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La frase del giorno

Un Casini è per sempre. Funambolico Pier Ferdinando: ci spiega perché, lui, non sparirà mai

Andrea Tempestini

Andrea Tempestini

Milanese convinto, classe 1986, peregrinazioni giornalistiche tra Milano, Urbino, New York e ancora Milano, a "Libero" da maggio 2010. Prima economia, poi online, dove continuo a scrivere di economia e politica. Il mio sogno frustrato è l'Nba. Adoro Vespe, gatti, negroni e mr. Panofsky. Su Twitter @anTempestini

Pier Ferdinando Casini

"Renzi è l'esatta dimostrazione di quello che intendo per selezione necessaria e democratica", Pier Ferdinando Casini, intervista a Il Corriere della Sera, 12 ottobre.

Di Pier Ferdinando Casini c'è sempre bisogno e no, non sparirà, mai. Si passerà ora in rassegna una serie di frasi tratte dalla sua intervista al Corsera grazie alle quali, in breve, si potrà dedurre con semplicità perché "un Casini è per sempre".

1) "Il caso Marino, ma anche quello di de Magistris a Napoli, di Doria a Genova, di vari presidenti e amministrazioni regionali, sono tutti segnali del fallimento dell'idea che la politica possa essere sostituita dall'improvvisazione, dal populismo, dal dilettantismo coperto dalla vocazione dell'uomo forte o della provvidenza". Traduzione: dei vecchi arnesi della politica (come me, ndr) non si può fare a meno.

2) "Le scorciatoie dell'uomo nuovo con vocazioni moralistiche, che poi magari cadono al primo ostacolo, non portano da nessuna parte". Traduzione: idem come sopra. Traduzione-bis: "La cattiveria dei buoni è pericolosissima" soprattutto per me (semi-cit.).

3) "Con tutti i suoi difetti, la Prima Repubblica ha prodotto politici come Veltroni, Rutelli, oggi Fassino a Torino". C'è poco da tradurre, si lascia al lettore la valutazione dei nomi proposti da Casini. La frase, però, è funzionale all'introduzione delle frasi successive: si noti come Casini faccia i nomi, nell'ordine, del primo segretario del Pd (Veltroni); di uno dei fondatori del Pd (Rutelli); dell'ultimo segretario dei Ds, poi confluiti nel Pd (Fassino). Eppure sembrava di ricordare che Casini avesse una storia politica un poco differente.

4) "Non sono il segretario del Pd, i nomi non li scelgo io". Così Casini interpellato sui nomi potabili per il dopo-Marino a Roma. Traduzione: il "Partito della Nazione" esiste già. Io non sono il leader, dunque decida Renzi in totale autonomia, non lo infastidirò. E l'Udc? Ma dai, l'Udc...

5) "Marchini non è un personaggio politico, ma gli do atto di essere rimasto in consiglio comunale a fare le sue battaglie dai banchi dell'opposizione quando in tanti, me compreso, gli hanno offerto una candidatura politica". Traduzione: nel caso specifico di Marchini, l'uomo nuovo con vocazioni moralistiche non è poi tanto male. Chissà mai che alla fine non sia lui il candidato del centrodestra. Magari potrebbe anche vincere, chi lo sa. E chissà se io ci rimarrò, nel Partito della Nazione. Dunque, Marchini promosso (ah "Arfio", ricordati di me, nel caso...).

6) "Renzi è l'esatta dimostrazione di quello che intendo per selezione necessaria e democratica". Traduzione: i miei omaggi al leader, di cui snocciolo l'intera carriera (dalla segreteria provinciale della Margherita alla presidenza della Provincia, dalla poltrona di sindaco e fino alle primarie per la segreteria del Pd) fingendo di scordare che con buona pace della selezione necessaria e democratica, a Palazzo Chigi, non lo ha mai eletto nessuno.

Andrea Tempestini
@anTempestini

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Commenti all'articolo

  • querela

    19 Ottobre 2015 - 05:05

    per forza ! ognuno ha i suoi santi protettori! lui ha San. caltagirone!

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  • minosse1943

    13 Ottobre 2015 - 19:07

    "Quem deus vult perdere dementat prius" "a coloro che vuole rovinare, Il Signore toglie prima la ragione ". Evidentemente con Casini ha voluto proprio calcare la mano. Minosse

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