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La frase del giorno

Evviva Fiorello: "calcio" al Motomondiale? No, "calcio in faccia" a chi non difende Valentino Rossi

Andrea Tempestini

Andrea Tempestini

Milanese convinto, classe 1986, peregrinazioni giornalistiche tra Milano, Urbino, New York e ancora Milano, a "Libero" da maggio 2010. Prima economia, poi online, dove continuo a scrivere di economia e politica. Il mio sogno frustrato è l'Nba. Adoro Vespe, gatti, negroni e mr. Panofsky. Su Twitter @anTempestini

Valentino Rossi e Marc Marquez

"Se mi provocano reagisco e passo dalla parte del torto... E dopo me ne dispiaccio... Daje Vale!", Rosario Fiorello dopo il fattaccio di Sepang, su Twitter.

Un diluvio di "un calcio al mondiale", "svanisce il mito del freddo calcolatore", "come Zidane", "tutti i campioni che perdono la testa poco prima del trionfo". Analisti che sanno il fatto loro - Giacomo Agostini su tutti -, pur riconoscendogli alcune attenuanti, faticano ad assolverlo. Non si chiede un'assoluzione piena, ma almeno parziale. Persino Loris Capirossi, durante la telecronaca, lasciava intendere quale fosse il suo pensiero, ovvero che Valentino Rossi fosse de facto indifendibile. Persino Guido Meda, in un modo o nell'altro, lasciava intendere che la pensava un po' come Loris. Non si parli poi degli ex centuari bastonati in pista dal Vale - da Max Biaggi a Casey Stoner - che aspettavano soltanto il momento buono per condannarlo.

Va bene, a caldo, in diretta, dopo sette giri di follie kamikaze a 300 all'ora, l'istinto era quello: ha sbagliato il Dottore. Non doveva farlo. Forse non avrebbe dovuto farlo. Lo hanno pensato un po' tutti, anche se allo stesso modo tutti quelli che delle moto comprendono l'essenziale sapevano benissimo che Marquez stava facendo una porcheria. Una porcheria che, forse, in pista non si era mai vista (paragone per i calciofili: molto, molto peggio del biscotto Svezia-Danimarca, perché almeno quello fu cucinato per vincere, mica con lo scopo esclusivo di far perdere un altro). Forse il Dottore non avrebbe dovuto farlo, ma dal primo secondo tutti noi - italiani -, filo-Rossi oppure anti-Vale, avremmo almeno dovuto sospendere il giudizio. Difendere la leggenda. Sottolineare come il mocciosetto spagnolo, un assoluto fuoriclasse, avesse speso tutto il suo eccezionale talento soltanto per rovinare una delle imprese sportive più belle, incredibili e impensabili di tutti i tempi. Avremmo dovuto sospendere il giudizio a caldo, figurarsi il giorno dopo, quando ciò che era successo in pista era più chiaro, a tutti. Almeno a tutti gli addetti ai lavori. Vedi e rivedi quel video e comprendi - anzi, lo vedi - che la gamba si alza soltanto dopo che lo spagnolino rancoroso piega la moto, punta il casco e colpisce Vale. Nemmeno a quel punto avrebbe dovuto allargare la gamba? Benissimo, ci sta: se l'avesse tenuta ferma forse avrebbe "salvato" il mondiale (ma di cosa stiamo parlando, poi?). Ma se qualcuno vuole sostenere che così avrebbe "salvato" il mondiale, deve dire con altrettanta chiarezza che, probabilmente, la penalizzazione non è così giusta e cristallina come poteva sembrare inizialmente.

Dal momento in cui Marquez è caduto, ancor prima della decisione della direzione gara, si respirava la tristezza, la certezza che sarebbe andata a finire male. Un disappunto che è cresciuto di ora in ora, e che si è fatto ritrovare lì anche il lunedì mattina, ad accompagnare l'amaro risveglio di chi ama la MotoGp e soprattutto Rossi. Tra i pochi "rimedi" efficaci, la frase di Fiorello, che col suo faccione simpatico ha il merito di strappare un sorriso anche in un momento drammatico, e non si discuta l'adeguatezza del termine "drammatico". A caldissimo, poco dopo il "patatrac", Fiorello twitta:

"Daje Vale!", "se mi provocano reagisco". Giusto, umano, corretto. E non rompeteci le palle con la storia che un campione non lo avrebbe dovuto fare. E infatti il Fiore - che ha vergato nella sua semplicità uno dei migliori commenti sulla vicenda - forse sbaglia (me il tweet è stato scritto "a caldissimo") quando dice: "E dopo me ne dispiaccio...". Certo, il Dottore sarà dispiaciuto, perché per usare le sue parole, quelle del Vale, se l'è "presa nel culo". Ma il dispiacere è dovuto soltanto alle conseguenze (ingiuste) che dovrà pagare, e non ha nulla a che fare con il "pentimento" per una (presunta) reazione alla più schifosa e infima provocazione che si ricordi su una pista del motomondiale. Dite che sto esagerando? Allora guardatevi questo video, un metaforico - sia chiaro - "calcione in faccia" a chi non difende il Vale...

10 situaciones previas a la caida de Marquez

#PuroMotor Las 10 situaciones previas a la caída de Marquez en el MotoGP de Malasia.En PuroMotor nos dimos a la tarea de analizar segundo a segundo todas las situaciones previas a la caída de Marquez y tratar de resolver el gran tema del día ¿Es Rossi culpable o no?, esperamos que las tomas te ayuden a decidirlo. Para muchos Rossi ha sufrido un acoso constante por parte de Marquez por lo que están firmando una petición digital para que su sanción sea removida, si crees que Rossi no es culpable puedes visitar el link https://goo.gl/1pShar

Posted by Revista Puro Motor on Domenica 25 ottobre 2015

di Andrea Tempestini

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Commenti all'articolo

  • esbakeca

    31 Ottobre 2015 - 22:10

    Alcuni milioni di ebeti sostengono che il ragazzo Marquez..."si vede benissimo che sta completamente piegato mentre per primo da una testata al nostro...che reagisce con un calcetto". Perche`vestendosi da tifoso non ci si vergogna a sostenere l'indifendibile? Al posto di Marquez come si sarebbe comportato Rossi 10 anni fa con gli avversari di turno? Avrebbe fatto come lo spagnolo o diversamente?

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  • leo6it

    26 Ottobre 2015 - 12:12

    Rossi non può fare quello che vuole ....non siamo a io so ioe voi non siete un cazzo....indifendibile ...e pure fiorello veramente in cazzoro di infimo ordine..

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