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Tela Genova: l'incontro tra arte e moda

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Tela Genova: l'incontro tra arte e moda

La storia del jeans  è come un romanzo. Numerose sono le testimonianze  sul primo utilizzo della "Tela Genova". La più suggestiva risale al XVI secolo: è un dipinto  della Passione di Cristo su tessuto jeans.
Parati sacri conservati presso il museo Diocesano di Genova con  dipinti del XVII secolo riconducibili al pittore discepolo di Caravaggio. Statue settecentesche con pantaloni in “Tela Genova”.  

Un filo blu attraversa la storia: Giuseppe Garibaldi, durante lo sbarco dei mille a Marsala, indossava come molti suoi garibaldini, un paio di jeans, oggi conservati a Roma presso il Museo centrale del Risorgimento all’interno del Vittoriano, a testimonianza del "Jeans più vecchio del mondo”.

Per i Maya, il blu era il colore dell’universo, per gli antichi Egizi era il colore del mistero e dell’introspezione. Con il Cristianesimo acquisisce significati legati alla calma, alla pace e alla serenità. Renoir diceva che solo grazie alla mancanza del colore nero e alla sostituzione con il blu nacque l’Impressionismo.

"Blue” indica il colore, “Jeans” la città d’origine: entrambi i fattori hanno avuto a Genova e più precisamente nel suo porto e nel suo fervore commerciale, la tappa iniziale del loro lungo cammino per le vie del mondo. L’origine del nome “blue jeans” viene fatta risalire alla storpiatura che la lingua inglese ha dato nel tempo al nome “blue de Genes” (blu di Genova), nome con il quale veniva indicato un tipo di telone di colore blu usato sulle navi per vele e copertura delle merci.

A “Tela Genova”, oggi il compito di riprodurre un originale pezzo di storia, tutta italiana. Ogni jeans è un piccolo "capolavoro" e un capo che non può assolutamente mancare nel guardaroba. Prodotto con filati pettinati che conferiscono un look usurato naturale. Il risultato: denim di qualità e d'altri tempi.

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Daniela Mastromattei

Daniela Mastromattei

Daniela Mastromattei è caposervizio di Libero, dove si occupa di attualità, costume, moda e animali. Ha cominciato a fare la giornalista al quotidiano Il Messaggero, dopo un periodo a Mediaset ha preferito tornare alla carta stampata

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