri e dei militari che lo ammanettano? La sonora risata è d'obbligo. In tutti i sensi.

di Andrea Tempestini
@anTempestini

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog