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"Isis non è necessariamente il male": ecco l'Alessandro Di Battista di Barack Obama

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Alessandro Di Battista

Anche il partito di Obama negli Usa ha il suo Alessandro Di Battista, e si chiama Dan Kimmel. E’ un candidato Democratico di 63 anni, in campagna elettorale per un seggio di deputato statale del Minnesota, che sabato scorso, dopo l'eccidio terrorista di Parigi, ha fatto questo tweet: “L’ISIS non e’ necessariamente il male. E’ composto da persone che stanno facendo quello che loro pensano sia la cosa migliore per la loro comunita’”.

La differenza con il mondo politico italiano e’ che, poche ore dopo, Kimmel e’ stato costretto dal suo stesso partito, in Minnesota, a rinunciare alla aspirazione di entrare nel parlamento locale. Una carriera stroncata all’origine, perche’ si e’ dovuto “dimettere” prima ancora di arrivare alle urne. Anche se aveva aggiunto, nello stesso messaggio delirante, che “la violenza non e’ la risposta”, Kimmel era stato infatti subissato nelle ore successive dalle critiche sui social networks. A quel punto aveva cercato di correre ai ripari con una condanna rituale (“Io deploro gli atti malvagi dell”ISIS, non difendo le loro azioni”), ma la sua fine era segnata.

Paul Thissen, il leader del gruppo dei deputati Democratici nella Camera del Minnesota, dove il partito di Obama e’ in minoranza, aveva reagito immediatamente al primo tweet vaneggiante, sollecitando Kimmel a chiedere scusa e a sospendere la sua corsa elettorale. “Tutti noi piangiamo la perdita di vite innocenti negli orribili attacchi di Parigi e per le altre atrocita’ commesse dall’ISIS in giro per il mondo”, aveva scritto Thissen in un comunicato di condanna. “Quelli dell’ISIS sono la personificazione del male, e affermare il contrario e’ un affronto a quelli che hanno perso i loro cari per colpa loro’".

“Faro’ qualunque cosa per risolvere questa questione”, ha alla fine dovuto accettare Kimmel. “E la miglior cosa per me e’ starmene zitto e ritirarmi dalla gara”.

Kimmel lavora nel settore tecnologico della US Bank e puntava a conquistare il seggio attualmente occupato dal repubblicano Drew Christensen, che adesso ha la vittoria in tasca per “suicidio politico dell’avversario”.
L’America e’ la terra della liberta’ di parola, ma le idiozie conclamate che vengono dette nei comizi, negli articoli, o nei dibattiti possono costare carissimo ai politici. Trump avra' anche sdoganato, con le sue sparate, la scorrettezza politica paludata che e' tanto cara alla sinistra, ma le dichiarazioni assolutamente insensate e oltraggiose alla Di Battista fanno ancora scandalo e, se dio vuole, tengono lontano dal parlamento chi le fa.

di Glauco Maggi

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