Cerca

Corte d'Appello

Obama bacciato sull'amnistia per i clandestini

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Obama bacciato sull'amnistia per i clandestini

Nuova severa sconfitta per Obama sui suoi piani di dare l’amnistia a 4,5 milioni di immigrati irregolari. La Corte d’Appello del Quinto Circuito, a New Orleans, ha dato ragione al giudice di primo grado che aveva bloccato la legge. La causa era stata promossa dall’Attorney General del Texas, per conto del governatore, che aveva sostenuto che l’introduzione dell’amnistia per decreto presidenziale avrebbe comportato milioni di dollari di costi per poter essere implementata, e che quindi lo Stato avrebbe subito un danno finanziario enorme da quella decisione federale. Fin da quando, nel novembre scorso, il presidente aveva annunciato la straordinaria misura dribblando del tutto il Congresso, i repubblicani lo avevano criticato per il suo incostituzionale decisionismo.

La prospettiva che Barack possa annoverare l’amnistia generalizzata tra i suoi successi legislativi prima di lasciare la Casa Bianca e’ ora dunque appesa solo al ribaltamento da parte della Corte Suprema del verdetto dei giudici d'appello. Ma il tempo stringe, perche’ l’amministrazione deve prima preparare il ricorso, che oggi ha gia' preannunciato; poi stara’ ai Giudici Supremi studiare la vertenza e decidere se accettare di discuterne; e infine dovranno passare i tempi tecnici della discussione interna tra i nove Giudici per pervenire al verdetto risolutivo. Se tutto andasse nel verso auspicato dai Democratici e dagli attivisti liberal pro-clandestini, l’eventuale decisione della Corte arriverebbe non prima della prossima estate, il che darebbe a Obama un semestre per l’implementazione.

Era stato il giudice federale della Corte Distrettuale in Texas, Andrew Henen, a imporre nello scorso febbraio un’ingiunzione temporanea di blocco della operativita’ dell’ordine esecutivo, accettando la tesi degli avvocati del Texas, ai quali si erano accodati nella stessa causa altri 25 Stati per lo piu’ controllati dai repubblicani. Secondo i ricorrenti, la legalizzazione dell’amnistia avrebbe creato un numero tale di “gente regolarizzata” da rendere l’iniziativa “virtualmente irreversibile”, e tale da provocare “danni irreparabili” agli Stati.

L’amministrazione aveva sostenuto che era nei suoi diritti quello di poter “rinviare sine die” la deportazione di certi selezionati gruppi di immigrati irregolari, compresi i bambini che erano stati portati negli Usa illegalmente. “Il presidente Obama dovrebbe abbandonare il suo programma di amnistia attuato con un ordine esecutivo fuorilegge e incominciare a far rispettare la legge da oggi”, ha commentato il governatore del Texas Greg Abbott in un comunicato stampa.

Il Dipartimento di Giustizia, all’opposto, ha fatto sapere di non essere d’accordo con il verdetto della maggioranza della Corte d’Appello – due contro uno -, sostenendo che l’ordine esecutivo di Obama “avrebbe reso piu’ responsabile il nostro sistema immigratorio, perche’ avrebbe stabilito una priorita’ nella espulsione dei clandestini, cacciando i peggiori criminali e non la gente che ha lunghi periodi di permanenza negli Usa e che vi allevano i figli”.

La realta’ e’ che gia’ oggi non sono affatto in atto deportazioni di massa di persone pacifiche residenti illegalmente qui, e che la lotta contro i criminali non dovrebbe aver bisogno di “priorita’ ”. Anzi, con le politiche delle metropoli cosiddette “santuari”, ossia quelle in cui le polizie locali non possono perseguire chi e’ irregolarmente negli Stati Uniti se non viene colto sul fatto mentre commette un reato, gli 11 milioni e passa di clandestini corrono solo il rischio poco piu’ che teorico di esseri fermati dagli agenti federali del Dipartimento della Immigrazione, dislocati nel 90% lungo il confine meridionale con il Messico.

di Glauco Maggi 
twitter @glaucomaggi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog