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La frase del giorno

Giovanni Toti, l'ascendenza sul Cav e l'importanza di Bologna: magari, un giorno...

Andrea Tempestini

Andrea Tempestini

Milanese convinto, classe 1986, peregrinazioni giornalistiche tra Milano, Urbino, New York e ancora Milano, a "Libero" da maggio 2010. Prima economia, poi online, dove continuo a scrivere di economia e politica. Il mio sogno frustrato è l'Nba. Adoro Vespe, gatti, negroni e mr. Panofsky. Su Twitter @anTempestini

Giovanni Toti

"Io sono fra coloro che hanno sempre considerato la partecipazione di Berlusconi alla manifestazione della Lega come un'occasione da cogliere". Giovanni Toti, a Il Corriere della Sera, 6 novembre.

Ci va. Anzi no. Forse sì. Proprio no. Proprio sì. Salvo pirotecnici ripensamenti dell'ultimissima ora, Silvio Berlusconi domenica ci va a Bologna, alla manifestazione della Lega Nord. Un appuntamento che ha spaccato ciò che resta di Forza Italia: chi il Cav a Bologna non lo avrebbe voluto vedere, chi al contrario spingeva per spedirlo alla kermesse salviniana (Toti in prima linea, tra questi ultimi). Un appuntamento sul quale Silvio, più che per calcolo politico, forse tentenna per questioni di mera "voglia". Non ne ha più granché, come non capirlo. Poi, certo, gli umori di Silvio sono storicamente "soggetti a (repentine) variazioni", e forse ha deciso di andarci proprio per una di queste variazioni. O più probabilmente ha deciso di andarci perché il suo fidato consigliere politico - uno dei pochi volti vincenti della Forza Italia 2.0 -, con lungo e accurato lavoro, è riuscito a convincerlo. E lo rivendica, Toti: "Io sono fra coloro che hanno sempre considerato la partecipazione di Berlusconi alla manifestazione della Lega come un'occasione da cogliere" (ma per chi?).

Una roba mica da tutti, rivendicare la propria ascendenza sul Cavaliere (roba da Gianni Letta o Fedele Confalonieri, oggi più o meno defilati, che ascendenza ne avevano pur senza rivendicarla in pubblico). L'occasione, insomma, verrà colta. Il messaggio, pure: oggi, in Forza Italia, Toti pesa moltissimo. Era già noto, ma adesso è ancora più chiaro. Insieme (e grazie) a Salvini, lo scorso giugno Toti si è preso la Liguria contro ogni pronostico (con la complicità del Pd e, soprattutto, di Cofferati & friends). Ha un faccione, Toti, più potabile di quello di Salvini: il leghista è una "macchina da voti", ma valli a convincere i "moderati", quando e se un giorno si andrà a votare. Con Salvini, Toti, ha un'intesa quasi naturale. E se la Liguria era il "laboratorio politico" del centrodestra, vuoi vedere che quel giorno, quando si andrà a votare, magari si scoprirà che il candidato del centrodestra c'era già? Va bene: difficile, improbabile. Ma un pronostico è già stato sovvertito. Ricordiamoci di Bologna...

di Andrea Tempestini
@anTempestini

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Commenti all'articolo

  • iltrota

    07 Novembre 2015 - 15:03

    " Toti pesa moltissimo" Ahahahah... Difatti Silviazzo non è mai riuscito a metterlo veramente a dieta, il Toti Yogy !!! Toti, l' asino eletto governatore (prima di lui solo cavalli nominati senatori)!!! Poveri bananas... è la fine annunciata! Ringraziate l' appoggio della Sega Ladrona, altrimenti Yogi sarebbe ancora l' a fare il "consigliere politico" del Pregiudicato.....

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