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Complimenti per la trasmissione

Quando L'erba dei vicini non è quella dell'ascolto

Il programma di Severgnini su Raitre

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Quando L'erba dei vicini non è quella dell'ascolto

L' erba dei vicini

Io non so se «è meglio avere otto anni a Genova o ad Amburgo?» o se «è meglio la busta paga in Italia o in Germania», o se «sono più bravi i cantanti neomelodici italiani o quelli bavaresi?», come chiede al suo pubblico dal muto sorriso il signor conduttore. Il signor conduttore è quel Beppe Severgnini da Crema ma che però è stato con Obama, dal fare piacione e international stile Ettore Andenna degli anni ’70, e con l’auricolare color carne che gli suggerisce i tempi e con le battute (scritte -bene- da lui stesso), e con lo studio epico -sempre da Ettore Andenna, sulla tv locale Antennatre- che l’avvolge a mò di serra esotica. Io non so. Non so se sia meglio dare in pasto alla prima serata di Raitre un format certo originale come L’erba del vicino (lunedì); o spacciarne il mediocre 5,70% di share come un risultato epico strombazzato su tutte le piattaforme di cui il Severgnini è da sempre assiduo frequentatore.

Intendiamoci: L’erba dei vicini non è orrido. Ed è buona l’idea di giocare col pubblico - “i magnifici 100”- dotato di telecomando sul rapporto tra l’Italia e gli altri paesi, dopo aver ascoltato prima la propria pancia e poi gli autorevoli ospiti: in questo caso Barbara Stefanelli vicedirettore del Corriere della sera e Susanne Hohn del Goethe Institute che discettano di Germania e Italia, di mamme crucche e mammone nostrane. Anche se poi la cosa -non so perchè- mi ricorda tanto altri programmi: Andenna appunto, trapiantato su il Duello di Raitre condotto, nel 1989, da Giorgio Rossi ; e sul misconosciuto Vita senza euro su Reteconomy/Sky, con l’Inghilterra ospite al posto della Germania.

Però non sono male, nell’Erba dei vicini, a dire il vero, neppure le intrusioni animate di Bruno Bozzetto; o qualche piccolo servizio aiutato dalle teche Rai; o la botta di fortuna dell’uomo della spending review, Roberto Perotti, che annuncia le dimissioni proprio al Beppe Severgnini: Il quale Beppe in quanto a scoop, diciamo, non è mai stato un’aquila, ma televisivamente conosce i fondamentali. E allora cosa non va, qui? La lunghezza. E il lento declino degli argomenti via via che il programma s’infila nella notte: buono il servizio su gli ottenni ad Amburgo e Genova; più superficiale - e di parte- quello sugli stipendi; assurdo quello sulla musica neomelodica; inconsistente l’Enrico Brignano di passaggio....

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