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Penelope

Un delitto illustre, un'indagine e il mondo degli ultimi di Roma

"La Cognizione del Potere" di Federico Bonadonna tra romanzo e Mafia Capitale

15 Novembre 2015

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Un delitto illustre, un'indagine e il mondo degli ultimi di Roma

Perfino i rom hanno deciso di costituirsi parte civile contro Mafia capitale. Martedì, nella seconda udienza del maxi-processo che vede imputati i presunti boss del <mondo di mezzo>, si saprà se la loro richiesta è stata accolta oppure no. Vogliono essere risarciti perché si sentono danneggiati da Buzzi, Carminati e compagni per come è stata gestita la storia del campo nomadi di Castel Romano e probabilmente hanno anche ragione se è vero che i soldi destinati a quel tipo di emergenza finivano invece nelle tasche della <cupola> degli amministratori capitolini. In attesa di vedere quale sarà la decisione del tribunale, c'è un libro che  sotto forma di spy-story racconta molto bene alcune cose che accadono attorno ai centri per l'assistenza ai rom, ai rifugiati, ai migranti della Capitale. Si chiama "La cognizione del potere" di Federico Bonadonna (Castelvecchi editore) e si legge tutto d'un fiato, anche se la storia è dura e fa molto riflettere. Bonadonna ha lavorato per undici anni nel settore delle Politiche Sociali del Comune di Roma, conosce come funziona il mondo degli ultimi, di sicuro per questo romanzo ha tratto ispirazione da episodi realmente accaduti, anche se provare a dare un nome e un volto ai potenti corrotti e perversi raccontati nel libro rischia di deviare dal cuore del problema. La storia, pur se sotto forma di romanzo d'azione, è drammaticamente profetica soprattutto se si pensa che è stata scritta molto prima dell'inchiesta, in tempi non sospetti e solo dopo data alle stampe. E' quella di un commissario di polizia, Bruno Colacchi, che si trova a indagare nel marcio della sua città, Roma, per giunta travolta dal dramma di un attentato che ha colpito in modo plateale nientemeno che il sindaco al culmine della sua carriera. Colacchi indaga ma deve fare i conti non solo con gli assassini, ma soprattutto con  chi non vuole che la verità venga fuori. Una verità che si cela nel mondo famelico dei centri per l'assistenza ai nomadi, appunto, dove opera quella politica corrotta che ha scelto di fare affari con la criminalità organizzata, in cambio di soldi e tranquillità. Un libro attualissimo, "La Cognizione del Potere", dedicato a tutti gli operatori sociali che lavorano ogni giorno in condizione di assurda normalità, e che scava nella coscienza di ognuno di noi: fin dove ci vogliamo spingere per guadagnare fama e posizioni di comando. Alla fine il commissario Colacchi sceglie.      

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Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.

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