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La Bellucci, Sabella e Warhol allo "Studio 54"

Politici e vip al party organizzato da JTI per la Festa del Cinema di Roma

21 Ottobre 2015

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La Bellucci, Sabella e Warhol allo

C'era Monica Bellucci fasciata in un abito di pizzo, reduce dagli applausi per il suo ultimo film, "Ville-Marie", girato in Canada e presentato ieri alla Festa del Cinema di Roma. Poi c'erano Andy Warhol e Marilyn Monroe, Mick Jagger di cartone stampato sulle facce dei presenti, veneri nere in persona (la modella Youma Diakite) e maschioni con le piume di struzzo. Colori fluo e roller in pista, luci psichedeliche e paillettes, il parterre di politici renziani discotecari (immancabile il tesoriere Francesco Bonifazi) e l'assessore alla Legalità del Comune di Roma, Alfonso Sabella, il più mediatico del Campidoglio, dopo il sindaco Ignazio Marino, che forse si dimette o forse no: chissà, è un cinema anche lì.  Un festone in perfetto stile "Studio 54", quello organizzato al Mood di Roma da JTI (Japan Tobacco International), il colosso delle sigarette che
da sette anni è sponsor della Festa del Cinema. Ogni anno un party a tema e, stavolta, era la mitica discoteca di Manhattan, ritrovo di artisti e personaggi del calibro degli Stones, di Truman Capote, Paloma Picasso ed Elio Fiorucci. Lo "Studio 54" ha segnato un'epoca, con la sua musica, i neon colorati, i vip e i loro eccessi. Per questo l'esclusiva festa per promuovere il film della Bellucci ha attinto da Muccassassina per l'animazione e ai videomapping dei Quiet Ensemble. Ma JTI non si occupa solo di jet-set e cinema, anzi: nell'ambito della collaborazione con l'Associazione italiana persone down Onlus (Aipd), ha deciso di riservare un carnet di accessi alle proiezioni e agli eventi in programma proprio a questi portatori di handicap, come già fa per la Scala di Milano, la Biennale di Venezia e i luoghi tutelati dal Fai. In modo che tutti possano avere accesso alle bellezze del nostro Paese.
Una Polaroid ha suggellato il ricordo della festa in stile vintage allo "Studio 54" per l'occasione ricreato a Roma.

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Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.

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