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Thriller

Milano violenta, ma i criminali sono gente comune

In "Aenigma" di Lorenzo Beccati la metropoli diventa teatro di azioni nefande e incomprensibili. Ma la soluzione del mistero viene dal passato.

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Milano violenta, ma i criminali sono gente comune

Lorenzo Beccati è un visionario. Fra gli scrittori italiani della sua generazione (è del ’55) è forse il più eclettico. Ha scritto libri umoristici, libri bizzarri e sperimentali e un’infilata di thriller storici, ambientati soprattutto a Genova, città che conosce benissimo, essendo ligure.

Ma quello di cui vorrei occuparmi adesso è Aenigma, romanzo uscito da pochi giorni per le edizioni Nord. Questa volta siamo a Milano, una Milano che nel corso della vicenda risulterà sempre più destrutturata, ridotta ai minimi termini dei suoi cliché spesso meritatissimi.

Perché visionario? Perché Beccati apre il libro con una scena inquietante. In un pomeriggio di novembre, in una banca del centro, avviene una rapina fuori da ogni regola: sono le persone comuni a metterla in atto, la gente che tutti noi siamo abituati a vedere in fila agli sportelli.

Cominciano a accadere cose inquietanti. Crimini efferati compiuti da gente insospettabile.

A capirci qualcosa prova il commissario Davide Ganz, uomo ancora giovane e sentimentalmente disilluso, affiancato da una consulente molto particolare, la giovane marocchina Rabiaa, dal labbro leporino.

Trovo che rispetto ai suoi precedenti lavori Beccati abbia scelto di usare un linguaggio più piano, diretto, con giri di frase meno eccentrici. È come se, parlando del presente, avesse scelto parole più contemporanee, allontanandosene un po’ nei capitoli ambientati alla fine del Settecento. Sì, perché i piani temporali si alternano, e nel passato si rievocano le imprese di Franz Anton Mesmer, medico tedesco che operò in Germania, Austria, Francia e Svizzera. In realtà era una via di mezzo fra un medico, un alchimista e un manipolatore della mente. Un personaggio che può ricordare Paracelso o Rasputin.

Nella vicenda sono contenuti i topoi del genere poliziesco, i rapporti fra gli investigatori sono tesi, quelli fra vittime e carnefici inquietanti, all’azione (molta) fanno contrappunto i momenti di quiete, dove emergono la psicologia dei protagonisti e le motivazioni che li fanno muovere.

Come si diceva sopra, gli stereotipi di Milano sono affrontati a uno a uno e meticolosamente distrutti. La banca, appunto, ma anche il mondo un po’ ridicolo delle sfilate di moda, e poi gli studenti costretti a visitare la Pinacoteca di Brera, la quiete solenne della Biblioteca Nazionale Braidense, una paludatissima cerimonia religiosa in Duomo, officiata dall’arcivescovo.

Ogni volta succede qualcosa di violento, il lettore lo sa e se lo aspetta, ma non ne conosce le modalità, che sono sempre più fantasiose.

A mano a mano che si procede, l’atmosfera si fa sempre più irreale, il passato si allaccia al presente, gli interpreti escono dai loro ruoli, rivelandosi ben diversi da quello che si credeva all’inizio.

Con una trama martellante e ben intrecciata, la storia si avvia all’epilogo che, come nella migliore tradizione, tutto è svelato all’ultima pagina.

E a proposito di pagine, questo di Beccati è davvero un “page turner”, un libro dove si procede avvolti dalla curiosità, un foglio dopo l’altro. E non ci si lasci ingannare dalle scene più sanguinose. Qui è tutto molto divertente, e l’anima in fondo giocosa dell’autore si lascia scoprire a ogni riga.

 

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Paolo Bianchi

Paolo Bianchi

Paolo Bianchi è nato a Biella nel 1964. Ha pubblicato "Avere trent'anni e vivere con la mamma" (Bietti, 1997), "Uomini addosso" (ES, 1999), "Il mio principe azzurro" (ES, 2001, con Igor Sibaldi), "La repubblica delle marchette" (Stampa alternativa 2004, con Sabrina Giannini), "La cura dei sogni" (Salani, 2006), "Per sempre vostro" (Salani, 2009), "Inchiostro antipatico. Manuale di dissuasione dalla scrittura creativa (Bietti, 2012). Ha scritto per riviste e quotidiani, fra questi ultimi "Il Foglio". "Il Giornale" e, dal marzo 2010, "Libero". Lavora anche come traduttore letterario.

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